sabato 23 maggio 2026

"La segretaria", Renée Knight

 

Londra, aprile 1995. Christine Butcher ha 25 anni, una bambina di 4, un marito e, adesso, anche un lavoro che adora. La sua assunzione a tempo determinato negli uffici della sede centrale della Appleton’s si è trasformata in qualcosa di ben più prestigioso e duraturo quando, con un'abile mossa, è riuscita a far capire a Mina - figlia di Lord Appleton, proprietario dell'omonima catena di supermercati - che poteva fidarsi ciecamente di lei.
E per i diciotto anni successivi è stata la sua assistente personale, con un ottimo stipendio e molti benefit, diventando per Mina indispensabile, insostituibile e inseparabile, al punto da ritrovarsi nel 2013 seduta al suo fianco al banco degli imputati rischiando di essere condannata insieme a lei. O per lei?

Scritto nel 2018, è il secondo, e al momento ultimo, romanzo scritto dall'inglese Renée Knight. Il primo, "La vita perfetta", lo avevo letto sette anni fa apprezzandolo, anche se - caso raro - avevo poi preferito il film.

Due storie completamente diverse con caratteristiche comuni, in particolare due protagoniste con cui è difficile trovarsi in sintonia.

Il servilismo di Christine Butcher nei confronti di Mina Appleton è qualcosa che non lascia scampo.

"In tutti gli anni di servizio per Mina mi sono assentata soltanto un giorno e mezzo"

Una dedizione che va oltre il buon senso, inconcepibile per chi, come me, lavora per vivere e non il contrario. E che avrà le conseguenze al centro del thriller.

Anche questa volta il punto forte arriva con il finale, di nuovo originale, ma che non mi ha entusiasmata come quello dell'opera prima.
E' comunque un libro che merita di essere letto e che può piacere anche ai non amanti del genere grazie alla tematica trattata.

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