sabato 3 ottobre 2026

"Il vicino di casa", Linwood Barclay

 

Promise Falls (stato di New York), luglio di un anno non precisato. Sono circa le otto di sera quando Derek Cutter, 17 anni, può finalmente dare inizio al suo piano: passato a salutare Adam - suo migliore amico e vicino di casa - in procinto di partire con i genitori per una settimana di vacanza, fa solo finta di uscire dalla villetta, andando invece a nascondersi nel seminterrato. Sa come disattivare l'allarme e più tardi la sua fidanzatina potrà raggiungerlo come d'accordo. Dal nascondiglio sente i Langley uscire e partire in macchina, ma non fa neppure in tempo a pregustare l'intimità che lo aspetta che Penny lo chiama mandando tutto all'aria: è in punizione, i suoi non le permettono di uscire. Derek, frustrato, non può fare altro che tornarsene a casa, ma proprio in quel momento sente un'auto fermarsi sul vialetto. Pochi minuti bastano per capire che la madre di Adam non si è sentita bene e sono dovuti tornati indietro. E mentre pensa a come uscire da quella situazione prima che lo scoprano sente suonare il campanello: il padre di Adam va ad aprire, qualcuno lo insulta, poi un colpo di pistola, un altro e un altro ancora. Il visitatore se ne va. Derek si fa coraggio ed esce dal nascondiglio trovando i cadaveri dei tre Langley nel salone d'ingresso.

Vincitore nel 2009 del premio Crime Writers of Canada Award of Excellence, "Too close to home" è il primo titolo della serie Promise Falls, composta da sei romanzi scritti fra il 2008 (questo) e il 2017 da Barclay, vittima (con noi lettori) della grossolanità (sono gentile) dell'editoria italiana. Perché se di "Senza dirsi addio", che avevo letto a maggio, non hanno tradotto il seguito, qui hanno tradotto tutti i libri eccetto l'ultimo!

N
on riesco a capacitarmi di come si possa essere così superficiali e disattenti. Anche immaginando che Barclay nella seconda metà del decennio scorso sia stato surclassato nelle vendite dall'esplosione dei thriller psicologici - e considerando che non scrive capolavori (quanto meno non lo sono i due che ho letto) - quando un editore decide di tradurre una serie dovrebbe sentirsi obbligato a completarla. E a rispettare l'ordine cronologico. Quello che a suo tempo non fece NN Editore con la trilogia di Holt di Kent Haruf, tanto per dire (quindi l'editoria italiana non ha riguardo neppure per i grandi autori).

Dovrebbero essere procedure semplici e logiche, e invece...

Andrò comunque avanti, sperando che nei successivi quattro romanzi tradotti le storie gialle siano autoconclusive, come in questo caso.

Barclay anche questa volta sfrutta eventi poco chiari del passato che nel presente portano a omicidi e a crimini di altro genere. Il giallo funziona e lo stile resta lo stesso, scorrevole, ma ripetitivo. Non ci sono state parti che mi hanno annoiata, come era successo con le vicende di Cynthia Bigge e della sua famiglia, ma ho avuto di nuovo la costante impressione di leggere qualcosa scritto negli anni Ottanta, una caratteristica particolare che a me non disturba, ma che potrebbe essere considerata penalizzante.

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