
Londra, inizio agosto 1944. Due gentiluomini stanno trascorrendo una piacevole serata allo Sheridan: dopo aver giocato a biliardo proseguono fumando un sigaro e chiacchierando amabilmente. Parminter, che ama definirsi uno "specialista di necrologi sui giornali", parla a Tuke, assistente legale dell'ufficio della Pubblica accusa, di quello letto un paio di giorni prima: una certa Blanche Porteous, 34 anni, è morta nella sua casa nel Surrey dopo aver ingerito del nitrato di sodio al posto del sale. Un incidente, come quello capitato al suo coetaneo Raymond Shearsby, affogato a fine luglio dopo essere caduto nel fiume che attraversa il suo villaggio. Anche la Porteous era una discendente di Rutland Shearsby e Parminter, grazie alla sua eccezionale memoria, ricorda che a marzo era morto un altro cugino, Sidney Dresser Shersby, 33 anni, investito a Londra mentre attraversava la strada durante le ore di oscuramento della città.
Tre morti premature nella stessa famiglia fanno sospettare che non siano accidentali come sembra, soprattutto se i decessi hanno dimezzato i beneficiari della grossa eredità che spetterà ai cugini Shearsby alla morte dell'ormai anziana seconda moglie del loro bisnonno.
Scritto nel 1946 da Douglas Gordon Browne (1884 - 1963), londinese autore (e pittore mancato) prima di saggistica e solo successivamente di romanzi gialli. Questo è l'unico a essere stato tradotto in italiano e l'ho letto nell'edizione della collana Biblioteca del giallo, una bella selezione di quarantacinque titoli usciti in edicola dal novembre 2024 a settembre dell'anno scorso, tutti già pubblicati da Polillo nella loro adorabile collana I Bassotti.
Un giallo classico per eccellenza, con un protagonista caratterizzato da una notevole arguzia, un volto satanico e un elegante humor inglese.
Durante quell'estate - le cui descrizioni mi hanno fatto ringraziare più volte il destino che non mi ha fatto nascere in Inghilterra ("Non era umido, ma solo coperto: un simulacro di luce solare penetrava attraverso la volta di nuvole informi e indefinite. Era, in effetti, una tipica giornata di agosto") - Harvey Tuke si lascia coinvolgere dall'indagine nonostante sia in ferie, incontrando i tre cugini superstiti, girovagando per la campagna inglese per poter dare un'occhiata ai luoghi degli "incidenti" e parlando con ogni possibile testimone.
Diviso in quattro parti con capitoli brevi, in diversi momenti mi ha ricordato "Tokyo Express" perché anche qui le indagini si basano sulla ricostruzione minuziosa di orari e spostamenti minimi, ma Browne non è Matsumoto e il suo giallo sta in piedi grazie a molte coincidenze, fra cui quella che una delle cugine superstiti sia proprio l'assistente di sua moglie alla Marina Militare francese (e non è neppure la più clamorosa), cosa che però non ha sminuito il senso di pace che mi trasmettono sempre queste letture datate.
Tre morti premature nella stessa famiglia fanno sospettare che non siano accidentali come sembra, soprattutto se i decessi hanno dimezzato i beneficiari della grossa eredità che spetterà ai cugini Shearsby alla morte dell'ormai anziana seconda moglie del loro bisnonno.
Scritto nel 1946 da Douglas Gordon Browne (1884 - 1963), londinese autore (e pittore mancato) prima di saggistica e solo successivamente di romanzi gialli. Questo è l'unico a essere stato tradotto in italiano e l'ho letto nell'edizione della collana Biblioteca del giallo, una bella selezione di quarantacinque titoli usciti in edicola dal novembre 2024 a settembre dell'anno scorso, tutti già pubblicati da Polillo nella loro adorabile collana I Bassotti.
Un giallo classico per eccellenza, con un protagonista caratterizzato da una notevole arguzia, un volto satanico e un elegante humor inglese.
Durante quell'estate - le cui descrizioni mi hanno fatto ringraziare più volte il destino che non mi ha fatto nascere in Inghilterra ("Non era umido, ma solo coperto: un simulacro di luce solare penetrava attraverso la volta di nuvole informi e indefinite. Era, in effetti, una tipica giornata di agosto") - Harvey Tuke si lascia coinvolgere dall'indagine nonostante sia in ferie, incontrando i tre cugini superstiti, girovagando per la campagna inglese per poter dare un'occhiata ai luoghi degli "incidenti" e parlando con ogni possibile testimone.
Diviso in quattro parti con capitoli brevi, in diversi momenti mi ha ricordato "Tokyo Express" perché anche qui le indagini si basano sulla ricostruzione minuziosa di orari e spostamenti minimi, ma Browne non è Matsumoto e il suo giallo sta in piedi grazie a molte coincidenze, fra cui quella che una delle cugine superstiti sia proprio l'assistente di sua moglie alla Marina Militare francese (e non è neppure la più clamorosa), cosa che però non ha sminuito il senso di pace che mi trasmettono sempre queste letture datate.
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