mercoledì 7 ottobre 2026

"Luci sul mare", Claudio Visentin

 

Boreas domus, mare amicus
Il nord è la mia casa, il mare mi è amico

E' con questo m
otto delle isole Orcadi che Claudio Visentin (Milano, 1964), storico e autore di narrativa di viaggio, apre questo librino (appena 111 pagine) pubblicato nel 2022 dove racconta il suo itinerario lungo le coste scozzesi, di faro in faro, un interesse nato in lui dopo la lettura de "I guardiani dei fari" di Charles Paolini.


Un nome ricorrente è quello degli Stevenson (proprio quelli di Robert Louis) e non potrebbe essere altrimenti: nell'arco di tre generazione la famiglia ha costruito la maggior parte dei fari scozzesi, come quello sull'isolotto di Bass Rock progettato da David Stevenson nel 1903 e visibile da Edimburgo.


E' da qui che Visentin ha iniziato il suo tour. In quale anno non si sa, una dimenticanza/lacuna inaspettata in un testo infarcito di date.
Ma le grandi assenti - come in tanti altri libri di narrativa di viaggio che ho letto - sono le fotografie. Immagino che non si sia trattato di una scelta, ma di una mera questione di budget. Peccato, almeno in copertina ci sarebbe stato bene uno scatto dello stesso autore!


Evitabili, invece, le illustrazioni di Alessandro Alghisi, brutte quanto inutili. Questo è/sarebbe il Bass Rock:


L'assenza di fotografie e il tema trattato rendono indispensabile leggere davanti al computer o con il cellulare in mano. Ho cercato ogni faro citato, alcuni sono belli, altri bellissimi, tutti estremamente affascinanti.

Nascere sotto alla Lanterna inculca nell'animo di noi genovesi un sentimento di rispetto e amore per i fari. Il nostro, purtroppo, è attorniato da sempre più cemento, ma quando è buio vedere il suo raggio dal mare (cosa a cui purtroppo ho assistito un'unica volta nella vita) - o anche da qualche punto lungo la costa - è impressionante e meraviglioso.

Per alcuni fari Visentin fornisce una scheda tecnica con anno di costruzione, nome dell'ingegnere, latitudine e longitudine, tipo di segnale luminoso emesso, portata e altezza: leggendo queste ultime, che vanno dai dieci ai quarantaquattro metri, ho ridacchiato pensando ai 117 della Lanterna.

Per non parlare dell'anno di edificazione: Genova mette sul piatto un notevole 1128 (che diventa 1543 per la struttura attuale) e la Scozia risponde con il ben più recente 1786. Fu in quell'anno che - per accontentare le richieste di armatori, mercanti e capitani bisognosi dei fari per tutelarsi dai grandi pericoli delle coste scozzesi (rocce sommerse, secche, correnti improvvise, eccetera) - venne fondato il Northern Lighthouse Board.

Di sicuro gli scozzesi ci battono nel numero: Genova 1, Scozia oltre 200. Chapeau.

Visentin ha risalito la costa verso Nord fino alle Orcadi e alle Shetland. Ha usato automobili, natanti e piccoli aerei, è entrato in pochi fari, ma ne ha visti molti.

Bell Rock


Muckle Flugga


Sumburgh Head


E ancora, Skerryvore, Dubh Artach, Rattray Head (quello che vediamo in copertina), Kinnaird Head, Star Point, North Ronaldsay (dove i fari sono due, di epoche diverse), Fair Isle...

Nel libro Visentin descrive la flora e la fauna dei posti, aggiungendo qualche aneddoto sui fari, sui loro guardiani o sui villaggi in cui si trovano: solo accenni ed è un peccato. L'argomento aveva un enorme potenziale, avrebbe potuto essere una grande opera, invece sembra solo un compitino.

"Dal punto di vista tecnico, certo, i fari sono obsoleti. Ma un capitano di nave una volta mi disse: se guardo gli strumenti elettronici mi dicono dove pensano che io sia, ma se guardo al di là del vetro e vedo un faro, io so dove sono."
(Brian Johnson, tecnico manutentore dei fari scozzesi)

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di ottobre: acqua DI mare

lunedì 5 ottobre 2026

"Stupro. Una storia d'amore", Joyce Carol Oates



Niagara Falls (stato di New York), 4 luglio 1996.
Martine (Teena) Maguire, 35 anni, vedova da quattro e segretaria in uno studio dentistico, ha trascorso la giornata a casa di Ray Casey, l'uomo con cui ha una relazione da circa un anno. Con lei la figlia dodicenne Bethel (Bethie). E svariate famiglie e coppie di amici. Una discussione con Ray e qualche bicchiere di troppo la spingono a rifiutare quando lui si propone di accompagnarle a casa. La serata è bella, la distanza non esagerata. Ma a un certo punto Teena ha la sciagurata idea di risparmiare dieci minuti passando dal Rocky Point Park.

"Aveva preso quella decisione, una frazione di secondo in cui la vita cambia per sempre"

Uno sliding door dal risultato devastante. Per Teena, che verrà trascinata da un branco di ragazzi ubriachi e drogati nella rimessa per le barche dove abuseranno di lei in ogni modo possibile lasciandola poi in fin di vita sul pavimento marcio. E anche per Bethie, trascinata a sua volta (lussazione della spalla) e picchiata, che non può fare altro che strisciare in un punto nascosto sotto alle barche sperando che si dimentichino di lei e che non uccidano sua madre.

"La tua infanzia finì a 12 anni. Eri terrorizzata da quello che stavano facendo a tua madre e che tu eri costretta ad ascoltare, impotente. La parola stupro non era ancora entrata nel tuo vocabolario, e quindi non ti venne in mente. Pensavi più a qualcosa come picchiare, ferire, tentare di uccidere."

Questo è solo l'inizio della storia: meravigliosa per come viene raccontata, ripugnante per quello che racconta. E non mi riferisco alle descrizioni del reato: quando si scrive come la Oates non c'è bisogno di ricorrere a sordidi dettagli.

Scritto nel 2003, è un giallo altamente drammatico piuttosto breve (187 pagine), con una narrazione particolare data dall'utilizzo in molti capitoli della seconda persona singolare.

Lo stupro di gruppo non sarà la sola forma di violenza e umiliazione che Teena e sua figlia dovranno sopportare. Perché gli stupratori sono tanti e le loro famiglie sono numerose. E sono tutti cattivi.

"Se l'è andata a cercare, c'era da aspettarselo. Lo sanno tutti come si comportava"

Questo è quello che si dirà in città di Teena, sottolineando il suo abbigliamento provocante, i capelli tinti, il modo di ridere, l'abitudine a flirtare. Come se questo giustificasse l'assalto.

Un ribaltamento della verità che raggiungerà il suo apice all'udienza preliminare, dove la fiction riflette quello che succede nella realtà nell'unica tipologia di processo in cui spesso sembra che debba essere la vittima a dover dimostrare di aver subito il reato e non l'accusato a dover provare la propria innocenza.

Non è il legal thriller che a un certo punto mi aspettavo, ma produce una tensione emotiva altissima, intensa e provocatoria nelle azioni dell'agente Droomor.

"Teena Maguire avrebbe maledetto di essere stata tenuta in vita, cinque giorni attaccata a un respiratore e alla flebo nel reparto intensivo del St. Mary, di non essere stata liberata dallo strazio con un proiettile in testa, laggiù sul pavimento della rimessa per barche, liberata dalla fottuta sfortuna che l'aveva fatta nascere."

Reading Challenge 2026, traccia annuale Notte prima degli esami: un libro del proprio autore preferito


sabato 3 ottobre 2026

"Il vicino di casa", Linwood Barclay

 

Promise Falls (stato di New York), luglio di un anno non precisato. Sono circa le otto di sera quando Derek Cutter, 17 anni, può finalmente dare inizio al suo piano: passato a salutare Adam - suo migliore amico e vicino di casa - in procinto di partire con i genitori per una settimana di vacanza, fa solo finta di uscire dalla villetta, andando invece a nascondersi nel seminterrato. Sa come disattivare l'allarme e più tardi la sua fidanzatina potrà raggiungerlo come d'accordo. Dal nascondiglio sente i Langley uscire e partire in macchina, ma non fa neppure in tempo a pregustare l'intimità che lo aspetta che Penny lo chiama mandando tutto all'aria: è in punizione, i suoi non le permettono di uscire. Derek, frustrato, non può fare altro che tornarsene a casa, ma proprio in quel momento sente un'auto fermarsi sul vialetto. Pochi minuti bastano per capire che la madre di Adam non si è sentita bene e sono dovuti tornati indietro. E mentre pensa a come uscire da quella situazione prima che lo scoprano sente suonare il campanello: il padre di Adam va ad aprire, qualcuno lo insulta, poi un colpo di pistola, un altro e un altro ancora. Il visitatore se ne va. Derek si fa coraggio ed esce dal nascondiglio trovando i cadaveri dei tre Langley nel salone d'ingresso.

Vincitore nel 2009 del premio Crime Writers of Canada Award of Excellence, "Too close to home" è il primo titolo della serie Promise Falls, composta da sei romanzi scritti fra il 2008 (questo) e il 2017 da Barclay, vittima (con noi lettori) della grossolanità (sono gentile) dell'editoria italiana. Perché se di "Senza dirsi addio", che avevo letto a maggio, non hanno tradotto il seguito, qui hanno tradotto tutti i libri eccetto l'ultimo!

N
on riesco a capacitarmi di come si possa essere così superficiali e disattenti. Anche immaginando che Barclay nella seconda metà del decennio scorso sia stato surclassato nelle vendite dall'esplosione dei thriller psicologici - e considerando che non scrive capolavori (quanto meno non lo sono i due che ho letto) - quando un editore decide di tradurre una serie dovrebbe sentirsi obbligato a completarla. E a rispettare l'ordine cronologico. Quello che a suo tempo non fece NN Editore con la trilogia di Holt di Kent Haruf, tanto per dire (quindi l'editoria italiana non ha riguardo neppure per i grandi autori).

Dovrebbero essere procedure semplici e logiche, e invece...

Andrò comunque avanti, sperando che nei successivi quattro romanzi tradotti le storie gialle siano autoconclusive, come in questo caso.

Barclay anche questa volta sfrutta eventi poco chiari del passato che nel presente portano a omicidi e a crimini di altro genere. Il giallo funziona e lo stile resta lo stesso, scorrevole, ma ripetitivo. Non ci sono state parti che mi hanno annoiata, come era successo con le vicende di Cynthia Bigge e della sua famiglia, ma ho avuto di nuovo la costante impressione di leggere qualcosa scritto negli anni Ottanta, una caratteristica particolare che a me non disturba, ma che potrebbe essere considerata penalizzante.

Reading Challenge 2027, traccia Incantesimo di ottobre: acqua DI mare


giovedì 1 ottobre 2026

Reading Challenge 2026: tracce di ottobre

            


Traccia della pozione, libri con una casa infestata


Traccia incantesimo, formare una frase con parole estrapolate dai titoli dei libri letti:

  • DI: Il vicino di casa, Linwood Barclay (4 punti)
  • MARE: Luci sul mare, Claudio Visentin (1 punto)

Traccia scopa volante, libri ambientati in Thailandia


Traccia calderone:

  • libri con delle ombre in copertina
  • libri con lo sfondo di copertina nero

Traccia famiglio, libri con un cimitero in copertina:


Traccia grimorio, libri collegabili all'immagine fornita:



I miei punti di ottobre: 5



martedì 29 settembre 2026

"La ragazza nella tormenta", Ragnar Jonasson

 

Siglufjörður, giovedì 24 marzo 2016. Sono le tre del mattino quando Ari Þór Arason viene svegliato da una telefonata del giovane agente Ögmundur: il corpo di una ragazza è stato ritrovato su una delle strade principali della cittadina. Adesso è lui l'ispettore di Siglufjörður ed è a lui che spetta il dovere di intervenire. Giunto sul posto non può fare altro che registrare il decesso della giovane, chiaramente precipitata dal balcone dell'edificio che si affaccia su quel tratto di marciapiede. Tutto lascia pensare che si sia suicidata e Ari Þór sarebbe ben felice di poter liquidare in fretta il caso: quel giorno Kristín arriverà dalla Svezia con il loro bambino, Stefnir, e lui vuole trascorrere più tempo possibile con lui.
Ma sarà la madre di Unnur, convinta che sua figlia non si sarebbe mai tolta la vita, a costringerlo ad andare oltre alle apparenze.

"Vetrarmein", scritto nel 2020, è la sesta e ultima puntata della serie Misteri d'Islanda. E' anche quello che presenta un maggior intervallo di tempo rispetto alla storia precedente, dal settembre 2013 si passa al marzo 2016, cosa che comporta anche grandi cambiamenti nella vita del protagonista, che qui ha superato i trent'anni.

Le sue vicende personali, con i dubbi interiori che caratterizzano il personaggio, si prendono una bella fetta delle 240 pagine accompagnando una storia gialla che finisce per dividersi in due. Due vicende forse un po' deboli per un finale di serie, ma il punto di forza di questi romanzi è sempre stata l'ambientazione: il freddo glaciale del profondo Nord, i collegamenti labili, eccetera, e questo episodio non fa eccezione, con Siglufjörður che quasi alla fine di marzo si ritrova sepolta dalla neve e isolata a causa del black-out conseguente.

Mi mancherà Ari Þór, ma sono molto curiosa di passare alla Trilogia di Hulda, che pare essere ancora più bella.


Gli altri libri della serie Misteri d'Islanda:
"L'angelo della neve"
"I giorni del vulcano"
"Fuori dal mondo"
"La donna del faro"
"Notturno islandese"

Reading Challenge 2026, traccia Grimorio di settembre: cuscino nel testo



lunedì 28 settembre 2026

"Le cure della casa", Stefania Bertola

 

Torino, 2019. Lilli ha 48 anni, un matrimonio che dura da 23, una figlia di 21 e tanto tempo libero. Dopo aver perso l'impiego di addetta al personale quando la ditta tessile per cui lavorava era stata ceduta a un coreano, aveva investito la liquidazione in un negozio di borse aperto con la sua amica Cecilia, ma dopo poco più di un anno avevano dovuto accettare lo scarso entusiasmo delle torinesi verso le borsette fatte di zip che producevano, abbassando per sempre la saracinesca. Nel frattempo era stata Daniela, la sua donna delle pulizie, a trovare un posto fisso, coronando il sogno di diventare portinaia in uno stabile della zona.
Ma non è stato per risparmiare quei trecento euro mensili se Lilli ha deciso di non cercare un altro aiuto dedicandosi a tempo pieno al mestiere di casalinga: sa di essere portata per le pulizie e il suo progetto diventa quello di far risplendere la sua casa come quella della signora Pontini, la mamma della sua amica del cuore alle elementari!
E chissà che fine ha fatto Noemi... Approdate alle medie in classi diverse si erano gradatamente, e poi definitivamente, perse di vista. La voglia di rivedere l'amichetta di un tempo esplode, ma la ricerca risulterà ben più difficile dell'imparare a tenere in ordine la dispensa.

Dopo la delusione del mese scorso con "Via delle Magnolie 11" (dal quale qui viene ripescato un personaggio marginale, Lisa, la detective privata di Rivabella, così come rispunta Il palazzo degli sposi, vale a dire il negozio di abiti da cerimonia di "Divino amore": quanto mi piacciono questi camei ♥), ho voluto tornare subito sulla Bertola, per la prima volta in versione audiolibro, cosa che mi ha fatto scoprire di aver sempre sbagliato a pronunciare il suo cognome.

Qui ho ritrovato l'umorismo che la caratterizza, che amo e che - oltre ad avermi salvata dal senso di oppressione che mi trasmetteva
 "Oh my darling, Clementine" - ha risvegliato tantissimi ricordi proprio dei tempi delle elementari e delle mie amichette di allora. Quella del cuore, mia omonima, aveva una mamma giovane e un po' hippy che - al pari della mia - non aveva la fissazione per la casa e a noi bambine dava libertà assoluta. Dall'altra Loredana c'era addirittura un'intera stanza dei giochi, dove potevamo fare di tutto, anche scrivere sui muri, mentre il mio bonus era la compagnia della Titta, mia amata (e pazientissima) cagnetta. Ma poi c'era una terza amichetta e essere ospitate da lei non era altrettanto divertente: obbligo di pattine, tè a merenda servito in tazze di porcellana con cucchiaini d'argento, silenzio monacale e altro, in perfetto stile signora Pontini ^^

Reading Challenge 2026, traccia annuale Notte prima degli esami: autore/autrice italiano/a

sabato 26 settembre 2026

"Oh my darling, Clementine", Amity Gaige



Clementine (Massachussett), febbraio di un anno non precisato. La casetta gialla al 12 di Quail Hollow Road si trova in cima alla collina che sovrasta Clementine, tranquillo sobborgo di Boston. E' lì che Charlotte e Clark Adair si sono trasferiti pieni dell'entusiasmo che nasce dal bisogno di ripartire da zero in un posto nuovo, lasciandosi il passato alle spalle. Non che loro di passato ne abbiano molto - con trent'anni ancora da compiere e solo tre di matrimonio vissuto - ma quello che si trascinano dall'infanzia pesa come un macigno. Per lui una madre squilibrata e depressa, morta suicida appena un paio di mesi prima, e un padre che già convive con un'altra donna. Per lei due genitori adottivi che non sono mai riusciti a trasmetterle l'amore di cui ogni bambino ha bisogno.
Clementine riuscirà a risollevarli o li affosserà definitivamente?

Scritto nel 2005, è il romanzo di esordio di Amity Gaige (North Carolina, 1971) che successivamente ne ha pubblicato altri quattro (soltanto il secondo non è stato tradotto in italiano).

Difficile criticare l'opera di chi è considerata una delle scrittrici più raffinate della narrativa americana, ma per me ogni pagina si è dibattuta fra la noia e l'irritazione.

Noia per il poco che viene raccontato: si succedono due stagioni o poco più, dall'inizio dell'estate al periodo natalizio, nel piattume della quotidianità di questa coppia male assortita, diversa nel modo di ragionare e di reagire, che non riesce a trovare un punto di incontro e, soprattutto, incapace di comunicare.

Irritazione per certe situazioni descritte, per la lentezza di azione (soprattutto di lui), per un romanzo introspettivo che si perde in scenari horror su voci e ombre che non ho capito se siano state messe lì per popolare la casa di fantasmi oppure le menti dei due protagonisti, pronti per il manicomio.

Libro sbagliato nel momento sbagliato, ma avendolo letto adesso riesco a salvare solo due cose: la scrittura e il cane Tecumseh.

Reading Challenge 2026, traccia Famiglio di settembre: titolo in una lingua straniera

giovedì 24 settembre 2026

"Radici bionde", Bernardine Evaristo

 

Costa dei Cavoli (nord-est dell'Inghilterra), epoca a.S. (avanti Schiavitù). Gli Scagglethorpe sono coltivatori di cavoli a servizio del signore locale, Lord Percival Montague. Sono servi della gleba. Abitano nella Capanna del Melo, un nome romantico per una catapecchia brulicante di insetti e parassiti. Jack il padre, Eliza la madre, Madge, Sharon, Alice e Doris le figlie, Rory il cane. E' primavera quando Doris, 11 anni, viene portata via dal bosco dove si era nascosta giocando a nascondino con le sorelle. La prendono e la caricano su un'imbarcazione che, dopo una navigazione infinita, dal Continente Grigio, l'Europia, approda nel Continente del Sole, l'Aphrika. Li viene ispezionata senza nessun riguardo, quindi venduta e infine marchiata con le iniziali della sua padrona, Panyin Ige Ghika, che l'ha comprata come giocattolo di compagnia per sua figlia Miracoletta, coetanea di Doris. Che però non è più Doris, ma Omorenomwara, il nuovo nome che hanno scelto per lei.
E' diventata una dei milioni di bianki strappati alle loro famiglie e alle loro terre di origine per diventare schiavi dei nehri, che su di loro hanno diritto di vita o di morte.

Perché quello che Bernardine Evaristo - autrice londinese (1959) di origini nigeriane - si è inventata nel 2008 per il suo quarto romanzo (al momento solo questo e i due successivi sono stati tradotti in italiano) è un mondo dove le cose funzionano alla rovescia rispetto al nostro reale passato.


La mia terza esperienza con un ucronico dopo "Complotto contro l'America" di Roth e "La svastica sul sole" di Dick, tre ottime esperienze di lettura (con Roth inarrivabile nella mia personale classifica di gradimento) per un genere da cui mi ero tenuta alla larga per tutta la vita e che, invece, a quanto pare, mi è molto congeniale.

La Evaristo non solo ribalta geograficamente la Terra, ma sovverte la storia: i dominatori del mondo sono i neri (nehri) con il loro Impero di Grande Ambossa, mentre i bianchi (bianki), che popolano l'Europia, dove vige un sistema feudale, sono profondamente arretrati e sottosviluppati.

"Il Caucaside è incapace di provare emozioni profonde perché, nel suo stato di Neo-Primate, è solo di poco superiore al regno animale"

A non cambiare sono la cattiveria, l'egoismo, l'avidità degli esseri umani: chi ha potere tratta i sottomessi con la stessa atrocità di chi lo ha davvero avuto in epoca feudale e coloniale; il commercio degli schiavi descritto è quello del Settecento e dell'Ottocento; le atrocità commesse sono le stesse.

Impiccagioni, decapitazioni, roghi, mutilazioni e torture di vario genere che la Evaristo descrive senza edulcorare nulla. E fa bene, perché chiunque consideri discriminante un colore della pelle diverso dal proprio dovrebbe ragionare su una possibile inversione di ruoli.

"Nell’insediamento, il passatempo pomeridiano del sabato erano gli Omicidi in Piazza. Il giorno dopo andavano al tempio a adorare la divinità che gli diceva di non commettere nessuno di quegli atti nefandi."

Un libro che arricchisce, fa riflettere, tocca nel profondo e riesce anche a far divertire grazie a una protagonista eccezionale.

Reading Challenge 2026, traccia Grimorio di settembre: farfalle nel testo

martedì 22 settembre 2026

"I ricordi di un'altra", Louise Jensen

 

Londra, un anno recente non precisato. Jenna McCauley e Callie Valentine: 30 anni la prima, 24 la seconda. La prima è viva, la seconda è morta. E la prima vive grazie alla morte della seconda. Callie ha perso la vita in un incidente d'auto e i suoi genitori, Amanda e Tom, hanno dato il consenso per l'espianto degli organi. Per Jenna un cuore nuovo era l'unica speranza di salvezza dopo che la funzionalità del suo era stata compromessa da una miocardite virale.
Il trapianto le ha salvato la vita, ma gliel'ha anche cambiata: ha lasciato Sam facendogli credere di non amarlo per renderlo libero e anche i suoi genitori si stanno separando, ma è soprattutto il suo corpo ad averla tradita. Alla debolezza del fisico si unisce la confusione della mente: dimentica le cose che dice e che fa, però ha ricordi di eventi che non ha vissuto. Fino a convincersi che la memoria cellulare non sia solo un'invenzione di pochi scienziati.
E' anche per questo che ha pagato un investigatore privato scoprendo il nome di chi le ha donato il cuore e sabato andrà a conoscere la famiglia di questa Callie che batte dentro di lei.

"The Gift", scritto nel 2016, è il secondo degli undici thriller attualmente pubblicati da Louise Jensen. In italiano hanno tradotto solo questo e il primo, e meno male.

Rispetto a "La sorella", che avevo letto esattamente un anno fa trovandolo poco credibile e appesantito dalla petulanza della protagonista, questo ha l'innegabile pregio di essere coinvolgente fin dal principio, rischiando di perdersi nella parte centrale per poi ripartire spedito fino alla fine, dandomi conferma di quanto i capitoli brevi siano uno sprono meraviglioso per la lettura, in particolare per i thriller.

La Jensen ha fatto un ottimo lavoro con la suspense, ma ha sbagliato inserendo troppi elementi, in particolare uno (per altro evitabilissimo e fastidiosamente inverosimile) che porta a collegare una persona sia a Jenna sia a Callie.

In questo libro la fiction si prende tante libertà strizzando l'occhio al paranormale (con tanto di scenetta rubata a "Ghost Wisperer"), ma sono le sottotrame - create, immagino, per rendere più complesso il caso - a far perdere efficacia allo sviluppo della storia.

Pessima anche l'idea di usare il copia incolla di uno degli ultimi capitoli come prologo: è una cosa che funziona solo se fatta con intelligenza e con le opportune modifiche, come in "Una strada tranquilla", ma Louise Jensen non si è neppure avvicinata alla bravura di Seraphina Nova Glass.

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di settembre: RICORDI d'estate

sabato 19 settembre 2026

"Transiti", Rachel Cusk

 

Londra, inizio autunno di un anno non precisato. Era estate quando Faye ha comprato un vecchio appartamento in una zona di bellissime (in origine) case vittoriane che ora necessitano di una ristrutturazione completa e che il Comune mette in vendita man mano che vengono liberate dagli inquilini. I prezzi sono vantaggiosi, ma l'uomo che Faye ha incaricato dei lavori, dopo aver saputo che è una scrittrice, va dritto al punto: "E c'è da far soldi, parecchi soldi? Lo spero per lei perché questo è un pozzo senza fondo".
Faye evidentemente guadagna bene perché affida i due figli al loro padre e si butta nel pozzo: nella polvere e nei rumori, e anche nei colpi, negli improperi e nelle minacce che arrivano dall'anziana coppia di neri che vive nel seminterrato.
Nel frattempo le sue giornate scorrono. Tanti incontri e tante chiacchiere con parenti, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti.

"Resoconto", "Transiti" e "Onori" sono i titoli della trilogia dell'ascolto con cui Rachel Cusk "ha ridefinito la narrativa contemporanea": è così che Einaudi descrive l'opera e, per quanto certe formule critiche siano al di sopra della mia conoscenza, sono anch'io in grado di riconoscerne lo sviluppo non convenzionale.

Anche questa volta di Faye viene detto pochissimo: sono le persone che incontra ad aprirsi con lei, come succedeva nel libro precedente ambientato durante un suo viaggio di lavoro ad Atene. Qui si sposta dal centro di Londra solo per andare a trovare un cugino che vive nella contea del Wiltshire. In quell'occasione sarà un'amica svedese della nuova compagna di Lawrence a raccontarle la sua vita, come farà il muratore polacco che aiuta l'operaio albanese incaricato della ristrutturazione della casa, mentre altri si limiteranno a singoli eventi, come l'ex convivente incrociato per strada che le racconta della moglie canadese e della loro bambina.

Fatico ad appassionarmi ai libri privi di trama, ma lo stile della Cusk riesce in parte a compensarne l'assenza grazie anche alla brevità del romanzo (195 pagine) e all'aver usufruito della versione audiolibro. Senza dubbio un'opera di pregio che intrattiene, ma non mi ha arricchita.

Reading Challenge 2026, traccia Grimorio di settembre: lampadari nel testo