
Milano, settembre 2023. Il 4 era toccato a Rita Bocciardi, trentenne che aveva trovato il successo grazie a CrimiNero, il canale YouTube dove approfondiva i delitti italiani da prima pagina. Il 12 ad Andrea Arduini, diventato famoso per i suoi scoop nel mondo del gossip di bassa lega. E il 21 l'assassino - che la stampa ha soprannominato il Regista per i filmati degli omicidi che divulga in rete - fa doppietta con Daniela De Luca e Nicole Tacciaroli, compagne nella vita e personaggi di spicco fra i movimenti femministi e le associazioni dei diritti delle minoranze di genere. Un caso con un'enorme risonanza mediatica, affidato alla squadra investigativa dell'Unità di Analisi del Crimine Violento di Milano.
Passano poco più di ventiquattro ore quando due spari riecheggiano nei giardini di Porta Venezia: a finire a terra è il commissario Mario Mandelli e anche questa volta chi ha colpito ha un soprannome, che si è dato da solo: l'Aracnide.
Perché il ragno sa, il ragno conosce, il ragno osserva...
E' sempre un piacere tornare a Mandelli e alla sua squadra. Questa, pubblicata tre mesi fa, è la quinta puntata della serie, nettamente la più snella come numero di pagine (320), ma non carente di intrecci.
Come già successo in precedenza, le vicende gialle sono due.
Quella principale si sviluppa attorno a un complottista in guerra contro i social e i suoi rappresentati (ovviamente non è semplice come sembra).
L'altra non la si può certo definire di contorno avendo al centro il protagonista della serie: il prologo del libro è datato 22 settembre e descrive proprio l'attentato a Mandelli. Con il primo capitolo viene fatto un passo indietro, alla mattina del giorno prima quando vengono trovati i cadaveri della De Luca e della Tacciaroli, quindi si prosegue per un mese abbondante arrivando, naturalmente, alla soluzione di entrambi i casi.
Questo filone è molto più appassionante, una trama ben costruita che rende indispensabile aver letto i libri precedenti e avere un'ottima memoria, anche se Cerone aiuta facendo riassumere o ricordare i fatti da qualche personaggio.
Avanzando ho più volte pensato di stare leggendo il capitolo finale, perché vedevo tirare molti fili e chiudere vari passaggi, ma per fortuna l'ultima frase lascia intendere che si andrà avanti.
E, come sempre, l'autore fra un gran servizio per il turismo di Milano facendo scoprire angolini ignorati (per lo meno da me), come la cappella all'interno di San Bernardino alle Ossa:
Passano poco più di ventiquattro ore quando due spari riecheggiano nei giardini di Porta Venezia: a finire a terra è il commissario Mario Mandelli e anche questa volta chi ha colpito ha un soprannome, che si è dato da solo: l'Aracnide.
Perché il ragno sa, il ragno conosce, il ragno osserva...
E' sempre un piacere tornare a Mandelli e alla sua squadra. Questa, pubblicata tre mesi fa, è la quinta puntata della serie, nettamente la più snella come numero di pagine (320), ma non carente di intrecci.
Come già successo in precedenza, le vicende gialle sono due.
Quella principale si sviluppa attorno a un complottista in guerra contro i social e i suoi rappresentati (ovviamente non è semplice come sembra).
L'altra non la si può certo definire di contorno avendo al centro il protagonista della serie: il prologo del libro è datato 22 settembre e descrive proprio l'attentato a Mandelli. Con il primo capitolo viene fatto un passo indietro, alla mattina del giorno prima quando vengono trovati i cadaveri della De Luca e della Tacciaroli, quindi si prosegue per un mese abbondante arrivando, naturalmente, alla soluzione di entrambi i casi.
Questo filone è molto più appassionante, una trama ben costruita che rende indispensabile aver letto i libri precedenti e avere un'ottima memoria, anche se Cerone aiuta facendo riassumere o ricordare i fatti da qualche personaggio.
Avanzando ho più volte pensato di stare leggendo il capitolo finale, perché vedevo tirare molti fili e chiudere vari passaggi, ma per fortuna l'ultima frase lascia intendere che si andrà avanti.
E, come sempre, l'autore fra un gran servizio per il turismo di Milano facendo scoprire angolini ignorati (per lo meno da me), come la cappella all'interno di San Bernardino alle Ossa:



















