martedì 21 luglio 2026

"La sequestrata di Poitiers", André Gide

 

"Signor Procuratore Generale, ho l'onore di denunciare un fatto di una gravità eccezionale. Si tratta di una signorina che è rinchiusa in casa della signora Monnier, priva di cibo sufficiente, che da venticinque anni vive su un lurido giaciglio, in poche parole nel suo marciume."

Iniziava così la lettera anonima che il Procuratore Generale di Poitiers ricevette il 22 maggio 1901.

Un fatto di cronaca realmente accaduto che André Gide (Parigi 1869 - 1951, premio Nobel per la Letteratura nel 1947) nel 1930 ricostruì in questo piccolo volumetto avvalendosi dei documenti relativi al caso.

L'edizione Adelphi (collana Piccola Biblioteca) è arricchita da alcune fotografie delle persone coinvolte e da un paio di immagini di articoli pubblicati all'epoca.

Gide fu molto preciso, ma (inspiegabilmente) scelse di cambiare i nomi: Blanche Monnier nel libro diventa Mélanie Bastian, ma la storia resta quella reale, in tutto la sua tristezza e il suo squallore.

La Magistratura diede credito alla denuncia anonima e si mosse immediatamente, cosa non scontata essendo coinvolta una famiglia rispettata e influente dell'alta borghesia cittadina, ma a Poitiers chiunque transitasse davanti al 21 di rue de la Visitation poteva sentire le urla di Blanche.
In troppi fecero finta di non sapere.



La donna, ormai cinquantaduenne (era nata il 1° marzo 1849) venne trovata in uno stato di degrado assoluto dopo aver trascorso 25 anni in una stanza larga cinque metri e mezzo e lunga poco più di tre, con finestre e persiane sbarrate e con la porta che veniva aperta solo per permettere l'accesso ai visitatori, vale a dire le domestiche e il fratello, raramente la madre.

Le descrizioni delle condizioni sue e della stanza sono per stomaci forti. Il giaciglio su cui dormiva veniva usato anche per mangiare e per i bisogni corporei sopra a un lenzuolo piegato in quattro su cui sedeva e che, per volere della madre, veniva cambiato dalle domestiche soltanto alla sera.

Le autorità la portarono immediatamente in ospedale dove le vennero tagliati i capelli, una matassa lunga quanto sporca che pesava più di due chili. Lei soltanto venticinque e mezzo.
Ma se il fisico giovò delle cure con rapidi progressi, le facoltà mentali regredite durante la prigionia rimasero quelle di una bambina piccola fino alla morte di Blanche, avvenuta il 13 ottobre 1913.

Il testo racconta i motivi della reclusione, le imputazioni a carico della madre e del fratello, il processo e la sentenza.

Nel libro e in rete si trovano alcune foto di Blanche dopo la liberazione che manifestano la distruzione di un essere umano. Preferisco rendere omaggio alla sua precedente gioventù e bellezza.


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