
Oggi è il 114° anniversario dell'affondamento del Titanic e anche quest'anno, come ormai mi piace fare a scadenza biennale, ho scelto un libro da leggere in concomitanza con quelli che sarebbero stati i suoi pochi giorni di viaggio.
Un altro autore italiano, come due anni fa con Polidoro: Francesco Ambrosini, saggista e ricercatore storico torinese, nonché traduttore dal portoghese, che nel 2012 fu uno dei tantissimi a pubblicare un libro sul Titanic in occasione del centenario.
Io ho l'edizione aggiornata del 2022, sempre pubblicata da Edizioni del Capricorno, davvero bella, piacevole da leggere e da avere: numerose foto collocate nel punto giusto, carta di pregio, font rilassante.
Fra coordinate, date, orari, tonnellaggi, eccetera, è il libro con il maggior numero di numeri che abbia mai letto. Fra questi quelli delle vittime.
Ma la parte migliore sono le parole: un testo completo che mi ha fatto scoprire particolari che ancora non conoscevo, una scrittura di livello e moltissima precisione, una qualità che già da sola sarebbe bastata a farmi apprezzare l'opera.
Il libro ha 191 pagine (divise in tre parti, quattordici capitoli e cinquantotto sottocapitoli) e fra dati storici, dettagli tecnici, eccetera, Ambrosini ha inserito anche interessanti riflessioni sociologiche, ad esempio su come le traversate dall'America all'Europa fossero un lusso per i ricchi americani che venivano qui per partecipare a eventi o per rifarsi il guardaroba a Parigi (donne) e a Londra (uomini), mentre il viaggio inverso veniva affrontato da quegli europei che scappavano dalla miseria inseguendo il sogno americano. In mezzo la nuova borghesia che si spostava per interessi economici e professionali: ed ecco servite la prima, la seconda e la terza classe dei transatlantici.
Ha anche una struttura particolare, con il prologo scavalca l'affondamento andando alle 8 del 15 aprile 1912 quando venne convocata una riunione di emergenza del personale della compagnia di navigazione inglese White Star: la notizia del naufragio avvenuto durante la notte era già arrivata e gli strilloni la stavano urlando in ogni angolo di strada, ma loro non riuscivano ancora a credere che il transatlantico inaffondabile fosse davvero colato a picco alla prima traversata.
La conferma ufficiale sarebbe arrivata soltanto in serata. Uno dei più grandi drammi dell'umanità si era consumato, l'uomo aveva perso la sua battaglia contro la natura, non sarebbe stata l'ultima, ma avrebbe continuato a far parlare di sé per sempre.
Dopo il breve prologo l'autore riporta il lettore alle 23.40 del 14 aprile quando i due marinai addetti agli avvistamenti suonarono la campana e chiamarono la plancia: "Iceberg dritto a prora!"
Il mare piatto, la velocità elevata, la mancanza dei binocoli nella coffa lo aveva reso visibile quando era già troppo tardi e le manovre non bastarono a evitare la collisione con il fianco sinistro della nave.
E dopo la collisione il passo indietro è maggiore: la competizione sugli oceani fra la White Star e la Cunard, la costruzione della grande nave, i passeggeri illustri, la partenza, i sette avvisi della presenza di iceberg nella tratta arrivati a partire dalle 11.30 del 14 aprile e sistematicamente ignorati, la scelta del comandante Smith di non mettere in atto nessuno dei semplici provvedimenti opportuni in caso di navigazione notturna (ridurre la velocità, rimanere sul ponte di comando e aumentare il numero delle vedette), quindi il naufragio e i sopravvissuti recuperati dal Carpathia.
Alle 21 del 18 aprile la nave soccorritrice approdava a New York lasciando le scialuppe del Titanic là dove avrebbe dovuto arrivare l'intera nave. I superstiti vennero sbarcati al molo della Cunard Line accolti da migliaia di persone fra parenti, conoscenti, giornalisti e tantissimi curiosi e fu solo in quel momento che ci si rese pienamente conto della portata della tragedia.
Ambrosini dedica molto spazio alle due commissioni che si occuparono della vicenda, con quella americana che bruciò sul tempo le indagini inglesi nonostante nave, equipaggio e gestione operativa fossero britannici: "Emerse la perdita di autorità della vecchia nazione aristocratica europea rispetto alla potenza emergente yankee".
Mette a confronto l'indagine americana con quella britannica, diverse sotto molti aspetti, dalle competenze degli uomini incaricati di svolgerle ai metodi di interrogatorio alle considerazioni finali, evidenziando come esperti di materie nautiche indipendenti individuarono nella struttura della nave la causa dell'affondamento, in particolare le paratie stagne che non raggiungevano i ponti più alti.
Ma le analisi moderne hanno appurato che, al di là degli errori umani, il Titanic era stato costruito con materiali già allora scadenti, la qualità dell'acciaio era di parecchio inferiore alla norma, arrivando a determinare la fragilità strutturale dello scafo.
Fu Robert Ballard a localizzare il relitto del Titanic il 1° settembre 1985. Le varie esplorazioni successive hanno chiarito alcuni dubbi (ad esempio nel 1997 venne appurato che l'iceberg aveva provocato una serie di falle e non un lungo squarcio sulla fiancata, come si era sempre creduto) creandone però altri.
Un altro autore italiano, come due anni fa con Polidoro: Francesco Ambrosini, saggista e ricercatore storico torinese, nonché traduttore dal portoghese, che nel 2012 fu uno dei tantissimi a pubblicare un libro sul Titanic in occasione del centenario.
Io ho l'edizione aggiornata del 2022, sempre pubblicata da Edizioni del Capricorno, davvero bella, piacevole da leggere e da avere: numerose foto collocate nel punto giusto, carta di pregio, font rilassante.
Fra coordinate, date, orari, tonnellaggi, eccetera, è il libro con il maggior numero di numeri che abbia mai letto. Fra questi quelli delle vittime.
Ma la parte migliore sono le parole: un testo completo che mi ha fatto scoprire particolari che ancora non conoscevo, una scrittura di livello e moltissima precisione, una qualità che già da sola sarebbe bastata a farmi apprezzare l'opera.
Il libro ha 191 pagine (divise in tre parti, quattordici capitoli e cinquantotto sottocapitoli) e fra dati storici, dettagli tecnici, eccetera, Ambrosini ha inserito anche interessanti riflessioni sociologiche, ad esempio su come le traversate dall'America all'Europa fossero un lusso per i ricchi americani che venivano qui per partecipare a eventi o per rifarsi il guardaroba a Parigi (donne) e a Londra (uomini), mentre il viaggio inverso veniva affrontato da quegli europei che scappavano dalla miseria inseguendo il sogno americano. In mezzo la nuova borghesia che si spostava per interessi economici e professionali: ed ecco servite la prima, la seconda e la terza classe dei transatlantici.
Ha anche una struttura particolare, con il prologo scavalca l'affondamento andando alle 8 del 15 aprile 1912 quando venne convocata una riunione di emergenza del personale della compagnia di navigazione inglese White Star: la notizia del naufragio avvenuto durante la notte era già arrivata e gli strilloni la stavano urlando in ogni angolo di strada, ma loro non riuscivano ancora a credere che il transatlantico inaffondabile fosse davvero colato a picco alla prima traversata.
La conferma ufficiale sarebbe arrivata soltanto in serata. Uno dei più grandi drammi dell'umanità si era consumato, l'uomo aveva perso la sua battaglia contro la natura, non sarebbe stata l'ultima, ma avrebbe continuato a far parlare di sé per sempre.
Dopo il breve prologo l'autore riporta il lettore alle 23.40 del 14 aprile quando i due marinai addetti agli avvistamenti suonarono la campana e chiamarono la plancia: "Iceberg dritto a prora!"
Il mare piatto, la velocità elevata, la mancanza dei binocoli nella coffa lo aveva reso visibile quando era già troppo tardi e le manovre non bastarono a evitare la collisione con il fianco sinistro della nave.
E dopo la collisione il passo indietro è maggiore: la competizione sugli oceani fra la White Star e la Cunard, la costruzione della grande nave, i passeggeri illustri, la partenza, i sette avvisi della presenza di iceberg nella tratta arrivati a partire dalle 11.30 del 14 aprile e sistematicamente ignorati, la scelta del comandante Smith di non mettere in atto nessuno dei semplici provvedimenti opportuni in caso di navigazione notturna (ridurre la velocità, rimanere sul ponte di comando e aumentare il numero delle vedette), quindi il naufragio e i sopravvissuti recuperati dal Carpathia.
Alle 21 del 18 aprile la nave soccorritrice approdava a New York lasciando le scialuppe del Titanic là dove avrebbe dovuto arrivare l'intera nave. I superstiti vennero sbarcati al molo della Cunard Line accolti da migliaia di persone fra parenti, conoscenti, giornalisti e tantissimi curiosi e fu solo in quel momento che ci si rese pienamente conto della portata della tragedia.
Ambrosini dedica molto spazio alle due commissioni che si occuparono della vicenda, con quella americana che bruciò sul tempo le indagini inglesi nonostante nave, equipaggio e gestione operativa fossero britannici: "Emerse la perdita di autorità della vecchia nazione aristocratica europea rispetto alla potenza emergente yankee".
Mette a confronto l'indagine americana con quella britannica, diverse sotto molti aspetti, dalle competenze degli uomini incaricati di svolgerle ai metodi di interrogatorio alle considerazioni finali, evidenziando come esperti di materie nautiche indipendenti individuarono nella struttura della nave la causa dell'affondamento, in particolare le paratie stagne che non raggiungevano i ponti più alti.
Ma le analisi moderne hanno appurato che, al di là degli errori umani, il Titanic era stato costruito con materiali già allora scadenti, la qualità dell'acciaio era di parecchio inferiore alla norma, arrivando a determinare la fragilità strutturale dello scafo.
Fu Robert Ballard a localizzare il relitto del Titanic il 1° settembre 1985. Le varie esplorazioni successive hanno chiarito alcuni dubbi (ad esempio nel 1997 venne appurato che l'iceberg aveva provocato una serie di falle e non un lungo squarcio sulla fiancata, come si era sempre creduto) creandone però altri.
Chiude il libro una precisa cronologia degli eventi, dal 1867 (anno in cui Ismay divenne proprietario della White Star Line) al luglio 2021, quanto sono iniziate le esplorazioni sul fondale della OceanGate Expeditions con il Titan.
L'ultima fu quella del 18 giugno 2023, quando il sommergibile implose con cinque persone a bordo.
Le altre mie precedenti letture sul Titanic:
"Titanic, la vera storia", Walter Lord
"Le luci del Titanic", Hugh Brewster
"Titanic, un viaggio che non dimenticherete", Massimo Polidoro
Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di aprile
















