martedì 27 ottobre 2026

"Elogio dell'ignoranza e dell'errore", Gianrico Carofiglio

 

Oggi è uscito "La confessione di Elsa", ottava puntata della serie che ha per protagonista l'avvocato Guido Guerrieri (da me amatissimo su carta, decisamente meno su schermo). Raramente mi butto sulle novità, meno che mai - per una sorta di sabato del villaggio - quando si tratta dei miei scrittori e/o personaggi preferiti, e così farò anche questa volta.

Nell'attesa ho recuperato uno dei pochissimi lavori di Carofiglio non ancora letti, questo brevissimo saggio (96 pagine appena) pubblicato nel 2024 dove tornano temi a lui cari e già trattati in altri testi. Sono sicura di avere già letto l'esempio presentato per spiegare l'importanza che possono avere le parole. In sintesi: per un test a un gruppo di persone era stato mostrato il video di un incidente stradale fra due auto; successivamente le persone a cui era stato chiesto a quale velocità andassero secondo loro le auto quando si erano schiantate avevano ipotizzato molti più chilometri rispetto a quelle a cui era stato detto urtate.

La formulazione delle domande può essere un'arte e può diventare un'arma in determinate circostanze: durante un interrogatorio o un processo. Investigatori buoni e meno buoni, giudici equi e meno equi: è da qui che inizia il saggio e Carofiglio non fa sconti agli ex colleghi.

"Quello della giustizia penale è uno degli ambiti in cui di più – in teoria – si prende in esame il rischio dell’errore e nel quale, meno, i protagonisti ammettono di essersi sbagliati. In numerosi casi di errori giudiziari conclamati, gli investigatori, i pubblici ministeri e i giudici che hanno contribuito a condanne poi rovesciate, tendono a rimanere ostinatamente convinti – a volte contro ogni evidenza – delle proprie intuizioni e delle proprie decisioni."

Ma le sue riflessioni si concentrano su "l'ignoranza consapevole" (non per forza negativa), analizzando la capacità (e l'importanza) di mettere in dubbio le proprie convinzioni.

Tanti aneddoti curiosi - dal racconto di cosa portò nel 1856 un chimico inglese alla creazione del color malva (che cambiò il modo di produrre i colori) all'evento che condusse alla nascita dei post-it - e alcune storiche previsioni errate che, con il senno di poi, sembrano una comica, dallo scienziato von Jolly che nel 1874 affermò che nella fisica era ormai stato scoperto tutto all'amministratore delegato Microsoft, Steve Ballmer, che nel 2007  disse che l’iPhone non aveva nessuna possibilità di conquistare quote di mercato.

Carofiglio riesce a strappare più di un sorriso, ma soprattutto fa riflettere presentando l'ignoranza e gli errori conseguenti come un qualcosa di utile e necessario.

"Più impariamo, più ci rendiamo conto di quanto non sappiamo"

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