lunedì 26 ottobre 2026

"Un moderno Mefistofele", Louisa May Alcott

 

Un luogo non specificato degli Stati Uniti, pieno inverno di un anno della seconda metà del XIX secolo. Jasper Helwyze ha tanto denaro e poca salute. L'invalidità che lo ha colpito in gioventù ha fatto di lui un uomo malvagio, perverso e profondamente annoiato. E per fronteggiare il tedio quotidiano usa le persone come giocattoli, sfruttando la sua posizione per trasformarli nei suoi burattini. Felix Canaris sarà il suo nuovo passatempo: diciannove anni e già privo di entrambi i genitori, il ragazzo ha appena visto naufragare il suo sogno, quello di veder pubblicati i suoi lavori. Sta bruciando i manoscritti quando Helwyze entra in casa, interrompendo di fatto i suoi propositi suicidi e proponendogli di trasferirsi a casa sua per un mese, il tempo di sistemare la sua biblioteca.
Felix accetta: sarà un salvataggio o una condanna?

Di "Piccole donne" non ricordo tanto il libro, quanto le trasposizioni cinematografiche e televisive viste. E non sapevo che la Alcott (1832 - 1888) fosse un'amante di "dark stories a tinte fosche", cosa che ho scoperto grazie alla prefazione e alle note che Walter Scavello ha scritto per questa bellissima edizione di Black Dog Edizioni.

Libro che due anni fa mi aveva attratta dagli scaffali del Libraccio di Savona e non soltanto per la copertina: font meraviglioso, interlinea perfetta, carta di qualità, una cura per i dettagli eccezionale e le bellissime illustrazioni di Elizabeta Keci, che permettono di dare un volto ai personaggi...


...accompagnando la lettura...


...impreziosendola. Ad esempio, al posto di un banale testo virgolettato, troviamo il disegno del biglietto inviato da Jasper alla cugina Olivia:


Purtroppo tanto mi sono innamorata dell'oggetto libro quanto ho detestato la storia che racconta. Perché del "Faust" di Goethe, a cui la Alcott si è ispirata, so poco o niente e questa ignoranza mi ha sicuramente fatto perdere gran parte del fascino e dell'importanza della trama, lasciandomi solo tre personaggi - ognuno per motivi diversi - detestabili (Jasper, Felix e Olivia) e una sorta di topino timoroso, la giovane Gladys, che Felix sposa obbligato da Jasper.

Ma anche un bel po' di stupore trovando non solo un erotismo inaspettato in un'opera datata 1877, ma anche una coercizione psicologica e un uso di droghe ben lontane dall'immagine delle quattro sorelle March.

Il libro è stato scritto a Boston, nello stesso posto in cui erano "nate" loro, l'Hotel Belvue, generato dalla stanchezza di "fornire pappette morali ai giovani", come dichiarò l'autrice in un'intervista.

Pubblicato in forma anonima nella collana "No Names Series", venne riconosciuto dalla Alcott solo quando, consapevole di avere ancora poco da vivere, si prodigò per aumentare i diritti d'autore a beneficio degli eredi.

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