sabato 26 dicembre 2020

"E' l'amore che sceglie", Jennifer Weiner

Miami (Stati Uniti), 1985. Rachel Blum ha otto anni e dalla nascita soffre di atresia della tricuspide, una patologia che l'ha già portata a subire numerosi interventi al cuore e a farla sentire a suo agio nelle corsie degli ospedali.
E' al Miami Children's Hospital che una notte vede nella sala d'aspetto un bambino della sua età, cosa normale in un ospedale pediatrico. A non essere normale è che sia solo: Andy le racconta di essere in Florida con la madre, per una specie di vacanza. Di essersi svegliato da solo nella stanza del motel, di essersi arrampicato sul balcone per vedere se la madre era in piscina a far festa con gli altri adulti e di essere caduto di sotto, probabilmente rompendosi un braccio.
Lei gli regala il suo orsacchiotto e comincia a raccontargli una storia, che si interrompe bruscamente quando Lori, la madre di Andy, irrompe nel pronto soccorso, ubriaca e alterata, pretendendo che un medico si occupi subito del figlio.
Rachel vede Andy scomparire dietro alle porte dell'infermeria e pensa che non si vedranno mai più, senza sapere che invece quella non sarà l'unica volta in cui le loro vite si incontreranno...

Sono passati più di due anni da quando ho letto "La prima cosa bella", l'unico romanzo a non essermi piaciuto di quella che è una delle mie scrittrici preferite. Con questo, scritto nel 2015, si è riscattata e mi fa veramente tanto arrabbiare che - a quanto sembra - abbiano smesso di tradurla, o quasi! Non esiste ancora la versione italiana di un romanzo scritto precedentemente a questo nè dei quattro successivi. Negli ultimi cinque anni hanno tradotto solo un libro per bambini, ma non il suo seguito.
 
Parlando della Weiner ho sempre detto quanto per me sia sottovalutata, o meglio, penalizzata dall'etichetta di romanzi rosa che viene sempre attribuita ai suoi titoli: sono convinta che in questo modo non attragga chi non ama i libri romantici e che non trovi riscontro in chi invece li cerca. Perchè quelle che racconta non sono storie d'amore come titoli, copertine e trame dicono, ma sono storie di donne complete (sia le storie che le donne) dove l'amore ha sì un ruolo rilevante, ma non esclusivo e non per forza a lieto fine, sicuramente mai facile. Sono storie sempre più o meno drammatiche che sarebbe giusto inserire nel grande calderone della narrativa contemporanea, indubbiamente femminile, ma non di genere romance e basta.
 
E dopo questo tentativo di distinzione devo però dire che "E' l'amore che sceglie" è probabilmente il libro più romantico dell'autrice. I capitoli, per lo più lunghi, si alternano fra le vicende vissute da Rachel che lei racconta in prima persona, alla vita di Andy, raccontata in terza. La storia abbraccia trent'anni, conosciamo i due protagonisti quando sono bambini di otto anni e li vediamo crescere arrivando alla soglia dei quaranta.
 
Lo stile è sempre quello della Weiner, fluido, dinamico, moderno, toccante, non fasullo. Forse quello che mi piace di più di lei è la costruzione di personaggi credibili, non perfetti o non troppo limitati al ruolo che rivestono, non per forza solo amabili o solo sgradevoli, ma pieni di sfaccettature, positive e non, come siamo noi persone reali. 

Mi rendo conto che il mondo dell'editoria debba fare delle scelte, che non si possano tradurre in italiano tutti i libri stranieri, ma che qualcuno abbia deciso di sacrificare proprio la Weiner mi intristisce davvero tanto.

Reading Challenge 2020: questo testo risponde alla traccia normale di dicembre