mercoledì 17 marzo 2021

"Io ti guardo", Irene Cao

 
Venezia, ottobre, giorni nostri. Elena Volpe ha 29 anni e (copio dalla sinossi) "una bellezza innocente, ma sfacciata". Impegnata nel restauro di un dipinto a Ca' Rezzonico, viene travolta dall'incontro con Leonardo Ferrante, tenebroso chef di fama internazionale, ospitato nel palazzo dal proprietario (perchè nel romanzo appartiene a un privato e non è un museo).
Bello, imponente, magnetico, riesce facilmente a coinvolgere Elena nel gioco della passione di cui è maestro, mettendo subito in chiaro che sarà lui a dettare le regole e che lei non dovrà mai innamorarsi di lui: "Non sono uno da fidanzate".
La ragazza non è sicura di aver capito questa "frase criptica", sa solo che quell'uomo riesce a far crollare ogni sua resistenza portandola a fare cose a cui prima di conoscerlo non osava neppure pensare...

Spero si colga l'ironia voluta: proprio non riesco a prendere seriamente questo genere di libri. La Cao è un po' più brava della Schianchi che ho letto tre anni fa, ma entrambe sono lontane anni luce dall'erotismo di Miller o della Nin. E' colpa di questi due se ogni tanto mi lascio tentare dal genere erotico per poi ritrovarmi nell'abusata situazione del protagonista master soft che non arriva al sadomaso o al bondage veri e propri, ma che esercita sulla donna - ovviamente sempre bellissima, ma rigorosamente inibita e inesperta - una dominazione mentale che evidentemente non è di facile trasposizione letteraria.

In questo caso Leonardo riesce a far mangiare carne cruda a una Elena vegetariana fin dall'adolescenza, la trasforma da astemia a tracannatrice di vino e alcoolici e le fa fumare una canna quando in vita sua non aveva mai fatto neppure un tiro di sigaretta...
E ovviamente frantuma ogni possibile tabù, la lega, la benda, fanno sesso per strada, fanno sesso a tre (FFM, naturalmente!)... direi che manca solo il sesso anale, ma del resto questo è il primo libro di una serie, negli altri dovranno pur fare qualcosa di diverso, no?!

La Cao non riesce a essere nè coinvolgente, nè intrigante, nè eccitante. Scritto nel 2013, ha chiaramente sfruttato il successo di "50 sfumature di grigio" che lo ha preceduto di due anni: non faccio un confronto perchè non ho letto quella trilogia nè ho visto i film che ne hanno tratto, ma la storia è arcinota e i meccanismi sono gli stessi.

E' tristissimo come in questo genere di libri si tenti di far corrispondere l'emancipazione femminile con la capacità di vivere una storia di sesso senza lasciarsi coinvolgere sentimentalmente.
E sono sempre più insofferente alle espressioni usate nei romanzi rosa o erotici nel tentativo di trasmettere passione. La Cao non me ne ha risparmiata mezza: la lingua sfacciata o arrogante, lo sguardo assassino o che non lascia scampo, la voce diabolica, il sorriso satanico, con frasone tipo "Preparati,
Elena, perché la prossima cosa che mangerò sei tu" che nella vita reale creerebbero frigidità in qualunque donna, invece della sperata eccitazione!

Oltre tutto il libro, pur essendo recente, è già invecchiato male: WhatsApp ha segnato una svolta per i rapporti di un certo tipo, mentre qui i protagonisti sono ancora fermi agli MMS... Ma sono proprio loro - protagonisti e personaggi in generale - a essere poca cosa, inconsistenti anzichè affascinanti, e troppo, troppo, troppo vuoti. La cosa migliore del libro è l'ambientazione veneziana, ma non basta.

E ora mi chiedo cosa fare con la seconda e terza parte perchè per risparmiare 1.98€ ovviamente ho comprato il pacchetto dell'intera trilogia più il quarto volume uscito a cinque anni di distanza! Classico esempio di come la parsimonia genovese a volte possa costare cara...

Reading Challenge 2021: questo testo risponde alla traccia normale di marzo (il titolo deve iniziare con l'iniziale del nome di una partecipante alla Reading Challenge nata a marzo: Ines)