giovedì 12 novembre 2020

"Ossigeno", Sacha Naspini

Follonica (Grosseto), 12 agosto 1999. Laura sta tornando a casa dai giardinetti dopo aver litigato con Martina, la sua amichetta del cuore. Ha uno svenimento: è anemica, le è già capitato. Ma questa volta rinviene in un container.
6 ottobre 2013. Luca ha 27 anni quando vede i carabinieri portare via il padre in manette con l’accusa di rapimento, tortura, omicidio e occultamento di cadavere.
Dopo 14 anni hanno ritrovato Laura, lei è viva, ma l’illustre professor Carlo Maria Balestri aveva sequestrato altre bambine prima di lei.

Lui adesso è in carcere e non parla e per Luca ha inizio l’incubo, è il figlio del mostro. Ma per Laura l'incubo è davvero finito?


Avevo inserito questo libro in wish list poco più di un anno fa dopo averne sentito parlare benissimo in un video di Marco Cantoni. Da mesi ho smesso di seguire questo bravissimo BookTuber perché dopo aver letto diversi libri osannati da lui ho capito che abbiamo gusti e, soprattutto, metri di giudizio molto diversi. Però lo consiglio caldamente perché è un piacere ascoltarlo e parla di libri di livello: se avessi più tempo (o se lui facesse video più brevi) glielo dedicherei volentieri, ma non avendolo preferisco continuare a seguire chi propone titoli più adatti a me.


Ossigeno” non ha fatto eccezione confermando le differenze di giudizio fra me e Cantoni: consapevole di non avere il suo bagaglio culturale, sono la prima ad ammettere che sono io a non essere riuscita a coglierne il valore, ad esempio quello che lui definisce “voyeurismo della violenza” l’ho capito, sì, ma non apprezzato. Condivido invece il paragone che fa con il romanzo psicologico in stile Gillian Flynn (anche se di questa autrice al momento ho letto soltanto “Sulla pelle – Sharp object”), ma “Ossigeno” per me è stato una grandissima delusione e non per “colpa” della recensione più che positiva di Cantoni, ma proprio perché – dopo un primo (lungo) capitolo magistrale per originalità, tematica, punto di vista e suspense e dopo un secondo capitolo quasi al livello del primo – nei tre successivi ho trovato via via sempre più debole il punto focale della narrazione fino ad arrivare all’ultimo capitolo dove, secondo me, Naspini si è fatto prendere troppo la mano dal voler essere originale scegliendo un’ambientazione eccessivamente e inutilmente diversa e piazzando un colpo di scena che non risulta tale perché lo aveva già svelato bruciando la sorpresa.


Davvero un finale amaro per me, considerando quanto mi aveva conquistata quel primo capitolo. Cantoni nel video cita anche “Le case del malcontento” che prima o poi sicuramente leggerò e siccome lui ne parla come di un libro riuscito solo a metà, ho fiducia che a me possa piacere più di questo. 

Reading Challenge 2020: questo testo risponde alla traccia a cascata di novembre "un libro il cui titolo si associa al 2020"