
Corinth (stato di New York), ottobre 1997. L'Heart Lake è un collegio femminile che deve la sua esistenza alla tragica morte della dodicenne Iris, risalente al 1918. La barca con a bordo le tre figlie dei proprietari della dimora si era rovesciata e la più piccola, già cagionevole, non era sopravvissuta al freddo patito.
Jane Hudson, la nuova insegnante di latino, conosce bene la vera storia perché è proprio grazie alla borsa di studio istituita in memoria di Iris se vent'anni prima ha potuto frequentare il collegio in cui i Crevecoeur avevano trasformato la loro tenuta dopo il lutto. Sa anche che negli anni la verità è stata distorta andando a creare la leggenda secondo cui le tre sorelle erano morte insieme affogando nel lago dove, il giorno dopo, erano emersi tre scogli, uno per ciascuna. Ma nel 1977, durante l'ultimo anno di studi di Jane, tre persone erano effettivamente morte suicide in quelle acque: le sue due compagne di stanza e il fratello di una di loro, di cui lei era innamorata. E all'epoca aveva scritto tutto quello che sapeva nel suo diario, diario che aveva poi perso.
Ma adesso qualcuno lo ha ritrovato.
Opera prima, scritta nel 2002, di Carol Goodman (Philadelphia, 1959) che al momento ha pubblicato diciannove romanzi autoconclusivi più altri dodici divisi in quattro diverse serie, due delle quali firmate con pseudonimi, una di queste scritta a quattro mani con il marito, tutti di genere poliziesco e/o gotico. Solo i primi due sono stati tradotti in italiano.
Avevo comprato entrambi diversi anni fa e recentemente l'entusiasmo di una persona che seguo su Instagram verso questo mi ha spinta a leggerlo, una descrizione favolosa che ha alzato molto le mie aspettative, rimaste poi deluse.
E' un libro acerbo per stile e struttura, una scrittura a volte melensa ("Nuotavano spalla a spalla, con i corpi che si inclinavano per respirare con la stessa angolazione, come due pianeti attratti dalla medesima luna, i gomiti bianchi che danzavano sull'acqua come le ali di un gigantesco cigno") e spesso ripetitiva, a livello amatoriale.
Le dinamiche vengono forzate per mettere al centro della vicenda Jane (che è anche la voce narrante) a costo di penalizzare la verosimiglianza.
E l'ambientazione gotica, che vuol senz'altro essere il punto di forza, è esagerata, con atmosfere e situazioni che imitano troppo (e male) "Dio di illusioni".
Una migliore gestione dei piani temporali e dei capitoli più brevi avrebbero giovato al ritmo, che invece risulta sempre piuttosto pesante. Andava fatto un lavoro di alleggerimento: di situazioni, di ingranaggi, di pagine.
Soprattutto andava eliminato l'ultimo capitolo, un epilogo che pone una grossa croce sopra al genere mystery gotico per abbracciare a tradimento un insulso rosa Harmony.
Curiosità: cercando informazioni sull'autrice ho scoperto che dal 2001 esiste un premio letterario intitolato a Mary Higgins Clark che premia i romanzi che rispecchiano le sue linee guida, si tratta del premio Simon & Schuster Mary Higgins Clark che la Goodman ha vinto nel 2005 con un altro romanzo ("The Drowning Tree").
Jane Hudson, la nuova insegnante di latino, conosce bene la vera storia perché è proprio grazie alla borsa di studio istituita in memoria di Iris se vent'anni prima ha potuto frequentare il collegio in cui i Crevecoeur avevano trasformato la loro tenuta dopo il lutto. Sa anche che negli anni la verità è stata distorta andando a creare la leggenda secondo cui le tre sorelle erano morte insieme affogando nel lago dove, il giorno dopo, erano emersi tre scogli, uno per ciascuna. Ma nel 1977, durante l'ultimo anno di studi di Jane, tre persone erano effettivamente morte suicide in quelle acque: le sue due compagne di stanza e il fratello di una di loro, di cui lei era innamorata. E all'epoca aveva scritto tutto quello che sapeva nel suo diario, diario che aveva poi perso.
Ma adesso qualcuno lo ha ritrovato.
Opera prima, scritta nel 2002, di Carol Goodman (Philadelphia, 1959) che al momento ha pubblicato diciannove romanzi autoconclusivi più altri dodici divisi in quattro diverse serie, due delle quali firmate con pseudonimi, una di queste scritta a quattro mani con il marito, tutti di genere poliziesco e/o gotico. Solo i primi due sono stati tradotti in italiano.
Avevo comprato entrambi diversi anni fa e recentemente l'entusiasmo di una persona che seguo su Instagram verso questo mi ha spinta a leggerlo, una descrizione favolosa che ha alzato molto le mie aspettative, rimaste poi deluse.
E' un libro acerbo per stile e struttura, una scrittura a volte melensa ("Nuotavano spalla a spalla, con i corpi che si inclinavano per respirare con la stessa angolazione, come due pianeti attratti dalla medesima luna, i gomiti bianchi che danzavano sull'acqua come le ali di un gigantesco cigno") e spesso ripetitiva, a livello amatoriale.
Le dinamiche vengono forzate per mettere al centro della vicenda Jane (che è anche la voce narrante) a costo di penalizzare la verosimiglianza.
E l'ambientazione gotica, che vuol senz'altro essere il punto di forza, è esagerata, con atmosfere e situazioni che imitano troppo (e male) "Dio di illusioni".
Una migliore gestione dei piani temporali e dei capitoli più brevi avrebbero giovato al ritmo, che invece risulta sempre piuttosto pesante. Andava fatto un lavoro di alleggerimento: di situazioni, di ingranaggi, di pagine.
Soprattutto andava eliminato l'ultimo capitolo, un epilogo che pone una grossa croce sopra al genere mystery gotico per abbracciare a tradimento un insulso rosa Harmony.
Curiosità: cercando informazioni sull'autrice ho scoperto che dal 2001 esiste un premio letterario intitolato a Mary Higgins Clark che premia i romanzi che rispecchiano le sue linee guida, si tratta del premio Simon & Schuster Mary Higgins Clark che la Goodman ha vinto nel 2005 con un altro romanzo ("The Drowning Tree").
Reading Challenge 2026, traccia annuale 7x9, settembre: libri ambientati a scuola, all'università o sul posto di lavoro
