
"Stephanie, per favore, ho bisogno del tuo aiuto. Di nuovo. È saltata fuori un’emergenza al lavoro e dovrò rimanere in ufficio fino a tardi. Puoi andare tu a prendere Nicky a scuola? Passo poi io stasera da te, al più tardi alle nove."
Warfield (Connecticut), un anno non specificato. Stephanie è ben felice di poter aiutare la sua migliore amica. Lei ed Emily si conoscono soltanto da un anno, ma il loro legame è forte, cementificato dall'amore per i rispettivi figli, due adorabili bambini nati entrambi nell'aprile di cinque anni prima. Per quanto all'apparenza possano sembrare diverse - Emily è così bella, elegante, ricca e piena di glamour - sono entrambe delle Capitan Mamma che vivono per i loro figli. Per cui Stephanie capisce subito che deve essere successo qualcosa di brutto quando quella sera Emily non va a prendere Nicky. E infatti dopo alcune settimane il suo cadavere viene ripescato in un lago del Michigan. Settimane durante le quali sono successe due cose che Stephanie non poteva proprio immaginare: si è innamorata del marito della sua migliore amica e ha capito che forse Emily non la considerava tale.
Scritto nel 2017, è il primo dei quattro thriller pubblicati da Darcey Bell, nata nell'Ohio nel 1981 e insegnante di scuola materna a Chicago. E' anche l'unico a essere stato tradotto in italiano ed era l'eBook più vecchio nel mio Kindle, ricevuto in regalo sei anni fa.
Un libro reso particolare dalla sostanziale differenza fra la prima parte - che arriva quasi alla metà del libro - e le due successive.
Nella prima Stephanie è la sola voce narrante e la maggior parte dei capitoli sono costituiti dai post che scrive suo blog per mamme, con la tipica perfezione fasulla del virtuale (e la serie completa degli odiosissimi "ometto", "soldatino", eccetera, rivolti al figlio), mentre negli altri emergono aspetti del suo passato e del suo presente non proprio encomiabili. Sono capitoli preparatori che coinvolgono facendo pregustare quello che verrà dopo. Ma nella seconda e nella terza parte, che si allargano ad altri narratori, l'aspettativa si infrange su sviluppi così assurdi da risultare ridicoli.
Di bello resta solo il fastidio provato da Stephanie davanti a chi mangia animali.
Gli animali non sono oggetti, erano esseri viventi prima di finire in un piatto. Tutti provano orrore al pensiero del cannibalismo: ma l'uso della parola fa davvero così tanta differenza o è soltanto comodo pensarlo?
Scritto nel 2017, è il primo dei quattro thriller pubblicati da Darcey Bell, nata nell'Ohio nel 1981 e insegnante di scuola materna a Chicago. E' anche l'unico a essere stato tradotto in italiano ed era l'eBook più vecchio nel mio Kindle, ricevuto in regalo sei anni fa.
Un libro reso particolare dalla sostanziale differenza fra la prima parte - che arriva quasi alla metà del libro - e le due successive.
Nella prima Stephanie è la sola voce narrante e la maggior parte dei capitoli sono costituiti dai post che scrive suo blog per mamme, con la tipica perfezione fasulla del virtuale (e la serie completa degli odiosissimi "ometto", "soldatino", eccetera, rivolti al figlio), mentre negli altri emergono aspetti del suo passato e del suo presente non proprio encomiabili. Sono capitoli preparatori che coinvolgono facendo pregustare quello che verrà dopo. Ma nella seconda e nella terza parte, che si allargano ad altri narratori, l'aspettativa si infrange su sviluppi così assurdi da risultare ridicoli.
Di bello resta solo il fastidio provato da Stephanie davanti a chi mangia animali.
"Spezzatino di vitello che puzzava di cadavere"
"Stracuoce pezzi di mucca morta"
Gli animali non sono oggetti, erano esseri viventi prima di finire in un piatto. Tutti provano orrore al pensiero del cannibalismo: ma l'uso della parola fa davvero così tanta differenza o è soltanto comodo pensarlo?
Reading Challenge 2026, traccia famiglio: libri che non si è fatto in tempo a leggere nel 2025
