
Laguna Beach, contea di Orange (California), lunedì 25 agosto, anni Ottanta. Il cadavere di Tim Algernon, 64 anni, viene trovato carbonizzato nello spiazzo davanti alle sue scuderie. L'assassino lo ha ucciso colpendolo così forte che la grossa pietra usata gli è rimasta conficcata nel cranio. E prima della morte ha cercato di fargli ingoiare piccoli rotoli di banconote. Un omicidio brutale, soprattutto per quel paradiso turistico dove non succede mai niente di criminale.
A doversene occupare è Tom Shepard, 32 anni, unico detective della Squadra Omicidi di Laguna Beach, appena tornato a vivere nella cittadina in cui è nato dopo dodici anni di assenza, reduce da un divorzio non voluto e da un caso con un brutto epilogo avvenuto a Los Angeles l'anno precedente. E quando pochi giorni dopo sarà lui stesso a trovare il corpo di Speranza Creeley, 63 anni, carbonizzato nella vasca della grande villa della donna, Shepard non potrà fare a meno di chiedersi se possa esserci un collegamento fra quei due omicidi e quello di sua madre, avvenuto trent'anni prima, pochi mesi dopo la sua nascita.
Scrittore e giornalista nato a Los Angeles nel 1953, Jefferson Parker ha scritto quasi una ventina di gialli autoconclusivi e altri tredici divisi in tre serie. In italiano ne sono stati tradotti soltanto dieci (l'ultimo nel 2009), di nessuno esiste la versione digitale e i cartacei sono tutti fuori catalogo, come questo, che ho trovato nel BookCrossing del mio quartiere. Mi ha fatto piacere che fosse proprio il suo romanzo di esordio (del 1985), ma è chiaramente un autore che l'Italia ha dimenticato e tutto sommato possiamo farne a meno.
Un poliziesco che dimostra tutti i suoi quarant'anni e non solo per i tanti dettagli obsoleti (un esempio fra tanti: elenchi e cabine del telefono). Leggendolo avevo l'impressione di tornare ai libri e ai telefilm che leggevo/guardavo da ragazzina (non a caso cita "Quincy", uno dei miei preferiti) per dinamiche, ritmo e caratterizzazione dei personaggi, ma non è stata una sorpresa.
Quello che invece non mi aspettavo era di leggere quasi un rose-crime: lo stile molto descrittivo, gli sviluppi della vicenda, la vita privata del protagonista e l'uso di certi aggettivi (la luce è sfacciata, il sole spietato, eccetera) mi hanno ricordato tantissimo i (tre) romanzi di Nora Roberts che ho letto.
Pregio o difetto? Dipende dal gusto personale.
A doversene occupare è Tom Shepard, 32 anni, unico detective della Squadra Omicidi di Laguna Beach, appena tornato a vivere nella cittadina in cui è nato dopo dodici anni di assenza, reduce da un divorzio non voluto e da un caso con un brutto epilogo avvenuto a Los Angeles l'anno precedente. E quando pochi giorni dopo sarà lui stesso a trovare il corpo di Speranza Creeley, 63 anni, carbonizzato nella vasca della grande villa della donna, Shepard non potrà fare a meno di chiedersi se possa esserci un collegamento fra quei due omicidi e quello di sua madre, avvenuto trent'anni prima, pochi mesi dopo la sua nascita.
Scrittore e giornalista nato a Los Angeles nel 1953, Jefferson Parker ha scritto quasi una ventina di gialli autoconclusivi e altri tredici divisi in tre serie. In italiano ne sono stati tradotti soltanto dieci (l'ultimo nel 2009), di nessuno esiste la versione digitale e i cartacei sono tutti fuori catalogo, come questo, che ho trovato nel BookCrossing del mio quartiere. Mi ha fatto piacere che fosse proprio il suo romanzo di esordio (del 1985), ma è chiaramente un autore che l'Italia ha dimenticato e tutto sommato possiamo farne a meno.
Un poliziesco che dimostra tutti i suoi quarant'anni e non solo per i tanti dettagli obsoleti (un esempio fra tanti: elenchi e cabine del telefono). Leggendolo avevo l'impressione di tornare ai libri e ai telefilm che leggevo/guardavo da ragazzina (non a caso cita "Quincy", uno dei miei preferiti) per dinamiche, ritmo e caratterizzazione dei personaggi, ma non è stata una sorpresa.
Quello che invece non mi aspettavo era di leggere quasi un rose-crime: lo stile molto descrittivo, gli sviluppi della vicenda, la vita privata del protagonista e l'uso di certi aggettivi (la luce è sfacciata, il sole spietato, eccetera) mi hanno ricordato tantissimo i (tre) romanzi di Nora Roberts che ho letto.
Pregio o difetto? Dipende dal gusto personale.
Reading Challenge 2026, traccia Scopa volante di maggio: California




















