lunedì 19 ottobre 2026

"La seduzione dell'acqua", Carol Goodman

 

"In un tempo prima che i fiumi fossero sommersi dal mare, in una terra tra sole e luna, da cui viene la nostra gente, i pescatori raccontavano la storia di un uomo che si era innamorato di una delle donne foche, le selkie, così si chiamavano, foche che una volta all'anno perdevano la loro pelle e diventavano donne..."

Monti Catskill, Appalachi (stato di New York), marzo 2009. Iniziava così la fiaba che Iris Greenfeder da bambina non si stancava mai di sentirsi raccontare: La selkie, una storia tramandata di generazione in generazione nella famiglia della madre, autrice di due best-seller fantasy, i primi due titoli di una trilogia di cui non era mai stato pubblicato il capitolo finale. Perché la madre era morta nel settembre 1973 in un incendio che aveva distrutto un albergo a Coney Island dove la donna si era registrata con un certo John McGlynn. Era partita dall'hotel Equinox - dove la famiglia viveva perché il padre di Iris ne era il direttore - per partecipare a un convegno a New York e invece si era incontrata di nascosto con quello che doveva essere il suo amante. Iris all'epoca aveva dieci anni e ora, a 36, sta ancora cercando di diventare a sua volta scrittrice. E sarà proprio il progetto di scrivere la biografia della madre a riportarla all'hotel dov'è cresciuta, per recuperare i ricordi e per cercare il libro conclusivo della trilogia che Hedda Wolfe, l'agente della madre, è convinta che Kay avesse scritto e nascosto.

Pubblicato nel 2003, si tratta del secondo romanzo della prolifica Carol Goddom, ma l'unico a essere stato tradotto in italiano oltre all'opera prima, "Il lago delle lingue morte", che avevo letto a giugno senza apprezzarlo granché.

Questa esperienza è stata ben peggiore, una lettura che sembrava non avere fine nonostante il numero standard delle pagine (333) e che mi avrebbe causato un brutto blocco se non avessi l'abitudine di leggere più libri contemporaneamente.

La Goodman qui ha abbandonato l'ambientazione gotica che caratterizzava la storia precedente, ma ha perseverato nel mix di generi, con fantasy (l'inizio di molti capitoli è costituito da alcune pagine - veramente brutte - tratte dai libri della madre di Iris) e romance che prevalgono sulla vicenda gialla, l'unica a risvegliare il mio interesse, ma deludente perché resa confusa dalla pessima gestione degli ingranaggi. Finito il libro, quindi dopo aver scoperto gli eventi del passato e capito la loro cronologia, diventa evidente che sarebbe bastato alleggerire e semplificare per avere una narrazione più fluente e, soprattutto, un percorso molto più logico.

In definitiva salvo soltanto le suggestive descrizioni del luogo montano in cui si trova l'hotel.

"Imboccata l'ultima curva, l'hotel appare, austero e bianco, sul crinale sopra la valle dell'Hudson, con le sue colonne snelle che richiamavano i pini argentati tutt'attorno"

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di ottobre: ACQUA di mare