
Hampshire (Inghilterra), domenica 22 ottobre di un anno recente. Elissa Mirzoyan ha 13 anni e quello è un giorno importantissimo per lei: parteciperà al torneo di qualificazione per il Gran Prix, l'evento per il quale si sta allenando da tutta la vita. Vincerà la prima gara, la seconda e la terza. Poi basta perché qualcuno - nel parcheggio dell'hotel dove si sta svolgendo il torneo - la afferrerà, la immobilizzerà e la narcotizzerà prima di trascinarla a bordo di un furgone. Elissa si risveglierà in un luogo freddo e buio, verrà minacciata e colpita al volto dall'uomo che l'ha rapita. La speranza arriverà poco dopo con il suo secondo visitatore, che le dirà di chiamarsi Elijah e di avere 12 anni. L'oscurità impedirà ad Elissa di vederlo in faccia, ma adesso ha qualcuno a cui chiedere di chiamare la polizia spiegando dove è stata nascosta. Una possibilità che svanisce con la domanda di Elijah:
Quel ragazzo non è il suo salvatore: è uno di loro.
Pubblicato nel 2020, è il primo dei quattro thriller scritti dall'inglese Sam Lloyd (da non confondersi con l'autrice di libri per bambini sua omonima), ma è anche l'unico a essere stato tradotto in italiano.
Peccato perché questo è proprio bello e, dopo averlo lasciato nel mio Kindle per più di cinque anni, ora vorrei tanto poter leggere gli altri.
I cinquantaquattro capitoli, divisi in due parti, alternano il punto di vista di Elijah (voce narrante) con quello di Elissa (in terza persona). Alcuni capitoli hanno il focus sulla detective a cui viene affidato il caso, cosa che dà al libro un piccola deriva poliziesca, pur rimanendo indiscutibilmente un thriller psicologico che ruota attorno alla grande intelligenza della ragazzina rapita e al tetro passato di lui.
Una storia che forse pecca di esagerazione negli sviluppi finali, ma che sa giocare bene il rimpallo fra i due protagonisti, con svolte non sempre prevedibili e almeno un gran bel colpo di scena.
Bello anche il faro Stumble Head, sulla costa gallese:

"Se sei appena arrivata, perché te ne vuoi andare?"
Quel ragazzo non è il suo salvatore: è uno di loro.
Pubblicato nel 2020, è il primo dei quattro thriller scritti dall'inglese Sam Lloyd (da non confondersi con l'autrice di libri per bambini sua omonima), ma è anche l'unico a essere stato tradotto in italiano.
Peccato perché questo è proprio bello e, dopo averlo lasciato nel mio Kindle per più di cinque anni, ora vorrei tanto poter leggere gli altri.
I cinquantaquattro capitoli, divisi in due parti, alternano il punto di vista di Elijah (voce narrante) con quello di Elissa (in terza persona). Alcuni capitoli hanno il focus sulla detective a cui viene affidato il caso, cosa che dà al libro un piccola deriva poliziesca, pur rimanendo indiscutibilmente un thriller psicologico che ruota attorno alla grande intelligenza della ragazzina rapita e al tetro passato di lui.
Una storia che forse pecca di esagerazione negli sviluppi finali, ma che sa giocare bene il rimpallo fra i due protagonisti, con svolte non sempre prevedibili e almeno un gran bel colpo di scena.
Bello anche il faro Stumble Head, sulla costa gallese:

