sabato 15 ottobre 2022

"Teddy", Jason Rekulak



Spring Brook (New Jersey), inizio estate di un anno non precisato. Mallory Quinn ha 21 anni e da 18 mesi è in riabilitazione. Con l'eroina ha toccato i punti più bassi della sua giovane vita, ma ora è pulita e grazie al suo sponsor, Russell, ha ritrovato il piacere liberatorio della corsa e anche uno splendido lavoro: per tutta l'estate sarà la babysitter di Teddy, un adorabile bambino di cinque anni. I Maxwell le hanno messo a disposizione il cottage a ridosso del bosco che circonda il giardino della loro bella casa: è minuscolo, ma completo, sembra la casetta dei sette nani da quanto è carino!
Fra Teddy e Mallory si instaura subito un legame affettuoso, il bambino preferisce la sua compagnia a quella dei coetanei e insieme trascorrono placide giornate fra tuffi in piscina e avventure nel bosco.
Ma durante il riposino pomeridiano Teddy incontra un'altra amica, Anya. E' grazie a lei che ha scoperto quanto gli piaccia disegnare. Il problema, però, è che Anya non esiste, è l'amica immaginaria che staziona sotto al lettino di Teddy e che si mostra a lui solo quando sono da soli.

Uscito a maggio negli Stati Uniti (titolo originale "Hidden pictures"), tradotto in dodici lingue e arrivato in Italia il mese scorso, può senz'altro essere considerato un caso editoriale (ne verrà anche tratta una serie per Netflix).

Rappresenta una grandissima trovata a livello di marketing grazie ai disegni che sono parte integrante della storia e che sono il motivo per cui, dopo non so quanti anni, non ho avuto dubbi scegliendo di comprare la versione cartacea. E non me ne sono pentita.
L'oggetto libro è bellissimo: per esigenze di vista, spazio e costo ormai compro solo libri digitali, tranne ovviamente quando non esiste questa versione, ma in questo caso si tratta di libri datati che compro usati sul Libraccio.
E' per questo che l'avere in mano un libro fresco di stampa - per di più molto bello per la sua copertina in rilievo, la sua compattezza e la sua dimensione - mi ha emozionata così tanto da farmi decidere che merito di concedermi in futuro qualche altra gioia come questa, con buona pace di occhi, libreria e conto in banca.

Purtroppo non sono altrettanto entusiasta della storia che "Teddy" racconta. All'inizio lo ero: nel primo terzo mi aveva completamente catturata, la presenza di Anya nel testo e nei disegni era (è) piuttosto inquietante e mi dispiaceva non avere abbastanza tempo da dedicare al libro, ma - proprio quando era legittimo aspettarsi un crescendo di suspense - la trama si è impoverita diventando meno coinvolgente e cominciando a trasudare cliché, trascinandosi ripetendo fatti e considerazioni già ampiamente sviluppati. La rivelazione di quanto accaduto in passato a Mallory è sì un qualcosa di importante nella sua drammaticità, ma non è quello che si cerca quando si legge un horror. In realtà il libro è stato catalogato nel genere thriller, la sinossi stessa dichiara che si tratta di "un thriller che sconfina nel paranormale", affermazione con cui mi trovo in completo disaccordo perché per me un thriller può sfruttare il paranormale solo se alla fine queste teorie vengono smontate dando agli eventi spiegazioni logiche e realistiche. Ma se viene dato credito a possessioni, bambole assassine, teste che ruotano di 360°, morti risorti o altro, allora il libro è un horror, a prescindere che poi riesca a spaventare o meno. In definitiva a vent'anni sicuramente avrei adorato "Teddy" fino in fondo, ma a quasi 53 sono decisamente una lettrice molto meno impressionabile, ma anche molto più esigente.

Reading Challenge 2022, traccia di ottobre: un libro abbinabile a una di queste emoticon
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