
Rivargenton (Inghilterra), luglio anni Trenta. Miss Barbara Buncle ha una trentina d'anni, ma ne dimostra di più a causa della sua aria dimessa, del guardaroba antiquato e usurato e della frugalità generale che caratterizza la sua vita. Sono anni difficili, la crisi economica è arrivata anche tra i cottage della campagna inglese e lei, con i proventi della rendita che diminuiscono sempre più, pensa che pubblicando un romanzo potrebbe risollevare le sue finanze. Chiudersi nello studio è facile, prendere carta e penna anche, ma di cosa potrebbe mai scrivere una persona dotata di scarsa immaginazione? Se non ha fantasia per inventare una storia può solo raccontare ciò che vede e conosce. Così Rivargenton diventa Campoferrum e gli abitanti del villaggio i suoi personaggi. Miss Buncle è una grande osservatrice, sa tutto e lo racconta, anche quello che non avviene alla luce del sole, sicura che nessuno sospetterà che dietro allo pseudonimo di John Smith ci sia proprio lei.
Dorothy Emily Stevenson (1892 - 1973), scozzese di Edimburgo, ha pubblicato ventiquattro romanzi autoconclusivi e altrettanti appartenenti a nove serie diverse, arrivando a oltre sette milioni di copie vendute fra i paesi britannici e gli Stati Uniti.
Questo, scritto nel 1934, è il primo della serie di Miss Buncle, l'unico a essere stato tradotto in italiano insieme al secondo (che inizierò a leggere già stasera).
Astoria, che aveva pubblicato i due romanzi nel 2011, nel 2024 ha fatto uscire la nuova edizione di questo, per cui ho fiducia che riproponga anche il secondo e, soprattutto, che completi la serie traducendo anche gli ultimi due.
Questa prima puntata è una storia leggera, a tratti un po' sciocca, a volte un po' noiosa, ma nel complesso piacevole, con un'ambientazione da sogno per chi ama i villaggi inglesi costellati da cottage con giardini verdeggianti, con una quotidianità letteralmente d'altri tempi, con uomini galanti e donne che arrossisco graziosamente. E tutti vivono di rendita.
Una moltitudine di personaggi, tutti con doppio nome, quello reale e quello che Miss Buncle ha scelto per loro nel suo libro: il primo capitolo è stato un po' traumatico, poi li ho memorizzati e ho imparato a distinguerli.
Ma soprattutto ci sono tematiche inaspettate per un libro scritto quasi un secolo fa, ad esempio una felice relazione omosessuale fra due donne.
Una Stevenson irriverente e sagace, decisamente una bella sorpresa. E a quanto pare su casi editoriali aveva il mio stesso pensiero ^^
Dorothy Emily Stevenson (1892 - 1973), scozzese di Edimburgo, ha pubblicato ventiquattro romanzi autoconclusivi e altrettanti appartenenti a nove serie diverse, arrivando a oltre sette milioni di copie vendute fra i paesi britannici e gli Stati Uniti.
Questo, scritto nel 1934, è il primo della serie di Miss Buncle, l'unico a essere stato tradotto in italiano insieme al secondo (che inizierò a leggere già stasera).
Astoria, che aveva pubblicato i due romanzi nel 2011, nel 2024 ha fatto uscire la nuova edizione di questo, per cui ho fiducia che riproponga anche il secondo e, soprattutto, che completi la serie traducendo anche gli ultimi due.
Questa prima puntata è una storia leggera, a tratti un po' sciocca, a volte un po' noiosa, ma nel complesso piacevole, con un'ambientazione da sogno per chi ama i villaggi inglesi costellati da cottage con giardini verdeggianti, con una quotidianità letteralmente d'altri tempi, con uomini galanti e donne che arrossisco graziosamente. E tutti vivono di rendita.
Una moltitudine di personaggi, tutti con doppio nome, quello reale e quello che Miss Buncle ha scelto per loro nel suo libro: il primo capitolo è stato un po' traumatico, poi li ho memorizzati e ho imparato a distinguerli.
Ma soprattutto ci sono tematiche inaspettate per un libro scritto quasi un secolo fa, ad esempio una felice relazione omosessuale fra due donne.
Una Stevenson irriverente e sagace, decisamente una bella sorpresa. E a quanto pare su casi editoriali aveva il mio stesso pensiero ^^
"Quanto sono stupidi i lettori! Proprio come pecore... una segue l'altra, trascurano un libro o ne comprano un altro solo perché altri lo stanno comprando, anche se non hanno la minima idea di che cosa manchi a uno e che cosa abbia in più l'altro."





















