venerdì 28 aprile 2017

"Il racconto dell'isola sconosciuta", José Saramago


Una delle indicazioni ricevute da Chiara per la Reading Challenge era "un libro con meno di 50 pagine" e al momento è stata quella che mi ha impegnato maggiormente nella ricerca! 

Fra i pochi trovati ho scelto questo che è giusto solo un racconto, 43 pagine con tanto di illustrazioni, più per esclusione che per reale interesse.

Un uomo chiede e ottiene dal suo re una barca per partire alla ricerca dell'isola sconosciuta e una donna si imbarca con lui.

Non capisco come possa essere considerata una storia d'amore, come ho letto in rete. Per me è una favoletta carina, dove ho apprezzato un certo umorismo nello stile e la ridicolizzazione del potere, cioè del re.

Il finale mi ha strappato un sorriso, ma non mi è venuta voglia di leggere altro di Saramago, forse perchè mi ha ricordato il da me odiatissimo Calvino.

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro con meno di 50 pagine".
 

martedì 25 aprile 2017

"Poi sei arrivato tu", Jennifer Weiner


Un altro bel libro, due di fila che mi sono piaciuti molto, quasi un avvenimento! 

Jennifer Weiner è una delle mie scrittrici preferite, anche perchè è l'unica che riesce a farmi immedesimare nelle storie che racconta.
Questo romanzo è del 2013, lo avevo comprato subito, per poi preferirgli sempre qualcos'altro perchè la trama non mi attirava pienamente.
Dopo averlo letto mi chiedo se lo abbia fatto anche chi l'ha scritta perchè, secondo me, non presenta nè spiega adeguatamente il libro.

E' un romanzo tutto al femminile, con quattro protagoniste, Jules, Annie, Bettina e India; quest'ultima ha 43 anni, le altre tre sono poco più che vent'enni.
Presentano situazioni passate e presenti molto diverse fra loro, personalità diverse, estrazione sociale diversa, ecc, e le loro vite si incroceranno - e si intrecceranno - per via delle scelte compiute da tre di loro, con l'eccezione di Bettina che si troverà coinvolta a causa del legame con India, la sua matrigna.

Ogni capitolo è dedicato a una di loro, sempre scritto in prima persona, cosa che generalmente non amo, ma che qui si presta moltissimo per farci entrare nella testa delle quattro donne.

Con questo meccanismo mi sono ritrovata a riflettere (non per la prima volta) su come quello che pensiamo e diciamo di qualcuno condizioni l'opinione delle altre persone.
Nel libro conosciamo prima Bettina, che "parla" di India facendocela detestare.
Ma quando arriva il turno di India troviamo una persona molto diversa da quella che avevamo immaginato. E India, per età e alcune esperienze di vita, è stata quella con cui mi sono immedesimata e a cui mi sono anche "affezionata".

La storia è drammatica, molto coinvolgente, un altro libro che avrei letto a oltranza, potendolo fare.

Un libro, ahimè, rovinato con l'ultimo capitolo: sono passati quattro anni e la situazione si è sistemata, ma in maniera inverosimile e fastidiosamente melensa!

Se si fosse fermato al penultimo capitolo sarebbe stato perfetto: era già conclusivo e apriva una porta fondamentale, lasciando poi il lettore libero di immaginare come sarebbe proseguita la vita delle quattro.
Non era questo l'importante, la storia era stata raccontata in ogni dettaglio e l'epilogo pone solo tanti puntini sulle i che, oltre ad essere superflui, non sono puntini, ma quei cuoricini che mettono sulle i le bimbette delle elementari.

Ma resta comunque un bel libro da leggere.

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro presente da tempo nella tua libreria".


lunedì 17 aprile 2017

"La gemella silenziosa", S.K. Tremayne


Bello! Tolta la mia adorata Mary Higgins Clark, era davvero da tanto che un libro non mi prendeva così! Infatti l'ho letto in sei giorni e se non avessi dovuto lavorare, dormire, ecc, lo avrei letto tutto d'un fiato, cosa che poi ho fatto ieri pomeriggio con la quasi metà di libro che mi era rimasta da leggere.

Mi è piaciuto molto lo stile dell'autore, semplice, ma coinvolgente.
Eccezionale nel descrivere paesaggi e scenari, posti che purtroppo non ho mai visitato, ma mi sembrava di essere lì, cioè in Scozia, nelle Highlands occidentali.

La storia comincia con la coppia protagonista, l'anglo-americana Sarah e lo scozzese Angus, in procinto per lasciare Londra insieme a Kirstie, la loro bambina di 7 anni.
Kirstie aveva una sorella gemella, Lydia, morta quattordici mesi prima.
La tragedia ha sconvolto la famiglia, lui ha perso il lavoro, sono arrivati i debiti e quindi la decisione di trasferirsi nel minuscolo isolotto di Eilean Torran (nome di fantasia del reale Eilean Sionnach: cercatelo su Google immagini perchè merita) che lui ha ereditato dalla nonna, con faro e cottage, e che la coppia intende ristrutturare per poi rivendere.

Il thriller è incentrato sulla bambina rimasta che dice alla madre (non faccio spoiler: la frase viene pronunciata nel primo capitolo ed è anche riportata nella trama): "Mamma, perchè continui a chiamarmi Kristie? Io sono Lydia. Kristie è morta, non io".

Da lì gli ovvi ed angoscianti dubbi sull'aver confuso le due figlie più altri che riguardano sia la figura del marito che quella della moglie, all'interno della coppia e nel loro ruolo di genitori. 
Spregevoli, anche il questo l'autore è stato davvero bravo e non posso dire quali sensazioni mi ha fatto provare nei confronti dei due perchè farei capire cose che vanno lette.

Bello il finale, per me inaspettato, cosa non da poco!!

Super consigliato, se piacciono i libri carichi di suspance.

Reading Challenge 2017: questo testo, con le sue 307 pagine, risponde al requisito "un libro la cui somma delle cifre dell'ultima pagina sia 10".

lunedì 10 aprile 2017

"Il grande miao", Paul Gallico


Nutrivo grandi, grandissime aspettative verso questo libro e, probabilmente proprio per questo, sono rimasta un po' delusa.

Un libro bellissimo che parla di un gatto è "Io e Dewey", mi sono affezionata a lui come a uno dei miei gatti!
Libri esilaranti sui gatti sono quelli di Doreen Tovey, meravigliosi e consigliatissimi!
Invece questo l'ho trovato carino, a tratti divertente, ma nulla di più.

A scrivere è (una) Micina, che con questo "saggio" vuole insegnare ai suoi simili come prendere possesso di una casa e dei suoi abitanti. 

Scritto nel 1964, secondo me accusa moltissimo il peso dell'età descrivendo i gatti in modo fortemente stereotipato.
Luoghi comuni che, con i miei 12 gatti all'attivo (di cui purtroppo soltanto 7 ancora in vita), non ho mai condiviso.

L'unica cosa che riconosco universalmente ai mici è la pulizia (ma anche qui, chi più chi meno), per il resto non è vero - tanto per dire - che i gatti sono indipendenti, traditori, attaccati alla casa o falsi.
Come non è vero che non riconoscono il loro nome, che non arrivano quando vengono chiamati, che fanno le fusa solo se hanno fame.
Tutte cazzate a cui possono credere solo le persone che non hanno mai avuto la fortuna di convivere con un gatto! 

Ognuno di loro, come noi e come ogni altro essere vivente, ha il proprio carattere, la propria indole, la propria intelligenza.
E sicuramente non li considero una mia proprietà: sono miei, certo, ma perchè fanno parte della famiglia!

Il libro racconta di gatti opportunisti e questo non mi piace: sono furbetti, sì, ma soprattutto sono degli adorabili gnoccoloni che ci amano più di quanto meritiamo!

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro in cui il narratore è un animale".