martedì 11 maggio 2021

"In caso di morte", Robin Cook



New York, 28 febbraio 2011. La vita non è stata una passeggiata per Afrodita Pia Grazdani: dopo aver perso la madre quando era ancora molto piccola e con padre e zio in galera, dai sei anni ha sperimentato senza fortuna prima le famiglie affidatarie mosse solo dall'avidità e poi i centri minorili per ragazzi difficili, dove riescono a resistere solo i più scaltri e i più cattivi. Ma in qualche modo ce l'ha fatta: grazie alle suore, alle borse di studio, al suo impegno totale e alla sua brillante intelligenza, è arrivata al quarto anno alla Columbia University Medical Center.
E ora, a 25 anni, Tobias Rothman - già Premio Nobel per la Medicina - la sta coinvolgendo nei suoi studi di ricerca destinati a salvare milioni di vite e che sicuramente gli varranno un secondo Premio.
Ma in meno di un mese tutto cessa: quello che viene superficialmente archiviato come un tragico incidente mette fine agli studi di Rothman e non solo a quelli. Solo Pia non vuole credere che si sia trattato di una fatalità e si trova a indagare da sola, non sapendo di stare andando a sbattere contro a un muro di potere invalicabile perchè mischia l'alta finanza con la criminalità organizzata.

Ed è arrivato per me il triste momento di dire addio a questo autore che leggo da quando ero ragazzina. Cook, per fortuna, è ancora vivo e vegeto, ma questo - scritto nel 2013 - è l'ultimo romanzo tradotto in italiano.

Una scelta editoriale che mi rattrista tantissimo: se da un lato mi rendo conto che non sia un autore modernissimo (e penso che anche il genere medical thriller non spinga più come un tempo) e seppur anch'io negli anni abbia smesso di considerarlo il mio scrittore preferito, mi spiace infinitamente sapere che non potrò mai più leggerlo e che non avrò modo di completare la sua bibliografia. E pensando a quello che vedo quando scorro le novità editoriali su IBS mi arrabbio anche un po' pensando alle emerite boiate che importiamo, ma che - evidentemente - hanno più mercato.

Di Cook ho sempre apprezzato l'uso che fa dei suoi romanzi: medico di professione (e già questo lo pone su un piano di interesse diverso rispetto a tanti altri autori del genere), non si è mai limitato a inventare una storia. Ogni libro è un grido di allarme e/o una denuncia. E' anche per questo che avrei voluto leggere le sue opere più recenti, quanto meno gli ultimi due titoli scritti con Trump presidente degli Stati Uniti...

Anche con "In caso di morte" Cook evidenzia come la medicina non possa essere un business.
Quando a decidere se un farmaco salvavita debba essere prodotto o meno sono gli interessi economici di pochissime persone vuol dire che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Non risparmia le immancabili critiche al sistema sanitario statunitense, ma il libro non parla di farmaci salvavita, bensì di organogenesi: la biologia è un'altra materia in cui sono completamente ignorante, non ho mai studiato cose come blastociti, fibroblasti o teratomi, ma Cook è molto bravo a spiegare anche a quelli come me la differenza fra cellule staminali embrionali e cellule staminali pluripotenti.

Peccato che anche questa volta, come ne "La cura" e altri libri precedenti, ricorra alla criminalità organizzata (qui albanese e russa) per far funzionare la vicenda thriller, cosa che personalmente non apprezzo, ma che sicuramente rende il ritmo incalzante e (per me) fin troppo ansiogeno.

Ci sono anche due piccole stonature, una cosa che verso il finale del libro la protagonista sa e che in quel momento non ha ancora modo di sapere e un personaggio corrotto all'interno del sistema ospedaliero di cui non viene svelata l'identità. Dettagli, ma per me un po' disturbanti.

Molto piacevole, invece, il piccolo cameo con cui Cook ci fa ritrovare i protagonisti di tanti suoi romanzi, Jack Stapleton e Laurie Montgomery. Vedo su Wikipedia che, dopo "La cura", nel 2018 ha scritto un altro romanzo appartenente alla loro serie (più altri quattro singoli, quindi sono cinque quelli non tradotti in italiano) e mi incuriosisce non poco il titolo: "Pandemic"... due anni prima del Covid!

Reading Challenge 2021: questo testo risponde alla traccia compleanno di maggio (l'autore  è nato il 4 maggio 1940)