sabato 6 giugno 2026

"La pazienza del diavolo", Maxime Chattam

 

Parigi, lunedì 5 maggio 2014. Quando Silas e Pierre salgono sul TGV diretto a Hendaye sono euforici. Due ragazzini che da tempo aspettano con trepidazione l'arrivo di quel giorno, ma non per andare in vacanza sull'oceano: quel treno non arriverà mai a destinazione perché alle 9 in punto i due estrarranno i fucili a canne mozze uccidendo cinquantatré persone e ferendone un'altra ventina prima di spararsi a loro volta. Sei morti e otto feriti saranno, invece, il risultato di un altro attentato suicida perpetrato due giorni dopo all'interno di un ristorante parigino. E questi saranno solo i primi due casi su cui si troverà a indagare Ludivine Vanker che per l'occasione darà alla sua squadra il nome di Cella 666: perché dietro al male che sta travolgendo la Francia sembra esserci il diavolo.

"La pazienza del diavolo è la sua arma migliore contro di noi"

Da questa frase prende il titolo il secondo thriller (scritto nel 2014) 
della serie che ha per protagonista la gendarme Ludivine Vanker di cui lo scorso anno avevo letto il primo, "Loro".

Purtroppo Salani, anziché proseguire con gli altri due titoli che la completano, a marzo di quest'anno ha inspiegabilmente dato la precedenza a "Il segnale", un horror autoconclusivo pubblicato in Francia nel 2018. Non riuscirò mai a capire la mancanza di raziocinio che spesso sembra colpire gli editori italiani, mi rassegno a detestarli per queste scelte illogiche, con la speranza che Salani non abbia deciso di abbandonare la serie che, senza essere memorabile, è sicuramente piacevole per gli amanti del genere.

I fatti di questa puntata si svolgono esattamente un anno e mezzo dopo quelli raccontanti in "Loro". Ritroviamo quasi tutti i personaggi, con Ludivine arrivata alla soglia dei 33 anni senza che l'età né l'esperienza precedente le abbiano insegnato a imbrigliare l'impulsività, anche se naturalmente spesso sono le esigenze di "copione" a farle compiere scelte assurde, come quella di spegnere il cellulare in un momento cruciale... ma in quel momento doveva essere irraggiungibile per gli altri.

Chattam anche questa volta non risparmia al lettore diverse scene e descrizioni splatter, ma la trama - pur avendo ben poco di originale - è ricca di elementi (del resto è un tomo di 544 pagine e non ne toglierei nessuna) e gli ingranaggi funzionano, con un ritmo che si fa via via sempre più sostenuto con una tensione costante.
Potrebbe uscirne un bel film.

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo di giugno