
Sobborghi di Londra, giugno di un anno non precisato. Le due settimane di vacanza trascorse in un piccolo villaggio scozzese non sono bastate ai Pelley per ritrovare la serenità auspicata. Sposati da poco più di vent'anni, una figlia già grande e due professioni appaganti: Iris aveva sperato che il riposo e l'intimità sarebbero stati sufficienti per strappare Gabriel dall'esaurimento in cui è precipitato negli ultimi mesi. Ma non era stato così, tanto che lui aveva insistito per rientrare con un giorno di anticipo. E' per questo che colgono Laure impreparata: la casa è un disastro e l'amica è mortificata, pensava di avere il tempo per riordinare. Racconta di essere scappata da Parigi sei giorni prima dopo che il marito le ha confessato di aver avuto una figlia da un'altra donna, una notizia sconvolgente per lei non solo per la scoperta del tradimento, ma soprattutto perché aveva rinunciato ad avere dei figli solo perché Pierre non li voleva.
Iris e Gabriel, Laure e Pierre: un'amicizia nata vent'anni prima durante una vacanza ai tropici a cui ne erano seguite tante altre fatte insieme, oltre alle reciproche visite. Migliori amici, al punto da lasciarsi le chiavi delle rispettive case di Londra e Parigi, di cui potevano usufruire a piacimento. Quello che Laure aveva fatto, non sapendo da chi altro andare.
Ma quando il soggiorno si prolunga prima per giorni, poi per settimane e infine per tutta l'estate anche l'amicizia più stretta deve fare inevitabilmente i conti con la tolleranza.
Scritto nel 2024 è attualmente il settimo libro della Paris di cui ho letto tutti i precedenti, fra alti e bassi, e questo è senza dubbio quello che mi è piaciuto di più e se non finisce nella mia top ten dell'anno è solo perché fra gli oltre cento titoli letti da gennaio ce ne sono già dieci che, per vari motivi, ho preferito a questo, ma in annate meno fortunate si sarebbe senz'altro guadagnato un posto in classifica.
Un thriller che sfrutta un meccanismo non originale, visto anche sul grande schermo, ma che non manca mai di conquistarmi tanto che ieri ho letto in volata più di duecento pagine, quindi la seconda metà del libro, perché non riuscivo a staccarmici.
Un'ambientazione ridotta al minimo e pochi personaggi, tutti - chi più chi meno - abbastanza ipocriti e, anche per questo, credibili. Ma soprattutto mi è piaciuto come alla fine tutti i fili siano stati tirati facendo scoprire i vari collegamenti, anche di quelle parti che sembravano estranee alla vicenda principale.
Iris e Gabriel, Laure e Pierre: un'amicizia nata vent'anni prima durante una vacanza ai tropici a cui ne erano seguite tante altre fatte insieme, oltre alle reciproche visite. Migliori amici, al punto da lasciarsi le chiavi delle rispettive case di Londra e Parigi, di cui potevano usufruire a piacimento. Quello che Laure aveva fatto, non sapendo da chi altro andare.
Ma quando il soggiorno si prolunga prima per giorni, poi per settimane e infine per tutta l'estate anche l'amicizia più stretta deve fare inevitabilmente i conti con la tolleranza.
Scritto nel 2024 è attualmente il settimo libro della Paris di cui ho letto tutti i precedenti, fra alti e bassi, e questo è senza dubbio quello che mi è piaciuto di più e se non finisce nella mia top ten dell'anno è solo perché fra gli oltre cento titoli letti da gennaio ce ne sono già dieci che, per vari motivi, ho preferito a questo, ma in annate meno fortunate si sarebbe senz'altro guadagnato un posto in classifica.
Un thriller che sfrutta un meccanismo non originale, visto anche sul grande schermo, ma che non manca mai di conquistarmi tanto che ieri ho letto in volata più di duecento pagine, quindi la seconda metà del libro, perché non riuscivo a staccarmici.
Un'ambientazione ridotta al minimo e pochi personaggi, tutti - chi più chi meno - abbastanza ipocriti e, anche per questo, credibili. Ma soprattutto mi è piaciuto come alla fine tutti i fili siano stati tirati facendo scoprire i vari collegamenti, anche di quelle parti che sembravano estranee alla vicenda principale.
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