
"La conoscenza sempre a portata di zampa"
E' questo il motto della biblioteca del Bosco dei Castagni dove lavorano gli anziani che, con assoluta precisione, studiano le foglie e tutta la natura che li circonda, mentre gli adulti si dividono le altre mansioni, c'è chi coltiva la terra, chi cucina e chi istruisce i piccoli. Sono scoiattoli, topi e marmotte, animali ben organizzati, pacifici e tranquilli. Una tranquillità che hanno perso quando sono finiti nel mirino delle volpi, capitanate dal perfido Lord Pavel. L'unico che può salvarli dalla loro tirannia è Solomon, il Gatto d'Oro: Milo, giovane scoiattolo, è sicuro che non sia solo una leggenda e per dimostrare agli altri che è reale ha rischiato la vita portando via dal castello di Pavel il pugnale d'oro che in passato la volpe Eulalia aveva rubato ai genitori di Solomon. Adesso non deve fare altro che portarglielo chiedendo in cambio la sua protezione contro i canidi.
Così, una mattina d'autunno, si mette in viaggio con i suoi due migliori amici, Zot il topo e Greta la marmotta, più il corvo Gracchio che dall'alto guiderà il loro percorso fino al temibile Bosco Selvaggio.
Pubblicato nel 2007, è il romanzo di esordio di Francesca Ruggiu Traversi (Verbania, 1963), autrice di altri diciotto titoli di narrativa per bambini e ragazzi.
In questo caso l'ultima di copertina consiglia la lettura dagli 8 anni: io ne aggiungerei qualcuno per diversi termini che mi sono sembrati un po' difficili per una terza elementare, mentre ne toglierei la metà per la storia, carina, ma secondo me adatta per essere letta a bambini molto più piccoli.
Rimanendo comunque nel quinquennio delle elementari, le avventure di questi animaletti rappresentano un notevole passo avanti rispetto alla tristezza dei romanzi che facevano leggere a noi bambine cinquant'anni fa, una parata di orfanelli che sembrava gareggiare con i protagonisti dei cartoni animati dell'epoca, seppur anche qui non manchino le storie tragiche: le volpi hanno ucciso i genitori dei tre amici ed è per questo che sono loro ad affrontare i rischi del viaggio per arrivare a Solomon (orfano a sua volta).
Non mi è piaciuta la cattiveria assoluta attribuita ad alcuni animali, le volpi, ma anche aquile, cinghiali e serpenti, perché se è indiscutibilmente vero che in natura gli animali uccidono altri animali, lo è anche che non lo fanno per divertimento, sadismo o gola (e se non siete vegani è giusto che vi fischino le orecchie).
Avrei anche evitato di dare ai roditori il ruolo di pescatori e la conseguente incoerenza nel sottolineare più volte che loro sono contrari alla violenza e non uccidono, dimenticando che anche i poveri lucci hanno diritto alla vita.
Ma è un librino intriso di simpatiche descrizioni della vita di questi animaletti antropomorfi (accompagnate dalle belle illustrazioni di Anna Curti ) e da frasi dolcissime piene di diminutivi che - se nell'uso quotidiano mi danno l'orticaria (vedi caffettino, prosecchino, eccetera) - quando sono riferiti agli animali mi fanno affezionare anche per quelli inventati.
Così, una mattina d'autunno, si mette in viaggio con i suoi due migliori amici, Zot il topo e Greta la marmotta, più il corvo Gracchio che dall'alto guiderà il loro percorso fino al temibile Bosco Selvaggio.
Pubblicato nel 2007, è il romanzo di esordio di Francesca Ruggiu Traversi (Verbania, 1963), autrice di altri diciotto titoli di narrativa per bambini e ragazzi.
In questo caso l'ultima di copertina consiglia la lettura dagli 8 anni: io ne aggiungerei qualcuno per diversi termini che mi sono sembrati un po' difficili per una terza elementare, mentre ne toglierei la metà per la storia, carina, ma secondo me adatta per essere letta a bambini molto più piccoli.
Rimanendo comunque nel quinquennio delle elementari, le avventure di questi animaletti rappresentano un notevole passo avanti rispetto alla tristezza dei romanzi che facevano leggere a noi bambine cinquant'anni fa, una parata di orfanelli che sembrava gareggiare con i protagonisti dei cartoni animati dell'epoca, seppur anche qui non manchino le storie tragiche: le volpi hanno ucciso i genitori dei tre amici ed è per questo che sono loro ad affrontare i rischi del viaggio per arrivare a Solomon (orfano a sua volta).
Non mi è piaciuta la cattiveria assoluta attribuita ad alcuni animali, le volpi, ma anche aquile, cinghiali e serpenti, perché se è indiscutibilmente vero che in natura gli animali uccidono altri animali, lo è anche che non lo fanno per divertimento, sadismo o gola (e se non siete vegani è giusto che vi fischino le orecchie).
Avrei anche evitato di dare ai roditori il ruolo di pescatori e la conseguente incoerenza nel sottolineare più volte che loro sono contrari alla violenza e non uccidono, dimenticando che anche i poveri lucci hanno diritto alla vita.
Ma è un librino intriso di simpatiche descrizioni della vita di questi animaletti antropomorfi (accompagnate dalle belle illustrazioni di Anna Curti ) e da frasi dolcissime piene di diminutivi che - se nell'uso quotidiano mi danno l'orticaria (vedi caffettino, prosecchino, eccetera) - quando sono riferiti agli animali mi fanno affezionare anche per quelli inventati.
"I tre piccoli topi squittivano dalla gioia, i musini illuminati dalla luce soffusa della candela"
