mercoledì 24 marzo 2021

"Finchè morte non ci separi", Jane Corry


Penzance (Cornovaglia), 14 febbraio 2018. Per Vicki (Victoria) Goudman non è stato facile ricominciare tutto da capo, un'altra volta. Quarantasei anni e con alle spalle un divorzio che ha soltanto subito, adesso grazie al corso di aromaterapia riesce a fare un lavoro indipendente e che ama, ma va sempre a finire allo stesso modo: un attacco epilettico, la voce si spande, le clienti iniziano a disdire gli appuntamenti e a lei non resta altro da fare se non trasferirsi in un posto dove nessuno la conosce.
Questa volta è anche peggio perchè la polizia bussa alla sua porta quando è insieme a una cliente: David, il suo ex marito, è scomparso dal 31 gennaio e Tanya, la sua nuova moglie - cioè l'ex segretaria di cui lui si era innamorato quando era ancora sposato con Vicki - ha dirottato i sospetti su di lei.
Vicki sostiene di non vederlo dal 2013, cioè da quando hanno divorziato, ma qualcuno li ha fotografati mentre stavano litigando fuori da un ristorante solo poche settimane prima che lui sparisse.
E presto per Vicki si spalancano le porte del carcere, un luogo a lei fin troppo familiare...

E tre! Anche questa volta Jane Corry sfrutta la sua conoscenza delle patrie galere inglesi (derivante dall'aver insegnato scrittura in un carcere di massima sicurezza) dando a questa ambientazione un ruolo ancora più rilevante rispetto ai due thriller precedenti. Del resto Robin Cook, ex medico, ha ambientato tutti i suoi romanzi negli ospedali o negli istituti di ricerca, così come John Grisham, ex avvocato, scrive legal thriller. Devo sforzarmi di ragionare in quest'ottica perchè la reazione istintiva è quella di provare fastidio per la ripetizione.

Anche la struttura è sempre la stessa con le voci delle protagoniste femminili che si alternano nei tanti capitoli creando continui salti temporali, che per fortuna la Corry sa gestire molto bene, così come è brava a fornire elementi chiave nel corso della narrazione senza far capire quanto siano importanti per poi riprenderli  successivamente, ma anche questa volta ricorre a coincidenze per fare quadrare la storia. E sbaglia completamente la tempistica di quello che è uno dei momenti salienti della vicenda. Vicenda ricca di colpi di scena - più o meno grandi, come negli altri due romanzi - che rendono la lettura così avvincente da far passare in secondo piano gli aspetti negativi, però dovrebbe sforzare la fantasia (che di certo non le manca) per diversificare i suoi libri perchè presi singolarmente
sono belli, ma nell'insieme - soprattutto se vengono letti di seguito come ho fatto io - danno la spiacevole sensazione di "letto uno, letti tutti".

Detto questo, ho inserito il nome di Jane Corry negli alert del (meraviglioso) servizio "Gaia la libraia" offerto da IBS per essere informata all'uscita dei suoi prossimi libri: cercando su Amazon UK il titolo originale di questo (The dead ex: anche questa volta migliore del titolo scelto da Piemme) vedo che ne ha scritto altri negli ultimi anni, li leggerò senz'altro.

Reading Challenge 2021: questo testo risponde alla traccia normale di marzo (il titolo deve iniziare con l'iniziale del nome di una partecipante alla Reading Challenge nata a marzo: Francesca)