giovedì 10 maggio 2018

"Amore, ecc", Julian Barnes


Londra, 1990 (il libro è stato scritto nel 91). Stuart e Oliver hanno 32 anni e sono amici d'infanzia, pur essendo profondamente diversi sotto ad ogni aspetto. Stuart è un uomo tranquillo, banale, insicuro, ha poco successo con le donne. Oliver è bello, brillante, eccentrico. Stuart lavora in banca e sa amministrare le sue entrate. Oliver è un intellettuale e non riesce a conservare a lungo i lavori da insegnante che trova.
Una sera Stuart incontra Gillian, nasce un legame che li porta in fretta al matrimonio e proprio quel giorno Oliver si rende conto di essersi innamorato della moglie del suo migliore amico. 

La storia si pone alla periferia della mia comfort zone, mentre lo stile di scrittura è molto diverso da quello a cui sono abituata, ma penso che in tanti lo troverebbero particolare. Ogni sviluppo della vicenda viene raccontato da ciascuno dei tre protagonisti, a volte anche da altri personaggi, come la madre di Gill, la padrona di casa di Oliver, la commessa di un negozio di fiori, ecc... E il sistema narrativo li porta a rivolgersi direttamente ai lettori in prima persona, anche interrogandoli a proposito dei propri dubbi ben sapendo che chi legge ha già conosciuto la versione degli altri. Davvero particolare, come dicevo, o almeno lo è stato per me.

Molto bravo Barnes a far emergere le varie personalità, soprattutto le differenze fra i due uomini, proprio come se fosse un'opera scritta a più mani. 
Da questo punto di vista ho apprezzato molto la lettura, ma non posso certo dire che mi abbia conquistata: la prima metà abbondante l'ho letta più per abitudine che per voglia, in particolare trovavo pesanti le parti in cui il narratore era Oliver (ed erano anche le più lunghe), con tutto il suo autocompiacimento e i suoi discorsi forzatamente arzigogolati. 
Una volta mitigata la boriosità del personaggio, sono riuscita ad "appassionarmi" (le virgolette ci vogliono...) abbastanza dal volere procedere per scoprire cosa sarebbe successo.

E penso che il finale, se fosse proprio finito lì, mi avrebbe lasciato qualche perplessità perchè non mi sarebbe bastato, avrei voluto sapere di più. Ma c'è il seguito, per cui già da stasera potrò scoprire cosa è successo dieci anni dopo...
  
Reading Challenge 2018: questo testo risponde al requisito "un libro pubblicato la prima volta in un anno precedente al 2000" (numero 39 indizi difficili).
 

giovedì 3 maggio 2018

"Sola sull'oceano", Mary Higgins Clark


Un altro viaggio in mare, questa volta senza affondamento!

Nell'ultimo romanzo della mia amata Mary il Titanic viene citato più volte: la Queen Charlotte è una nave da crociera extra lusso pronta per la sua prima traversata che la porterà da New York a Southampton, quindi la stessa rotta del Titanic, ma al contrario.

A bordo molte meno persone: progettata per ospitare solo cento passeggeri (più i membri dell'equipaggio), proprio per incarnare il massimo dell'esclusività, vede come primi viaggiatori persone più o meno famose, tutte ovviamente molto ricche.

Meno di 350 pagine divise in quasi 100 capitoli, quindi tutti molto brevi, che diventano come ciliegie, uno tira l'altro...
All'inizio un bombardamento di nomi tale da indurmi a prenderne nota per paura di non riuscire a ricordarli tutti: c'è l'anziana e ricchissima Lady Emily, accompagnata dalla sua rude assistente, dall'avido consulente finanziario e dalla moglie di questi; c'è un affascinante avvocato poco più che trentenne, partito con l'intento di convincere la ricca signora a donare all'Egitto una preziosa collana appartenuta nientepopodimeno che a Cleopatra, con tanto di maledizione; c'è un famigerato ladro internazionale, anch'esso interessato alla collana, naturalmente con ben altre mire; c'è un agente dell'Interpol, che recita la parte del vedovo affranto, ma che in realtà spera di catturare il ladro; ci sono il docente di mezza età e la giovane gemmologa a bordo per tenere conferenze su Shakespeare e sui gioielli antichi...
E ci sono Alvirah e Willy, protagonisti di tanti altri romanzi dell'autrice.

L'atmosfera è dichiaratamente ispirata ad Agatha Christie, di cui ho letto solo "Assassinio sul Nilo" e "Assassinio sull'Orient Express" tanti anni fa, ma che ricordo bene e, sì, personaggi e situazioni sono di quel genere, quindi non proprio nelle mie corde, però - come dico sempre - la Higgins Clark ha un modo di scrivere che sarà anche ripetitivo, ma che mi prende dalla prima frase e non mi lascia più, ed è stato così anche questa volta.
 
Reading Challenge 2018: questo testo risponde al requisito  "un libro che parla di un viaggio (non nel tempo)"(numero 40 indizi facili).