mercoledì 17 giugno 2026

"L'unità", Ninni Holmqvist

 

Svezia, febbraio di un'epoca non lontana dalla nostra. Dorrit Weger al compimento del cinquantesimo anno è costretta a lasciare il suo cane a una famiglia fidata e ad abbandonare la sua casa di campagna. Viene portata all'Unità della Banca di Riserva che ospita quelle donne over 50 e quegli uomini over 60 definiti dispensabili perché privi di figli, di una relazione stabile e di un'occupazione utile. Dorrit è una scrittrice, ma questo non è abbastanza.
Le viene assegnato un appartamento di cui godrà gratuitamente, al pari di tutto ciò che la struttura offre, spazi comuni per ogni genere di attività sportiva e ricreativa, negozi, ristoranti, bar, oltre alla pace dei giardini lussureggianti immersi in una eterna bella stagione, perché l'Unità è costruita nel sottosuolo e lì pioggia e neve non possono arrivare.
Ma queste persone non sono dei villeggianti mantenuti dallo Stato: la legge ha fatto di loro delle cavie umane. Verranno sottoposti a test, sperimentazioni e donazioni di parti del corpo fino a quella finale, rendendosi così utili per chi ha una famiglia e dei figli.

Scritto nel 2006 è il terzo romanzo (l'unico a essere stato tradotto in italiano) scritto da Ninni Holmqvist 
(Lund, 1958), autrice anche di due raccolte di racconti.

Da come ne ho sentito parlare è un libro che può deludere gli amanti del distopico perché troppo leggero e con troppe analogie con titoli più famosi. Quindi immagino che sia per il mio essere completamente digiuna su questo genere se mi è piaciuto davvero tanto.

Le 276 pagine - divise in quattro parti e quarantaquattro capitoli - mi hanno chiamata dalla prima all'ultima. Dorrit è una voce narrante pacata e intelligente. Al suo posto sarebbero bastati i ventotto anni di matrimonio festeggiati tre giorni fa a rendermi indispensabile (almeno per mio marito... spero ^^), ma l'essere over 50, il non avere figli, il praticare  un mestiere in via di estinzione e altro (
"Le persone che leggono hanno la tendenza a diventare dispensabili"), mi hanno fatta sentire molto in sintonia con questa donna che, fra le altre cose, descrive meravigliosamente il legame che si crea fra una persona e il proprio animale, nel suo caso il cane Jock ♥

Un libro non privo di difetti, per esempio mi chiedo come si possano conciliare test e sperimentazioni anche invasive con la successiva donazione degli organi, oltre alla poco credibile accettazione con cui questi dispensabili affrontano il loro destino, ma è una storia che porta a riflettere su certe politiche e certe mentalità (reali) miopi di fronte all'evidenza che più di 8 miliardi di persone sono troppe per questo piccolo, e abusato, pianeta.

Reading Challenge 2026, traccia annuale Carnevale: N