sabato 14 novembre 2020

"La Mennulara", Simonetta Agnello Hornby

 
Roccacolomba (Sicilia), 23 settembre 1963. E’ un lunedì quando il cancro si porta via Maria Rosalia Inzerillo. Aveva 55 anni e lavorava da quando ne aveva soltanto sei. Raccoglieva mandorle, da qui quel soprannome, la Mennulara, con cui tutti in paese la conoscevano, anche se quel mestiere lo aveva fatto “soltanto” fino ai 13 anni, quando era entrata a far parte delle servitù della famiglia Alfallipe, arrivando in seguito ad amministrarne addirittura il patrimonio!
Ma Mennù era bella o brutta? Era buona o era cattiva? Era leale o sleale? Era generosa o era una truffatrice? E quanto doveva ringraziare la mafia per la sua ricchezza (vera o presunta?)?
Roccacolomba è un piccolo (immaginario) paesino, di quelli dove tutti conoscono tutti, dove tutti hanno un’opinione su tutto e di tutti, ma la Mennulara lascia molte domande dietro di sé e se per molti trovare le risposte è solo una questione di morbosa curiosità, per i tre eredi Alfallipe l’interesse è puramente economico.
 
 
Senza alcuna conoscenza né motivazione logica non avevo mai preso in considerazione i romanzi di Simonetta Agnello Hornby finché non ha collaborato con Massimo Fenati alla realizzazione della graphic novel ispirata a questo romanzo. 
 
 
 
Di graphic novel non ne ho mai letto e il desiderio di leggere questa deriva dal fatto che Massimo (che ha più fantasia nel disegnare che nello scrivere dediche!) è il figlio della sorella di mia suocera, quindi cugino di primo grado di mio marito: 
 
 
 
Sono sicura che leggendola non finirò con l’appassionarmi al genere (non mi piacciono i fumetti), ma adesso sono altrettanto certa di voler leggere gli altri romanzi dell’autrice perché “La Mennulara” mi è piaciuto davvero tanto. 
 
E’ grazie alle Reading Challenge che ho scoperto di amare la narrativa contemporanea e se questo libro mi ha conquistata è stato principalmente per lo stile di scrittura della Agnello Hornby. Perchè non ho apprezzato proprio tutto: c’è un qualcosa nel finale, un dettaglio che secondo me avrebbe dovuto essere sviluppato in modo diverso per essere allo stesso livello del resto dell'opera. Ma soprattutto avrei preferito una maggiore condanna verso le tematiche trattate: mafia, violenze familiari, violenze non familiari, soprusi, prevaricazione sociale, omertà...  
 
Anche se a tratti non manca la denuncia sociale... 
 
"i ricchi che ereditano potere e denari senza averli guadagnati e i poveri che non hanno l'opportunità di studiare e lavorare" 
 
...l'autrice affronta certi temi con troppo garbo, ma la storia è bella e molto ben raccontata. Lo sviluppo a ritroso crea a tratti quella suspense riconducibile a un thriller. I personaggi, molto ben delineati, scatenano sentimenti di simpatia, antipatia, pietà, rabbia, commiserazione...  
Ma soprattutto c'è una grande protagonista per la quale si finisce col provare un gran rispetto dispiacendosi per quella sua morte che nella prime righe del libro aveva lasciato indifferenti. 
 
Roccacolomba immaginata da Massimo:


Reading Challenge 2020: questo testo risponde alla traccia cascata di novembre, lo collego a "Ossigeno" perchè entrambi gli autori sono nati in Italia