lunedì 5 novembre 2018

"Sulla pelle - Sharp objects", Gillian Flynn


Wind Gap, Missouri. Camille Preaker se n'è andata senza rimpianti otto anni prima trasferendosi a Chicago, ma è il suo lavoro di giornalista di cronaca nera a costringerla a tornare: in meno di un anno due bambine di 9 e 10 anni sono state strangolate, due casi inequivocabilmente collegati per un altro macabro dettaglio.
Camille non viene bene accolta dai suoi concittadini che, a cominciare dalla polizia, non gradiscono la presenza della stampa, ma nemmeno dalla sua famiglia.
La madre, glaciale e autoritaria, che non ha mai amato la sua primogenita, ed è la causa del suo allontanamento da Wind Gap; il patrigno, un uomo privo di carattere, un banale accessorio della moglie; Amma, la sorellastra adolescente nata quando Camille era già al college, in pratica una sconosciuta; e il doloroso ricordo di Marian, la sorellina morta quando Camille aveva solo 13 anni.
Dal primo istante è evidente che il passato non è passato e che i problemi non sono mai stati risolti...

Il mese scorso ho visto le prime due puntate di "Sharp objects", la serie TV trasmessa da Sky e tratta dal romanzo di esordio della Flynn. Sceneggiatura perfetta e ottima recitazione (non certo una serie di poco conto), ma la narrazione - troppo lenta per i miei gusti - mi aveva fatto desistere dalla visione finchè l'entusiasmo di mio marito, che non è un amante dei thriller, mi ha portato a dubitare della mia scelta. A quel punto, però, ho deciso di fare le cose per bene, e cioè ricominciare leggendo il libro.

Libro che ho apprezzato, sì, ma che mi ha anche un po' deluso: con due omicidi e un serial killer rientra sicuramente nel genere thriller, ma la storia si sviluppa in modo tale da avermi dato l'impressione di leggere un drama.
Scritto bene, costruito benissimo e con personaggi caratterizzati alla perfezione, ma mi è mancato non trovare una vera e propria indagine: il romanzo racconta principalmente di Camille, questa giovane donna autolesionista seriamente disturbata, che torna a Wind Gap dopo aver trascorso un lungo periodo in una clinica psichiatrica, ma che non si può certo definire guarita.
E' in quest'ottica che esplode tutta la drammaticità del suo rientro in città dove ritrova il suo passato senza che gli anni in più la aiutino ad affrontare diversamente la madre, e non solo.

Un romanzo cupo, soffocante, pesante. Un altro romanzo che avrei preferito leggere in un momento più sereno della mia vita.

Reading Challenge 2017: questo testo risponde al requisito "un libro da cui hanno tratto una serie tv" (numero 26 indizi difficili)