giovedì 23 aprile 2026

"Non dire una bugia", Alafair Burke


New York, un lunedì del marzo 2012. Julia Whitmire, 16 anni, viene trovata morta nella vasca da bagno della sua lussuosissima casa nel West Village. Le vene dei polsi tagliati e una lettera di addio non lasciano dubbi che si tratti di suicidio, ma la madre - moglie di un potente discografico - è riuscita a far pesare tutto il potere del suo nome ottenendo l'intervento di una squadra della omicidi. A rispondere alla chiamata sono Ellie Hatcher e JJ Rogan, trovandosi subito in bilico fra la dolorosa non accettazione di una donna che ha appena perso la figlia e la sua arroganza.
Ma, obbligati dai superiori a trattare il caso come un omicidio, si troveranno costretti a indagare scoprendo che forse la signora Whitmire non aveva torto.

Tre giorni dopo aver terminato "La città del terrore", seconda puntata della serie con protagonista la detective Hatcher (serie di cui non sono stati tradotti in italiano il primo e il terzo volume), ho iniziato questo, che è quindi il quarto episodio (titolo originale "Never Tell"), molto più avvincente, anche se esageratamente ingarbugliato.

La morte di Julia risulterà presto solo un ingranaggio di un meccanismo che non la riguarda che si allarga a due diverse vicende, una delle quali porta la Burke a cavalcare la critica verso "big pharma" in perfetto stile Robin Cook:

"L’American Psychiatric Association aveva iniziato a rifiutare i finanziamenti delle case farmaceutiche alle sue convention per evitare conflitti di interesse. La decisione faceva seguito a un’inchiesta del «New York Times» che aveva attirato l’attenzione dei lettori sul giro di benefit (e si parlava di milioni di dollari) destinato agli stessi medici responsabili delle prescrizioni che alimentava il business in espansione degli psicofarmaci."

Evidenziando poi come siano proprio le aziende farmaceutiche a controllare la sperimentazione dei loro prodotti!

Il libro ha 368 pagine divise in quattro parti e cinquantanove capitoli brevi che lo rendono scorrevole e godibile, ma lo avrei apprezzato di più se gli intervalli di tempo fossero stati corretti: "La città del terrore" si svolge nel marzo 2008 e all'inizio di "Non dire una bugia" viene specificato che (
Ellie e JJ) "erano (sono) partner da più di un anno", quindi l'anno di ambientazione di questo dovrebbe essere il 2009, invece no perché in seguito viene detto che un'amica di Julia, anch'essa sedicenne, è nata nel gennaio 1996. E 1996 + 16 fa 2012!

E, al solito, trovo incredibile come certi autori di libri seriali li ambientino nel loro presente (questo è stato 
pubblicato proprio nel 2012) senza tenere conto di quello che hanno scritto in precedenza.

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