venerdì 12 marzo 2021

"Le tre bambine", Jane Corry



 
Londra, settembre 2016. Alison ha quasi 34 anni e la sua vita è rimasta segnata da un episodio accaduto 15 anni prima. Rabbia, rimorsi e rimpianti la hanno relegata in un'esistenza priva di legami sia sentimentali che di amicizia a cui si aggiungono i problemi economici, perchè i corsi d'arte non le permettono di guadagnare abbastanza ed è per questo che si ritrova ad accettare anche il lavoro di insegnante in un carcere maschile di minima sicurezza.
Kitty ne ha 26 di anni, ma la sua vita di un tempo è finita nel luglio 2001: da allora vive in un istituto, non può più camminare e i pensieri che a lei sembra di esprimere chiaramente sono in realtà farfugliamenti indistinti che nessuno riesce a capire.
Però qualcosa sta cambiando, sta cominciando a ricordare...

Dopo aver letto "La nuova moglie" alla fine del mese scorso, sono stata contenta che una traccia di marzo della Reading Challenge mi permettesse di leggere subito il secondo thriller di Jane Corry, ma averli letti in così rapida successione ha fatto sì che notassi maggiormente le tante similitudini fra i due romanzi.

Abbiamo di nuovo due protagoniste femminili le cui voci si alternano nei (tanti) capitoli, quindi la struttura è la stessa, così come è del tutto simile la caratterizzazione dei vari personaggi.
Abbiamo di nuovo un carcere: l'autrice ha insegnato scrittura in un carcere di massima sicurezza, cosa che evidentemente le ha dato degli spunti narrativi, ma ha sbagliato a sfruttare il meccanismo in entrambi i libri.
E c'è poi un altro fatto - non da poco e assolutamente identico, ma che non spiego per evitare lo spoiler - che riguarda due delle protagoniste, una mancanza di fantasia che mi ha dato veramente tanto fastidio.


Nonostante ciò il libro mi è piaciuto, e tanto, perchè - al di là di dare l'impressione di qualcosa di "già letto" e di un escamotage (fondamentale per lo sviluppo della storia) della cui verosimiglianza bisognerebbe chiedere a un neurochirurgo - è una storia coinvolgente, forse con un po' troppi colpi di scena che però sono anche quelli che rendono difficile staccarsi dalla lettura.

Bello il cameo della Lily de "La nuova moglie".

Pessimo il titolo italiano: l'originale "Blood sisters" sarebbe stato facilmente traducibile, ma anche più carino (sicuramente più sensato) da mantenere.

Reading Challenge 2021: questo testo risponde alla traccia normale di marzo (il titolo deve iniziare con l'iniziale del nome di una partecipante alla Reading Challenge nata a marzo: Lara)