lunedì 25 febbraio 2019

"La dieta persona", Tiziana Stallone


L'autrice, biologa nutrizionista, ha selezionato quattro profili psicologici (il mangiatore malinconico, quello compulsivo, l'edonista e il mangiatore sociale) e nel libro descrive il rapporto che ciascuno di essi ha con il cibo, cercando poi di fornire consigli specifici.

Libro che si divide in tre parti:

- quello che dovete sapere prima di mettervi a dieta
- la dieta inizia proprio da voi
- la dieta persona

La prima e la seconda parte hanno confermato ciò che sapevo già da molti anni, e cioè che a livello teorico potrei quasi scrivere anch'io un libro sul cosa fare per dimagrire, non solo l'ovvio punto di partenza (cioè che per dimagrire bisogna mangiare di meno e muoversi di più), ma anche tutte le piccole cose che aiutano (o dovrebbero aiutare) chi è a dieta a mangiare di meno, dal bere almeno due litri d'acqua al giorno, al cominciare ogni pasto con un piatto di insalata, all'usare piatti piccoli, ecc, ecc...
Credo che ormai sia già stato detto tutto in proposito e, infatti, nel libro non ho trovato nessun nuovo suggerimento e se qualcuno mi chiedesse: "beh, cosa ti aspettavi?", la mia risposta sarebbe: "non lo so", ma resta il fatto che ci sono rimasta male.

Da quando ho smesso di fumare, quasi 14 anni fa, ho anche ben chiaro come l'astinenza sia molto (ma molto) più facile della continenza. Purtroppo però non si può smettere di mangiare e, per questo, sono d'accordo con la Stallone quando dice che "l'obiettivo che dovremmo perseguire è la capacità di contenerci" ed è forse qui che mi aspettavo qualche consiglio incisivo, che invece non ho trovato.

Ma la delusione cocente è arrivata con la terza parte, quelle che analizza i profili di cui sopra perchè non mi sono riscontrata in nessuno di essi. Sorvolando su moltissimi dettagli, l'unico che potrebbe minimamente riguardarmi è quello del mangiatore sociale, non perchè io sia una persona socievole, ma perchè riconosco nella descrizione che viene fatta quella della mia famiglia ("pensiamo ai nonni che hanno vissuto la guerra e tendono a ipernutrire i nipoti": esattamente e nel mio caso hanno fatto così sia i nonni che i genitori).

Se abitassi a Roma e se potessi permettermi una visita da questa dottoressa (immagino parcelle particolarmente salate, essendo anche un personaggio televisivo), credo che prenderei in considerazione di farmi visitare, per avere una diagnosi veramente personalizzata e qui arrivo al pensiero che mi ha fatto sorridere durante tutta la lettura: l'affermare che una dieta deve essere cucita sulla persona, sulle sue abitudini, sulla sua personalità, ecc, in un libro destinato alla lettura "di massa", con tanto di dieta consigliata ad hoc per ciascuno dei quattro profili!

E, naturalmente, sono diete che rimandano al consiglio base: per dimagrire bisogna mangiare meno e muoversi di più (che poi è l'unico modo in cui sono/ero riuscita a dimagrire anch'io).

Reading Challenge 2019: collegamento a cascata con la traccia di febbraio. Lo collego a "Il gioco del suggeritore" perchè sia Carrisi che la Stallone sono nati a marzo (lui il 25 marzo 1973, lei il 17 marzo 1972)

domenica 17 febbraio 2019

"Il gioco del suggeritore", Donato Carrisi


Febbraio, giorni nostri. E' passato poco più di un anno dalle vicende de "L'uomo del labirinto" e Mila non dà più la caccia alle persone scomparse. Ha lasciato la polizia trasferendosi con la figlia Alice in riva al lago, circondata dai boschi.
Ha abbandonato ogni forma di tecnologia, telefono compreso, e quindi il capo della polizia Shutton, "il giudice", deve presentarsi direttamente a casa sua per poterle parlare: una famiglia è scomparsa, dalla quantità di sangue ritrovata sul luogo della sparizione non ci sono speranze che siano ancora in vita, ma i quattro corpi, madre, padre e due gemelline di 8 anni, non sono ancora stati ritrovati, mentre, grazie a una telefonata anonima, c'è già stato un arresto.
L'uomo non parla, ha il corpo completamente ricoperto di numeri tatuati e, fra questi, anche quattro lettere: M - I - L - A
E' per questo che la polizia ha bisogno che lei torni in città, perchè solo lei può convincerlo a parlare...

Mi è difficile dare un giudizio non contraddittorio di questo quarto romanzo del filone che vede come protagonista Mila Vasquez.

Analizzando la storia non posso certo dire che mi sia piaciuta: con la narrativa cyberpunk mi era bastata l'esperienza fatta due anni fa con "I simulacri" e, seppur questo non sia un libro di fantascienza , gli eventi prendono una piega decisamente troppo futuristica per i miei gusti.

Per contro Carrisi è riuscito come sempre a creare un punto di massima tensione alla fine di quasi tutti i capitoli (in alcuni thriller l'acme non arriva neppure alla fine) e questo è il motivo per cui il libro mi ha presa, e parecchio, malgrado non tutto quello che leggevo mi stesse piacendo.

Però, nonostante questa sua grande capacità di riuscire a creare tensione, non sempre ho trovato convincenti gli sviluppi della storia a causa di qualche eccessiva forzatura oppure per soluzioni troppo semplicistiche di alcune situazioni.

Infine non posso che condividere la denuncia che viene fatta attraverso il libro all'uso insano del web: "Internet è un enorme spugna: assorbe tutto ciò che siamo, soprattutto il peggio".

Reading Challenge 2019: collegamento a cascata con la traccia di febbraio. Lo collego a "Non ti addormentare" perchè la nazionalità dei due autori inizia con la lettera "i" (inglese - italiano)


lunedì 11 febbraio 2019

"Non ti addormentare", S.J. Watson


Londra, 2007. Christine ha 47 anni e ogni giorno l'immagine che vede riflessa nello specchio la sconvolge perchè ogni mattina si sveglia che è ancora una bambina o un'adolescente oppure una ragazza.
Non riconosce la casa in cui si trova e soprattutto non riconosce l'uomo che dormiva accanto a lei quando si è svegliata. E lui è Ben, suo marito, colui che ogni giorno le racconta ciò che lei non ricorda, cioè che sono sposati da tanti anni, che quando lei ne aveva 29 è stata vittima di un pirata della strada e che da allora il suo cervello non è più in grado di conservare i ricordi dopo una notte di sonno.
Situazione confermata dal dottor Nash, un giovane neuropsichiatra che vorrebbe scrivere un articolo sul suo caso. Per aiutarla le procura un diario, dove Christine annota ogni giorno tutto quello che fa e che Ben le racconta, e un cellulare, dove ogni mattina la chiama per dirle dov'è il diario e per raccomandarle di leggerlo. Perchè Ben non sa nulla del dottor Nash, è convinto che per la moglie non ci siano più speranze... o forse non vuole che ricordi il passato! Altrimenti perchè Christine a un certo punto avrebbe scritto nella prima pagina del diario: "non fidarti di Ben"?

Una cosa che non capisco è perchè questo romanzo venga classificato come narrativa contemporanea sia da IBS che da Amazon, quando è al 100% un thriller psicologico.

Uno dei tanti con un paziente amnesico come protagonista, ma avendone letto soltanto uno in precedenza non ho sofferto di déjà vu.

Nonostante ciò, è stato per me una mezza delusione, sicuramente a causa delle splendide recensioni che avevo letto non solo nei due siti citati, ma anche nei gruppi FB dedicati alla lettura. L'aspettativa era quindi altissima, ma il motivo principale del mio mancato appagamento è stato l'aver intuito dove la storia stava andando a parare ben prima di arrivare a leggerne la metà. Storia che avrebbe potuto essere congegnata molto meglio: abbastanza inverosimile in generale, conta anche un paio di errori non trascurabili.

Inoltre, pur essendo ben scritto, fino all'88% è così ripetitivo da risultare spesso noioso: l'autore è anche bravo nel trovare quasi giorno per giorno nuovi modi per descrivere lo spaesamento della sua protagonista, ma con 50-70 pagine in meno sarebbe ugualmente riuscito a raccontare tutto con qualche sbadiglio in meno.

Reading Challenge 2019: questo testo risponde alla traccia di febbraio "un libro di almeno 400 pagine"

giovedì 31 gennaio 2019

"9 novembre", Colleen Hoover


Los Angeles. 
E' il 9 novembre del 2009 quando scoppia un incendio a casa di Donovan O'Neill, attore televisivo arrivato all'apice del successo una decina di anni prima, ma non ancora dimenticato dal grande pubblico. Lui, invece, ha dimenticato l'SMS in cui quel mattino Fallon, la figlia 16enne, lo avvisava che quella notte avrebbe dormito da lui. Così, mentre lui riesce a scappare senza subire danni fisici, i soccorsi per la ragazzina si attivano tardi e il lato sinistro del suo corpo rimarrà segnato per sempre, distruggendole la carriera di giovane attrice e ogni sua sicurezza.
E' il 9 novembre del 2011 quando padre e figlia stanno litigando al ristorante e Ben si unisce a loro spacciandosi per il fidanzato di Fallon, che gli regge il gioco per ripicca verso il padre. Un gioco che potrebbe diventare una bellissima realtà se non fosse che lei sta per trasferirsi a New York.
I due, travolti da un feeling inaspettato, decidono di rivedersi ogni 9 novembre in quello stesso posto finchè non avranno compiuto entrambi 23 anni. Negli altri 364 giorni non avranno contatti di alcun tipo, lei cercherà di tornare a recitare grazie al teatro e lui scriverà un libro sulla loro storia...

Seconda traccia gold della mia Reading Challenge, motivo per cui ho deciso di leggere questo  libro nonostante il genere non fosse propriamente nelle mie corde. O meglio, io leggo anche romanzi rosa, ma non così rosa e faccio bene perchè questi drammoni iper romantici proprio non mi si addicono.

La scrittura è semplice e scorrevole. E la trama a suo modo è anche originale, ma se mi piacesse leggere storie surreali cederei alle insistenze di mio marito che quasi quotidianamente mi propone titoli fantasy!

La motivazione che viene data per la scelta dei due di non scambiarsi nè numero di cellulare nè indirizzo email e di bloccarsi sui vari social, vale a dire il non volere distrazioni mentre sono impegnati a perseguire i propri sogni, non ha alcuna logica, nessun 18enne lo farebbe mai, senza parlare di come un chiodo fisso distragga molto più di un'ora di telefonata.

Abbastanza improbabile anche il riuscire a mantenere fede all'impegno preso, ritrovandosi a ogni 9 novembre con attrazione e sentimenti intatti, come se fosse passato solo un giorno e non un intero anno, metodo narrativo che però ha almeno il pregio di risparmiare al lettore gli stati d'animo dei due durante le quattro stagioni trascorse senza vedersi.

Ma la grande assurdità del romanzo è il modo in cui l'autrice spazzi via due anni di drammi, di insicurezze, di disagio nell'accettare il proprio corpo straziato, ecc, di questa ragazzina con un "quanto sei bella, cazzo" detto da un perfetto sconosciuto: se la mente umana e la vita fossero così semplici avremmo tutti una tale sicurezza interiore da rendere inutili psicologi, psichiatri, Prozac e quant'altro!

Forse lo avrei giudicato un rosa meno irritante se avesse dato ai protagonisti almeno 10 (meglio ancora 20) anni in più, mentre la Hoover fa fare e dire a dei ragazzini cose che neppure a 50 anni risulterebbero credibili.

Ultima pesantezza tutti i "cazzo" con cui chiude gran parte delle frasi di Ben, immagino nel tentativo di dare più spessore alla sua enorme e inverosimile sensibilità o forse per renderlo più uomo, quando sarebbe solo bastato farlo un po' più vecchio.

Reading Challenge 2019: questo testo è la seconda traccia gold del mese di gennaio


martedì 22 gennaio 2019

"La ragazza nel parco", Alafair Burke


New York, giorni nostri. La ragazza nel parco è seduta appoggiata ad un albero nelle prime ore del mattino. Ha lunghi capelli scuri, indossa un abito da cerimonia, è scalza e sta leggendo un libro mentre sorseggia champagne. Quando Jack le passa accanto durante il suo jogging mattutino e i loro sguardi si incrociano, lei gli sorride e alza la bottiglia verso di lui come a fare un brindisi.
Poche settimane dopo scoprire l'identità di quella ragazza diventerà fondamentale per l'avvocato Olivia Randall, chiamata a difendere Jack dall'accusa di triplice omicidio in seguito a una sparatoria avvenuta poco distante dal punto dell'incontro nello stesso parco. 
E' stata Buckley, la figlia sedicenne di Jack, a contattare Olivia. La ragazzina sa che Olivia è un ottimo avvocato penalista e sa anche che ha un debito morale nei confronti di suo padre per qualcosa successo più di vent'anni prima...

Un thriller che mi aveva attirato dal momento in cui era stato pubblicato e ancora di più dopo aver letto i due romanzi scritti a quattro mani con Mary Higgins Clark. Leggendo quelli, e ritrovandovi al 100% lo stile della mia amata Mary, avevo sperato che quello della Burke fosse altrettanto avvincente, ma direi proprio che non ci siamo. 

Mentre la Higgins Clark riesce sempre a prendermi dalla prima frase, con la Burke ho dovuto superare la metà del libro prima di sentire dentro di me la voglia di andare avanti per scoprire cosa sarebbe successo. Questo anche a causa della struttura del romanzo dove l'autrice si "perde" soprattutto nel raccontare il passato che lega i due protagonisti, l'avvocato e l'indiziato, trascinando il banale ricordo di una storia fra studenti universitari vecchia di vent'anni e facendo sospirare al lettore un colpo di scena che in realtà è intuibile fin dall'inizio e che comunque è irrilevante ai fini della categoria thriller cui il romanzo appartiene.

Poca sostanza anche nella parte istruttoria della vicenda e una suspense scarsa e limitata al finale che si regge in piedi solo perchè in fondo quasi tutto è possibile, soprattutto nella finzione.

Ciliegina sulla torta: l'antipatia della protagonista, accentuata dalla narrazione in prima persona che non fa sconti alla sua boriosità.

Nonostante ciò, non la considero una lettura totalmente negativa, sicuramente per il solito "ho letto di peggio", ma anche perchè la scrittura è scorrevole e il puzzle alla fine si completa. Peccato che fosse di pochi pezzi.

Reading Challenge 2019: questo testo risponde alla traccia di gennaio "un libro con la parola ragazza nel titolo"