
"Cercasi tata, donna, 18-25 anni, madrelingua inglese richiesta
Famiglia di espatriati britannici cerca au pair/tata premurosa ed entusiasta con sistemazione interna. Le mansioni includono la cura di bambine di 4 e 5 anni e occasionalmente aiuto con un neonato. Alloggio e pasti inclusi. Autista disponibile. Stipendio di 150 sterline a settimana (8.000 Baht tailandesi). Contattare Julie e David McFarlane"
Bangkok, febbraio 1999. Era questo l'annuncio che aveva salvato Hayley Taylor. La diciannovenne era arrivata da poco in Thailandia raggiungendo due amiche che da tre mesi stavano già viaggiando per l'Asia zaino in spalla quando le avevano rubato il portafoglio con tutti i soldi che aveva, compresi quelli per il volo di ritorno. Trovare un lavoro era diventato imperativo e per fortuna era stata scelta dai McFarlane nonostante non avesse alcuna esperienza come baby-sitter, se non l'aiuto dato alla madre con i tre fratelli minori. All'inizio tutto le era sembrato perfetto, le due bambine erano adorabili, Julie e David simpatici e gentili, l'appartamento fantastico e gli optional del condominio - dalla piscina alla palestra - un sogno.
Ma tre mesi dopo era la protagonista dell'articolo apparso sul The Bangkok Observer intitolato "La tata assassina di Bangkok?".
Ealing, 2019. Hayley ha quasi 40 anni, un marito svedese, una bambina di 5 anni e un appagante lavoro all'università. Da tempo ha abbandonato il cognome da nubile e non ha mai raccontato a nessuno di quei terribili sospetti e di quella notte trascorsa in una prigione thailandese.
Nel presente la serenità familiare è compromessa solo dai recenti problemi economici: Lars ha perso un cliente importante e la demenza senile che ha colpito la madre di Hayley richiede un impiego sempre più massiccio della badante.
Così questa volta tocca a lei ricorrere a un annuncio perché affittare la stanza libera della casa è l'unico modo che hanno per aumentare le entrate.
E sarà Johanna a rispondere.
"The Nanny", scritto nel 2022, è il sesto degli otto thriller attualmente (auto)pubblicati dall'inglese Ruth Heald ed è il primo che leggo.
La storia riesce a essere piuttosto intrigante grazie alla struttura a salti temporali che attinge dal passato per caricare il presente. Al centro di tutto c'è il mistero di quanto accaduto alla piccola Chloe, di cui i genitori hanno denunciato la scomparsa il 4 maggio 1999, e il ruolo avuto dalla protagonista nella vicenda.
Una protagonista abbastanza irritante per un mix di insicurezza e omertà che la rendono il soggetto ideale per una vigorosa scrollata. Ma scuotere il Kindle non porta a nulla, per cui si può solo andare avanti sopportando alternativamente i silenzi e l'incapacità di reagire di Hayley e, se anche i diversi colpi di scena finiscono per diventare intuibili a causa di lungaggini evitabili, la lettura è comunque avvincente.
Ma il libro ha un gigantesco difetto: la traduzione. Credo proprio di essermi imbattuta nel primo testo tradotto con l'AI, Google Translate o qualcosa del genere e la Tania (solo Tania, nessun cognome) che l'autrice cita nei ringraziamenti finali per la rilettura dell'edizione italiana ha fatto un pessimo lavoro. Nelle 346 pagine si potrebbe consumare una decina di matite rosse per correggere tutto quello che non funziona, non refusi, ma errori strutturali delle frasi, con aggettivi e pronomi ripetuti in modo imbarazzante, proprio come se a tradurre fosse una "macchina" con a disposizione meno sinonimi e pochissime sfumature rispetto alla nostra bellissima lingua.
La storia riesce a essere piuttosto intrigante grazie alla struttura a salti temporali che attinge dal passato per caricare il presente. Al centro di tutto c'è il mistero di quanto accaduto alla piccola Chloe, di cui i genitori hanno denunciato la scomparsa il 4 maggio 1999, e il ruolo avuto dalla protagonista nella vicenda.
Una protagonista abbastanza irritante per un mix di insicurezza e omertà che la rendono il soggetto ideale per una vigorosa scrollata. Ma scuotere il Kindle non porta a nulla, per cui si può solo andare avanti sopportando alternativamente i silenzi e l'incapacità di reagire di Hayley e, se anche i diversi colpi di scena finiscono per diventare intuibili a causa di lungaggini evitabili, la lettura è comunque avvincente.
Ma il libro ha un gigantesco difetto: la traduzione. Credo proprio di essermi imbattuta nel primo testo tradotto con l'AI, Google Translate o qualcosa del genere e la Tania (solo Tania, nessun cognome) che l'autrice cita nei ringraziamenti finali per la rilettura dell'edizione italiana ha fatto un pessimo lavoro. Nelle 346 pagine si potrebbe consumare una decina di matite rosse per correggere tutto quello che non funziona, non refusi, ma errori strutturali delle frasi, con aggettivi e pronomi ripetuti in modo imbarazzante, proprio come se a tradurre fosse una "macchina" con a disposizione meno sinonimi e pochissime sfumature rispetto alla nostra bellissima lingua.
Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di agosto: SOGLIA d'allarme
