venerdì 30 gennaio 2026

"Una ficcanaso in meno", Kristen Perrin

 

"Vedo ossa inaridite nel tuo futuro. La tua lenta dipartita comincerà quando terrai la regina nel palmo di una mano, la destra. Attenta all’uccello, perché ti tradirà… Tu ne sei già consapevole. E da quel momento non ci sarà modo di tornare indietro. Ma le figlie sono la prima chiave per la giustizia; trova quella giusta e tienila vicina. Tutti i segni puntano al tuo omicidio."

Fiera di campagna di Castle Knoll, agosto 1965. Madame Peony è un'improbabile giovane fattucchiera, ma Frances Adams, 16 anni, le crede a tal al punto da farsi condizionare per tutta la vita dalla sua profezia.
Castle Knoll, agosto 2018. Annie Adams, 25 anni, viene convocata nel Dorset dall'avvocato della prozia Frances perché, come annunciato nella lettera di invito, ci sono stati dei cambiamenti nel testamento dell'anziana che l'ha nominata unica beneficiaria del suo patrimonio. Una parente che Annie non ha mai nemmeno incontrato... e che non incontrerà mai perché quando arriva alla tenuta Gravesdown della prozia trova solo il cadavere: ci sono voluti cinquantatré anni, ma alla fine Madame Peony ci ha preso, qualcuno ha davvero ucciso Frances!

Kristen Perrin a Seattle, dov'è nata, faceva la libraia. E' stato dopo essersi trasferita in Inghilterra, nel Surrey, che i libri ha iniziato a scriverli e questo, del 2024, è il primo di una trilogia e per ora l'unico a essere stato tradotto.

Il titolo italiano, rispetto a quello originale ("How to Solve Your Own Murder"), ha il pregio di far capire subito che quello che si ha in mano è un gialletto in stile Jessica Fletcher (e la mia è pura supposizione non avendo mai letto i libri né guardato la serie TV).

L'ambientazione è quella idilliaca del villaggio di campagna inglese (ma con un clima che farebbe invidia alla Riviera) e la storia si alterna su due diversi piani temporali dove il presente si prende la maggior parte delle pagine coprendo un periodo di una settimana scarsa e dove il passato viene proposto attraverso la lettura che Annie fa dei diari di Frances.

Il giallo è più ingarbugliato di quanto ci si potrebbe aspettare, per fortuna la Perrin ha usato nomi molto diversi fra loro (a me bastano un John e un Jake nello stesso libro per rischiare di fare confusione), ma ci sono così tanti personaggi che quando alla fine viene svelato il nome dell'assassino mi è venuto fuori un "ma chi ca**o è?" prima di riuscire a fare i necessari collegamenti fra i legami e le azioni.

Una lettura leggera, un vero giallo cozy: finalmente riesco a usare uno dei pochi termini di cui capisco e ricordo il senso fra la miriade di quelli adottati dalle nuove generazioni per descrivere (anche) i libri, inglesismi che mi fanno sentire vecchia e mi portano immancabilmente a chiedermi cosa ci sia di così brutto nel nostro "accogliente".
Ovviamente nulla, ma faglielo un po' capire ai giovani...

Reading Challenge 2026, traccia annuale Oujia (U)