
Londra, inizio autunno di un anno non precisato. Era estate quando Faye ha comprato un vecchio appartamento in una zona di bellissime (in origine) case vittoriane che ora necessitano di una ristrutturazione completa e che il Comune mette in vendita man mano che vengono liberate dagli inquilini. I prezzi sono vantaggiosi, ma l'uomo che Faye ha incaricato dei lavori, dopo aver saputo che è una scrittrice, va dritto al punto: "E c'è da far soldi, parecchi soldi? Lo spero per lei perché questo è un pozzo senza fondo".
Faye evidentemente guadagna bene perché affida i due figli al loro padre e si butta nel pozzo: nella polvere e nei rumori, e anche nei colpi, negli improperi e nelle minacce che arrivano dall'anziana coppia di neri che vive nel seminterrato.
Faye evidentemente guadagna bene perché affida i due figli al loro padre e si butta nel pozzo: nella polvere e nei rumori, e anche nei colpi, negli improperi e nelle minacce che arrivano dall'anziana coppia di neri che vive nel seminterrato.
Nel frattempo le sue giornate scorrono. Tanti incontri e tante chiacchiere con parenti, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti.
"Resoconto", "Transiti" e "Onori" sono i titoli della trilogia dell'ascolto con cui Rachel Cusk "ha ridefinito la narrativa contemporanea": è così che Einaudi descrive l'opera e, per quanto certe formule critiche siano al di sopra della mia conoscenza, sono anch'io in grado di riconoscerne lo sviluppo non convenzionale.
Anche questa volta di Faye viene detto pochissimo: sono le persone che incontra ad aprirsi con lei, come succedeva nel libro precedente ambientato durante un suo viaggio di lavoro ad Atene. Qui si sposta dal centro di Londra solo per andare a trovare un cugino che vive nella contea del Wiltshire. In quell'occasione sarà un'amica svedese della nuova compagna di Lawrence a raccontarle la sua vita, come farà il muratore polacco che aiuta l'operaio albanese incaricato della ristrutturazione della casa, mentre altri si limiteranno a singoli eventi, come l'ex convivente incrociato per strada che le racconta della moglie canadese e della loro bambina.
Fatico ad appassionarmi ai libri privi di trama, ma lo stile della Cusk riesce in parte a compensarne l'assenza grazie anche alla brevità del romanzo (195 pagine) e all'aver usufruito della versione audiolibro. Senza dubbio un'opera di pregio che intrattiene, ma non mi ha arricchita.
"Resoconto", "Transiti" e "Onori" sono i titoli della trilogia dell'ascolto con cui Rachel Cusk "ha ridefinito la narrativa contemporanea": è così che Einaudi descrive l'opera e, per quanto certe formule critiche siano al di sopra della mia conoscenza, sono anch'io in grado di riconoscerne lo sviluppo non convenzionale.
Anche questa volta di Faye viene detto pochissimo: sono le persone che incontra ad aprirsi con lei, come succedeva nel libro precedente ambientato durante un suo viaggio di lavoro ad Atene. Qui si sposta dal centro di Londra solo per andare a trovare un cugino che vive nella contea del Wiltshire. In quell'occasione sarà un'amica svedese della nuova compagna di Lawrence a raccontarle la sua vita, come farà il muratore polacco che aiuta l'operaio albanese incaricato della ristrutturazione della casa, mentre altri si limiteranno a singoli eventi, come l'ex convivente incrociato per strada che le racconta della moglie canadese e della loro bambina.
Fatico ad appassionarmi ai libri privi di trama, ma lo stile della Cusk riesce in parte a compensarne l'assenza grazie anche alla brevità del romanzo (195 pagine) e all'aver usufruito della versione audiolibro. Senza dubbio un'opera di pregio che intrattiene, ma non mi ha arricchita.
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