
"Vieni qui, zietta. Ti prego. Sono in una specie di pasticcio e ho un disperato bisogno di consigli"
Breakers Beach (California), 1938. E' questa telefonata ad allertare Miss Rachel Murdock, al punto che il pomeriggio stesso, messa la gatta Samantha nel trasportino e preparato un veloce bagaglio per sé, l'anziana signora lascia Los Angeles per raggiungere la nipote. Lily non è una consanguinea, lo si capisce dallo scarso intelletto e dall'ineleganza che la contraddistinguono: Philip, il defunto fratello di Rachel, era il suo patrigno ed è grazie alla rendita che le ha lasciato se Lily riesce a mantenersi. Una rendita non enorme, ma sufficiente ad attirare sulla nipote le attenzioni di approfittatori di vario genere, compreso quel buono a nulla del suo ex marito, il signor Sticklemann. E anche questa volta ci sono di mezzo i soldi: Lily parla alla zia di un debito di un migliaio di dollari che - nell'arco di una notte e dopo una violenta aggressione - raddoppia. Ma Miss Murdock non ha tempo per indagare: meno di quarantotto ore dopo il suo arrivo Lily viene uccisa e lei stessa rischia di morire. L'unica a uscire incolume da quella stanza è Samantha, ma cos'ha di strano la sua bella pelliccia?
Dolores Hitchens (Texas 1907 - California 1973) pubblicò ventitré romanzi autoconclusivi e altri ventidue divisi in quattro diverse serie.
Questo, del 1939, è il primo di dodici (al momento Sellerio ha tradotto i primi quattro) che hanno per protagonista la settantenne Miss Rachel Murdock.
Non amo particolarmente i gialli con investigatori dilettanti, ma poi finisco sempre per leggerne alcuni.
La parte che ho trovato più interessante è stata senza dubbio la prefazione scritta da Joyce Carol Oates nel 2021, dove la grande autrice descrive il fascino dei libri mistery, in particolare di quelli vecchia maniera, i classici enigmi della camera chiusa che si sviluppano grazie a investigazioni basate sul ragionamento. Ed evidenzia la particolarità di questo romanzo dove il crimine, avvenuto in un passato recente, viene ricostruito attraverso i ricordi dei due protagonisti: Miss Murdock e Stephen Mayhew, il trentatreenne tenente investigativo, imbranato all'apparenza, ma determinante nella sostanza.
La micia Samantha fa da contorno generando inconsapevolmente preziosi indizi. Una gatta nera, non solo bella, ma anche ricca: Agatha, l'unica dei quattro fratelli Murdock ad essere riuscita a trasformare in un vero patrimonio la sua parte di eredità paterna, alla morte ha nominato Samantha come sua unica erede. A Rachel e Jennifer, l'unica sorella rimasta, il compito di occuparsi delle sue necessità nella grande casa di famiglia in cui vivono.
Un vezzo, o uno stratagemma per rendere più accattivante la serie: la vicenda gialla avrebbe retto anche senza Samantha. Un giallo sicuramente bello per gli amanti del genere, una storia carina per chi, come me, preferisce i thriller.
I venti capitoli in cui si dividono le 360 pagine del libro hanno tutti, riga più riga meno, la stessa lunghezza, un dettaglio che apprezzo sempre molto le rare volte in cui mi ci imbatto. Pessima, invece, la scelta di titolarli anticipando quello che verrà raccontato di seguito.
Ieri sera ho iniziato l'ascolto del secondo volume e lì per fortuna i capitoli sono soltanto numerati.
Reading Challenge 2026, traccia annuale Notte prima degli esami: numero delle pagine multiplo di venti



















