mercoledì 26 settembre 2018

"La signora Harris", Paul Gallico


Londra, anni 50. Ada Harris è una minuta donnina di mezza età che, rimasta vedova vent'anni prima, si è rimboccata le maniche diventando un'efficientissima domestica: per tre scellini all'ora ogni settimana rimette in sesto 7-8 case di altrettanti selezionati clienti residenti fra Belgravia ed Eaton Square. Ed è a casa, o meglio, nell'armadio di Lady Dant che il suo cuore torna a palpitare, non per qualcuno, ma per qualcosa: un meraviglioso abito di alta moda!
Lei, con il suo consunto cappottino spigato, una vita sociale condivisa con la signora Butterfield, sua collega e unica amica, e una sola passione, quella per i fiori, non potrà resistere al richiamo del lusso e della bellezza, cominciando a economizzare su tutto, bustine da tè comprese, per ammucchiare il gruzzolo necessario per andare a Parigi, alla Maison Dior, e realizzare il suo sogno.

Di Paul Gallico circa un anno e mezzo fa avevo letto "Il grande miao", un libro carino, ma che non mi aveva convinto del tutto, principalmente perchè l'autore vi descrive i gatti attraverso tutti quei luoghi comuni a cui può credere solo chi non ne ha mai avuto uno, pregiudizi che sicuramente erano molto più diffusi quando il libro venne scritto, nel '64.

"La signora Harris" è antecendente (1958), per cui l'ho affrontato con la convinzione che fosse un altro libro invecchiato male. Invece no: non può certo dirsi un libro contemporaneo, a partire dalla descrizione (non soltanto fisica) di questa donnetta prossima alla sessantina che al giorno d'oggi può rappresentare soltanto un'ottuagenaria! Per non parlare poi dei tanti stereotipi, ad esempio quelli che descrivono le mansioni dell'uomo e della donna all'interno di una casa...

Ma questi dettagli non ne fanno un libro "vecchio", anzi, contribuiscono solo a renderlo la delizia che è: una storia davvero tanto, tanto carina, e stavolta uso questo aggettivo con un gran sorriso sulle labbra, difficile da trasmettere scrivendo.

Ada Harris è proprio un bel personaggio che racchiude aspetti opposti fra loro: è una donna pratica, ma anche una gran sognatrice; riesce a sentirsi appagata dalla vita nonostante la sua umile condizione, ma si innamora di un sogno fuori dalla sua portata; è diffidente, ma è fin troppo generosa; ha maniere un po' rozze e ignoranti, ma un'arguzia che nessun titolo di studio può dare...
Una donnina a cui ci si affeziona in 185 pagine!

Questo libro così godibile, credo da chiunque, è proprio una gioia, un bel modo di staccare la spina, quello che ci vuole quando si hanno pensieri tristi e preoccupazioni.

Per fortuna c'è un seguito e già stasera potrò viaggiare con lei anche a New York, sperando che prima o poi vengano tradotti in italiano anche gli altri due romanzi di cui è protagonista.
           
Reading Challenge 2018: questo testo risponde al requisito "un libro narrato in terza persona" (numero 14 indizi difficili)