martedì 21 aprile 2026

"Paura", Stefan Zweig


Vienna, primi anni del Novecento. Irene, moglie dell'avvocato penalista Fritz Wagner, ha una trentina d'anni, due figli, una bella casa e un amante. Eduard è un giovane pianista e abita in una zona ben diversa da quella borghese di lei. Una distanza che, pensa, basti a metterla al sicuro dall'essere scoperta, convinzione che si sbriciola il pomeriggio in cui le si para davanti una donna rozza che la insulta, muove il pugno davanti al suo volto, minaccia di rivelare la tresca. E Irene, senza che le venga chiesto alcunché, dà alla donna le banconote che ha nel portafoglio. Che quella avesse già in mente di ricattarla o che sia stata Irene a darle l'idea, con la convinzione borghese che tutto abbia un prezzo, è irrilevante. Fatto sta' che non sarà un esborso una tantum e la vita dell'adultera diventerà un incubo di paura.

Un altro romanzo breve (120 pagine) di Stefan Zweig, scritto nel 1910, ma pubblicato nel 1920. Due anni fa avevo letto, e amato, "Lettera di una sconosciuta", una storia profonda e tristissima, di quelle che rimangono dentro.

"Paura", pur piacendomi, non mi ha altrettanto coinvolta, in parte per la pesantezza dello stile che a tratti lo rende noioso, ma la vera differenza la fanno le due protagoniste: l'autrice della lettera anonima suscita compassione per tutte le traversie che l'hanno colpita, mentre Irene è una donna egoista e boriosa, insensatamente vittimista e affetta da quel genere di ignoranza tipica di chi non capisce di essere un privilegiato.

"In quelle ore di tormento segreto invidiava gli ammalati. Che bello starsene in ospedale, in un letto lindo, tra le bianche pareti, circondati dai fiori e dalla commiserazione."

Un essere a cui non basta l'autoassoluzione: se ha sbagliato, la colpa non è sua.

"Sarebbe stato capace, il marito, di comprendere che lei non aveva amato un uomo, bensì l'avventura? Che anche lui era colpevole per la sua troppa bontà, per averle offerto una vita senza affanni, nella quale il carattere le si era infiacchito?"

Deludente il finale, annunciato come un coup de théâtre nella sinossi: insolito sì, ma mi aspettavo qualcosa di completamente diverso.

Reading Challenge 2026, traccia Scopa volante di aprile: libri ambientati in Austria