domenica 4 gennaio 2026

"La casa del kintsugi", Sanae Hoshio

 

Tokyo, estate di un anno non precisato. Chie, Yūko e Mao: nonna, figlia e nipote. Yūko lavora come receptionist per una grande catena alberghiera e quando deve trasferirsi a Kanazawa per sei mesi per occupare un posto rimasto vagante, Mao - la figlia adolescente - resta con nonna Chie, che nonostante i suoi 83 anni esercita ancora l'antico mestiere della laccatrice. Per Mao, che ancora non ha deciso quali studi intraprendere dopo il liceo, quell'estate sarà rivelatrice: scoprirà non solo la passione per quel lavoro artigianale, ma anche eventi passati della sua famiglia riservata.

Sanae Hoshio, giapponese classe 1964, ha pubblicato anche libri per bambini e raccolte di poesie. Questo, scritto nel 2019, è il primo romanzo a essere stato tradotto in italiano.

Un volume snello, 216 pagine divise in quattro parti (più prologo ed epilogo) dove si alternano le voci narranti delle tre protagoniste. Un libro che può essere molto rilassante o estremamente irritante: dopo l'infornata di soli gialli e thriller di dicembre mi è piaciuto scavallare l'anno con questa storia che trasuda quella flemma tipicamente orientale che (stranamente) apprezzo (per lo meno su carta), ma più volte mi sono ritrovata a ridacchiare pensando alle reazioni opposte che avrebbe avuto mia sorella (che decisamente non ama il genere) leggendo le descrizioni delle tecniche legate al kintsugi, in tutte le sue varianti.

Perché sono tante, davvero eccessive. Dal titolo era facile intuire come quest'arte avesse un ruolo rilevante nella storia, ma mi aspettavo qualcosa di diverso, la tipica analogia (annunciata anche nella sinossi) fra gli oggetti frantumati che riprendono vita dopo la riparazione e l'io interiore che allo stesso modo può rinascere dopo essersi spezzato.

Invece no: ogni tot la storia delle tre protagoniste - attraverso le quali la Hoshio mostra l'evolversi della condizione delle donne giapponesi, dalla nonna che aveva subito un matrimonio combinato alla figlia che non ha potuto proseguire gli studi per volere del padre ("le donne troppo istruite non trovano marito"), ma che successivamente ha potuto divorziare, arrivando quindi alla nipote che (finalmente) gode della libertà di scelta per tutto ciò che riguarda la sua vita - viene messa in pausa e parte una descrizione dettagliatissima di uno degli aspetti di questo lavoro, la storia, lo sviluppo, le differenze fra porcellana e ceramica, i tempi necessari alla riparazione, i tipi di lacche, la consistenza delle lacche, l'odore delle lacche... troppo!
Per di più in quelle parti sembra di leggere un opuscolo omaggiato al di fuori di una fabbrica o di un negozio: mi hanno risvegliato il ricordo del volantino di una vetreria di Murano visitata moltissimi anni fa.

Reading Challenge 2026, traccia Incantesimo