lunedì 22 ottobre 2018

"Sonno"


Giappone, presumibilmente Tokyo. La protagonista, di cui - come per nessun altro personaggio della storia - viene mai detto il nome, ha trent'anni, è moglie, madre, casalinga. Comincia a raccontare la sua storia al diciassettesimo giorno di veglia totale: non si tratta di insonnia, non è una privazione forzata. Non ha sonno, mai. E' lucida, attiva: semplicemente da diciassette giorni non ha più nè bisogno nè desiderio di dormire.

Il mio primo approccio a Murakami risale all'anno scorso con "Norwegian blues" che, a sorpresa, avevo decisamente apprezzato.
Invece di questo romanzo breve, o racconto lungo, non so cosa dire perchè non l'ho capito.

Di sicuro mi è piaciuto lo stile, non sono certo io a scoprire la bravura dell'autore, ma l'assenza di una spiegazione del perchè a un certo punto questa donna non riesca più ad addormentarsi e un finale che ti porta a "girare pagina" (nel mio caso a toccare lo schermo del Kindle) dando per scontata la presenza di un altro capitolo, che invece manca, credo sia da attribuire all'aggettivo che sento sempre citare quando si parla di Murakami: onirico.

Mi sono sempre chiesta cosa volesse dire questa cosa e ora posso solo umilmente alzare le mani perchè continuo a non capirlo.
Mi spiace molto non essere stata in grado di raccogliere il senso della storia, ma sono comunque contenta di aver fatto questa lettura e in futuro tornerò senz'altro a confrontarmi con l'autore perchè, nonostante il mio estremo pragmatismo ci ponga su due mondi diversi, lo trovo molto stimolante.

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro di un autore giapponese" (numero 38 indizi difficili)



domenica 21 ottobre 2018

"Le ricette della signora Tokue"


Sobborghi di Tokyo. Sentaro e la signora Tokue si conoscono al Doraharu, una piccola bottega che offre alla vendita un unico prodotto, i dorayaki, dolcetti giapponesi composti da due dischi di pandispagna farciti con l'an, la confettura di fagioli azuki. Lei ha 76 anni e alla terza visita, indicando il cartello apposto in vetrina, si propone per il ruolo di aiuto pasticcere. Sentaro rifiuta incredulo anche quando la vecchina dichiara di poter lavorare per un terzo della paga offerta. Ma l'assaggio dello strabiliante an della signora Tokue, così diverso dal preparato industriale (made in China) che utilizza lui, fa cadere tutte le sue riserve e decide di assumerla. Dovrà solo trovare il modo di nasconderla ai clienti, che potrebbero non gradire la vista delle mani deformi della donna, e soprattutto alla proprietaria del locale, l'anziana vedova dell'uomo con cui Sentaro, ex-galeotto, ha contratto un debito, debito che da tre anni lo obbliga a lavorare al Doraharu 365 giorni all'anno e che forse riuscirà a estinguere più in fretta grazie alla meravigliosa confettura della signora Tokue...

Un bel libro letto nel momento sbagliato. Dieci giorni fa è morto mio padre. E' successo quando avevo appena iniziato "Il fantasma della palazzetta" e, dopo averlo finito, dalla mia infinita wish list ho puntato su questo, convinta che fosse un libro lieve, con quella delicatezza e quella piacevole lentezza che mi viene da attribuire alla letteratura giapponese, pur conoscendola poco o niente.
Lo avevo scelto per l'indizio "un libro di un autore giapponese", ma basta andare in fondo al post per vedere che, invece, ha risposto a un altro indizio, quello per cui non mi ero segnata neppure un titolo, proprio perchè quest'anno avrei preferito evitare argomenti tristi.

Sono convinta che in un altro momento a fine lettura avrebbero prevalso le note poetiche di questa bella storia dove - in mezzo alle tante descrizioni culinarie (il 90% dei termini riportati nel glossario riguarda nomi di piatti, ingredienti e attrezzi della cucina nipponica) e ai suggestivi alberi di ciliegio, indiscussi coprotagonisti del libro - viene raccontato il legame che si crea fra personaggi di tre generazioni diverse: oltre all'anziana signora Tokue e a Sentaro, triste uomo di mezza età, troviamo anche Wakana, una quattordicenne taciturna, tanto diversa dalle altre clienti adolescenti del Doraharu.
Un legame intenso, ma formale e un po' antiquato (ad esempio Sentaro e la signora Tokue si contattano scrivendosi lettere o cartoline, non telefonandosi), che diventa un inno alla forza di volontà con tanti altri messaggi positivi per chi legge.

Ma sul mio attuale stato d'animo hanno pesato altri aspetti. Non mi aspettavo così tanto dolore da questo libro. Il passato della signora Tokue, la condizione delle sue mani, i motivi per cui alla sua età ci tiene così tanto a lavorare con Sentaro, derivano da fatti reali, da una bruttissima pagina della storia giapponese che sinceramente ignoravo, conclusasi solo nel 1996.

Così come non conoscevo l'autore: scritto nel 2013, "Le ricette della signora Tokue" è il primo libro di Durian Sukegawa a essere stato tradotto in italiano. Deve essere un personaggio particolare, con la sua doppia laurea in filosofia e in pasticceria, e che le note sull'autore a fondo pagina descrivono come poeta, scrittore e clown.
In un'intervista rilasciata a La repubblica dice di essere anche un fiero pescatore e questa cosa è stata per me un pugno allo stomaco perchè (senza alcuna motivazione logica, me ne rendo conto) avevo dato per scontato che una persona così sensibile nel raccontare una vicenda di discriminazione e di soprusi e così brava nel portare il lettore a riflettere sull'importanza del rispetto per la vita altrui, rispettasse quella di tutti gli esseri viventi, non limitandosi a quella degli esseri umani.

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro che parla di una malattia" (numero 34 indizi facili)

venerdì 19 ottobre 2018

AliExpress haul/1


Per anni ho snobbato AliExpress per un unico motivo: la lentezza delle consegne. Ma al rientro dalle ferie è stata principalmente la voglia di washi tape a spingermi a scaricare la app e a quel punto c'è voluto un attimo per fare mia la logica del "fai tanti ordini e dimenticateli, poi quando cominciano ad arrivare ogni giorno sarà Natale": è esattamente così!

Avendo fatto gli ordini a settembre, mi sono concentrata su Halloween e Natale perchè, se è vero che non festeggio nulla, neppure il compleanno, è altrettanto vero che mi piace avere il bullet journal bello colorato e, non sapendo disegnare, washi, adesivi, post-it, ecc, sono la mia salvezza!

Ecco quindi il mio primo bottino, ma altre cose sono in viaggio e moltissime sono nel carrello.
He Li Store:




China Wholesale Washi Tape Store:




Washi DiyTape Store:



Shop3085143 Store:




XueSheng Official Store:



Aperti:



Hongkong 100% Brand new Stationery CO.LTD:



Lihon Painting Material Store:




Shop4008011 Store:




I washi tape sono tutti della stessa qualità, molto buona: una carta sottile come piace a me perchè non crea spessore sulle pagine del bullet. L'unico che va aperto con cura per evitare strappi è quello arancione di Halloween, che però è anche il più bello, i motivi che si ripetono sono così tanti che ho dovuto attaccarlo su due file.


I due libretti con i post-it di Totoro (che adoro!) sono stati una bellissima sorpresa perchè dalle foto non avevo capito che fossero così vari.

L'astuccio è morbidissimo, abbastanza ben rifinito all'interno, benissimo all'esterno. 

 
Le due scatoline con gli stickers a tema autunno e piantine in vaso sono carini, nulla di più. Sicuramente hanno un ottimo rapporto quantità-prezzo, anche la qualità a livello di attacco è buona. Il difetto sono i colori un po' spenti e personalmente li avrei preferiti un po' più piccoli.


Ho indicato solo il nome dei venditori perchè spesso blogger mi dà problemi con l'inserimento dei link... e poi è divertente curiosare nei vari store :)