venerdì 19 giugno 2026

"Il tarlo", Layla Martinez

 

Spagna rurale, dagli anni della Guerra Civile Spagnola. Quella che adesso è nonna all'epoca era solo una bambina e viveva con la madre nella casa in cui ora ospita la nipote. Sua figlia, la madre della ragazza, è scomparsa molti anni prima e le due convivono in un clima avvelenato in compagnia delle loro visioni, unite dall'odio verso i Jarabo, la famiglia più ricca della zona da cui tutti dipendono.

Scritto nel 2021, è il primo romanzo di Layla Martinez, autrice madrilena classe 1987, che in precedenza aveva pubblicato una raccolta di poesie e un saggio.
Grazie a "Il tarlo" è stata premiata come miglior autrice esordiente in lingua spagnola nel 2022 e l'opera
 è stata finalista al Premio Celsius della Semana Negra de Gijón per la fantascienza e il fantasy.

Un romanzo breve, 144 pagine divise in dieci capitoli che alternano le voci narranti di nonna e nipote, mai nominate.
Una snellezza che, unita alle splendide recensioni lette in rete, mi ha spinta a proporlo come lettura condivisa alle mie compagne di casata della Challenge: ad oggi direi che tutte lo hanno odiato (cosa di cui mi sento terribilmente in colpa).

Il mio pensiero finisce nel mezzo: stento a comprendere l'esaltazione di certe recensioni, ma non mi sento neppure di bocciarlo. 

Sicuramente è lontano dal genere di storie che amo leggere, troppi santi e troppe superstizioni per una vicenda gialla che la Martinez ha colorato di tinte gotiche. Manca un degno approfondimento storico che il passato della nonna (i suoi capitoli sono di gran lunga più interessanti rispetto a quelli della nipote) avrebbe meritato, ma nell'alternanza delle voci l'autrice è stata brava adattando lo stile a una o all'altra, con errori grammaticali posti a sottolineare il basso retaggio culturale (soprattutto dell'anziana).

La punteggiatura ridotta al minimo è una di quelle scelte stilistiche che fatico a sopportare considerandola uno sfoggio di eccentricità, ma anche in questo caso va riconosciuto alla Martinez la capacità di dare un senso alle sue frasi nonostante la mancanza della maggior parte delle virgole necessarie.

Con un paio di uscite divertenti ("Nessuna delle tre sorelle si era sposata perché se te ne sposavi una era come sposartele tutte e se erano insopportabili una alla volta tutte insieme erano una condanna che nessun uomo poteva volere") e qualche aggettivo ridicolo ("Era smanioso e affamato": l'armadio), può essere una lettura veloce per chi apprezza l'originalità forzata, mentre se si cerca una storia su patriarcato e lotta di classe c'è decisamente di meglio da leggere.

Reading Challenge 2026, traccia Scopa volante di giugno: Spagna