
Londra, febbraio anni Trenta. Da nove mesi Miss Buncle è diventata Mrs Abbott.
La vita matrimoniale è più felice di quanto osasse sperare. A rovinarla sono solo le serate caratterizzate dai continui inviti a cena a casa di amici e conoscenti di Mr Abbott, cene seguite dall'immancabile partita a bridge, gioco che non capisce e che non la appassiona. Ma se Arthur è felice lei può ben sopportare, da brava moglie, trent'anni o più di quella vita.
Solo che Mr Abbott non è affatto felice. Ama Barbara, il non sapere mai cosa aspettarsi da lei, il modo in cui alterna acume e titubanza, risolutezza e timore. Solo pensava che avesse un animo casalingo, come il suo, invece non manca mai di accettare un invito a cena e di ricambiarli tutti.
Un sabato sera, grazie a un feroce mal di testa di lui che li porta a dover dare forfait all'ennesimo invito, scoprono che per essere gentili non avevano capito che in realtà entrambi odiano la vita sociale. Ma come possono venirne fuori senza offendere nessuno? Durante la colazione della domenica Mr Abbott ha la soluzione: devono trasferirsi.
E per Mrs Barbara Abbott inizia la ricerca della casa perfetta.
Scritto nel 1936, è il seguito di "Il libro di Miss Buncle", scritto due anni prima. Se dopo aver letto quello ero dispiaciuta che la serie, di quattro, fosse stata tradotta solo per metà (al momento mancano gli ultimi due titoli, "The two Mrs Abbotts" del 1943 e "The four Graces" del 1946), adesso sono quasi sollevata perché non so quanto avrei voglia di andare avanti.
La vita matrimoniale stravolge il personaggio di Barbara Buncle: se come Miss veniva presentata come una donnina timorosa, titubante, maldestra, nonché sciatta e bruttina, in definitiva una zitella di mezza età senza speranza, qui si trasforma. Mrs Abbott è una donna avvenente, attenta ai dettagli, ama l'eleganza e, fresca di patente, gira in lungo e in largo per la campagna inglese alla ricerca della grande dimora che le verrà regalata dal marito, ma che lei ristrutturerà grazie ai soldi guadagnati con la pubblicazione dei suoi due romanzi.
Un'emancipazione apprezzabile nella realtà, ma che in questa finzione fa rimpiangere Miss Buncle.
E non aiuta la parte centrale del romanzo, troppo ripetitiva e quindi noiosa, anche se a farmi penare è stato soprattutto il piccolo font utilizzato.
La vita matrimoniale è più felice di quanto osasse sperare. A rovinarla sono solo le serate caratterizzate dai continui inviti a cena a casa di amici e conoscenti di Mr Abbott, cene seguite dall'immancabile partita a bridge, gioco che non capisce e che non la appassiona. Ma se Arthur è felice lei può ben sopportare, da brava moglie, trent'anni o più di quella vita.
Solo che Mr Abbott non è affatto felice. Ama Barbara, il non sapere mai cosa aspettarsi da lei, il modo in cui alterna acume e titubanza, risolutezza e timore. Solo pensava che avesse un animo casalingo, come il suo, invece non manca mai di accettare un invito a cena e di ricambiarli tutti.
Un sabato sera, grazie a un feroce mal di testa di lui che li porta a dover dare forfait all'ennesimo invito, scoprono che per essere gentili non avevano capito che in realtà entrambi odiano la vita sociale. Ma come possono venirne fuori senza offendere nessuno? Durante la colazione della domenica Mr Abbott ha la soluzione: devono trasferirsi.
E per Mrs Barbara Abbott inizia la ricerca della casa perfetta.
Scritto nel 1936, è il seguito di "Il libro di Miss Buncle", scritto due anni prima. Se dopo aver letto quello ero dispiaciuta che la serie, di quattro, fosse stata tradotta solo per metà (al momento mancano gli ultimi due titoli, "The two Mrs Abbotts" del 1943 e "The four Graces" del 1946), adesso sono quasi sollevata perché non so quanto avrei voglia di andare avanti.
La vita matrimoniale stravolge il personaggio di Barbara Buncle: se come Miss veniva presentata come una donnina timorosa, titubante, maldestra, nonché sciatta e bruttina, in definitiva una zitella di mezza età senza speranza, qui si trasforma. Mrs Abbott è una donna avvenente, attenta ai dettagli, ama l'eleganza e, fresca di patente, gira in lungo e in largo per la campagna inglese alla ricerca della grande dimora che le verrà regalata dal marito, ma che lei ristrutturerà grazie ai soldi guadagnati con la pubblicazione dei suoi due romanzi.
Un'emancipazione apprezzabile nella realtà, ma che in questa finzione fa rimpiangere Miss Buncle.
E non aiuta la parte centrale del romanzo, troppo ripetitiva e quindi noiosa, anche se a farmi penare è stato soprattutto il piccolo font utilizzato.
Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di marzo: VITA di coppia
