giovedì 8 gennaio 2026

"La terza moglie", Lisa Jewell

 

Londra, 29 aprile 2011. Sono le tre del mattino quando Maya, 33 anni, muore investita da un autobus. Strano che si trovasse in giro a quell'ora, per di più ubriaca fradicia. Non è chiaro se sia scivolata accidentalmente o se si sia trattato di un gesto volontario, ma di sicuro non è stata spinta e questo basta alla polizia per archiviare il caso, mentre non è sufficiente per Adrian, suo marito, che dopo undici mesi si chiede ancora perché quella sera la moglie non fosse tornata a casa da lui e perché avesse bevuto così tanto. E' convinto che sia stato l'alcool a farle perdere l'equilibrio, Maya non può essersi suicidata perché tutti attorno a lui sono felici. Lo è Susie, la sua prima moglie, e lo sono Cat e Luke, i loro due splendidi figli ormai adulti. Lo è Caroline, la sua seconda moglie, e lo sono Otis, Pearl e Beau, i loro tre adorabili bambini. E naturalmente lo era anche Maya, la sua terza moglie, che si era inserita perfettamente nella sua grande famiglia allargata, che voleva bene a tutti e a cui tutti ne volevano.
Ma era davvero così?

Se con certi autori è un'impresa risalire a luogo e data di nascita, di Lisa Jewell si sa addirittura in quale ospedale è nata: al Middlesex Hospital, nel West End di Londra, nel 1968.

Nel 2014 ha pubblicato "La terza moglie", il dodicesimo romanzo degli oltre venti scritti finora. L'anno scorso l'ho preso a meno di 10€ su sito del Libraccio ed è stata una vera fortuna: essendo un fuori catalogo privo della versione digitale lo si trova in vendita a cifre assurde, addirittura a 400€! Considerando il seguito che ha in Italia l'autrice mi stupisco che chi detiene i diritti del libro non pensi di fare una ristampa e/o l'eBook perché è davvero bello e chiunque voglia leggerlo dovrebbe poterlo fare.

Non è un thriller vero e proprio, come mi aspettavo. I meccanismi sono quelli tipici, con i salti temporali che alternano gli ultimi anni di vita di Maya al presente di Adrian e degli altri personaggi. E non mancano i misteri da risolvere sul chi ha fatto cosa e perché, in un crescendo di rivelazioni che capitolo dopo capitolo vanno a ricostruire i fatti.

Ma - anche tenendo conto che chi legge già dal prologo sa se quello di Maya è stato un incidente o un suicidio - questa storia è un dramma sulla complessità dei legami familiari con al centro non Maya, ma Adrian, un uomo che, per sua stessa ammissione, ama essere sposato, passando da un matrimonio a un altro e poi a un altro ancora quasi per capriccio, senza tenere in considerazione le esigenze delle persone a lui vicine, vedendo solo ciò che gli conviene fino a convincersi che il suo paradiso perfetto corrisponda davvero alla realtà, quando perfino la sua bambina di dieci anni sa che la verità è tutt'altra cosa.

"Non c'è niente di normale nella nostra famiglia. Ma dai, papà, che avevi in mente? Come facevi a credere fosse giusto continuare a creare famiglie e poi abbandonarle?"

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo