
"Quando due asini si incontrano, ognuno di loro sa di essersi imbattuto in un asino. Se due uomini si stanno di fronte, per molto tempo non sanno chi hanno davanti a sé. Ignorano se possono fidarsi l’uno dell’altro."
Berlino, ottobre di un anno all'inizio del Novecento. Quello fra i Bromberling è indubbiamente un matrimonio felice che dura da ventun anni. August è solido e concreto come la sua professione. In gioventù, appresa l'arte della falegnameria, aveva valutato attentamente le varie opzioni a disposizione scegliendone una redditizia e al sicuro da ogni possibile crisi: fabbricare casse da morto. Anna, paciosa e giuliva, prova un forte imbarazzo verso questo mestiere e soffre quando si accorge che le persone per superstizione li tengono a distanza, ma non disdegna certo i benefici economici che le bare assicurano alla famiglia.
Famiglia che si è completata con i due adorati figli, l'esuberante Hermann e la deliziosa Babette, che sta per compiere 16 anni, un'età in cui una giovane deve assolutamente fidanzarsi. Che la figlia non si sia ancora innamorata di nessuno è un dettaglio trascurabile per la madre, che si butta entusiasta nella ricerca del futuro genero, senza dare importanza all'età e all'aspetto dei candidati, ma solo al ruolo che hanno nella società. E se il nome è accompagnato da un titolo nobiliare tanto meglio.
Alice Berend, nata a Berlino nel 1875 e morta a Firenze nel 1938, è stata autrice di numerosi romanzi caratterizzati dall'umorismo con cui descriveva la borghesia della sua epoca. Questo, del 1915 e attualmente l'unico a essere stato tradotto in italiano, è il terzo che ha scritto ed è la sua opera più famosa.
Una lettura veloce e trascurabile che , grazie alla spensierata incostanza di Babette, sembra "Il tempo delle mele" ambientato all'inizio del secolo scorso.
Il ruolo di personaggio divertente spetta alla madre, ma l'unica risata me l'ha strappata la reazione del marito quando assiste non visto a una delle (tante) stramberie della moglie, mentre lei è così stupida da risultare soprattutto irritante.
"Quel viaggio era una fatica terribile. Si girava in comitive, dalla mattina alla sera, per veder sempre le stesse statue rotte."
Questo è tutto ciò che Anna ha da dire a proposito di una vacanza a Roma. E, viste le umili origini dei Bromberling, mi domando se lo scopo della Berend fosse davvero quello di ironizzare sui ricchi berlinesi e non piuttosto quello di scimmiottare i poveri saliti di ceto.








































