martedì 16 febbraio 2021

"La casa d'inferno", Richard Matheson


Maine (Stati Uniti), 21 dicembre 1970. Sono esattamente le 11.47 di una giornata fredda e tetra quando quattro persone, due uomini e due donne, entrano nella casa d'inferno. Sono il dottor Lionel Barrett, fisico che da vent'anni si occupa di parapsicologia, accompagnato dalla moglie Edith, più due medium, Florence Tanner e Benjamin Fischer. Sono stati ingaggiati dal ricchissimo signor Deutsch: 87 anni e con i giorni contati, l'uomo è disposto a sborsare centomila dollari al dottore e altrettanti ai due medium affinchè scoprano se esiste una vita dopo la morte. E non c'è posto migliore per farlo se non nella casa di Emeric Belasco, la casa più infestata del mondo.

Questo è un libro che da ragazzina mi avrebbe fatto impazzire: poltergeist, manifestazioni di energia cinetica, possessioni, voci, teleplasma e tutto il repertorio dell'horror a tema casa degli spettri.

Da adulta deve aver risvegliato nel mio subconscio quella sensazione di spavento che un tempo mi piaceva provare (soprattutto davanti allo schermo) perchè una notte ho avuto uno dei peggiori incubi che ricordi risvegliandomi urlante quando una figura simile a quella di "The ring" stava per attaccarmi.

Ma a livello conscio non riesco a considerla una lettura soddisfacente. La sensazione che mi ha lasciato è del tutto simile a quelle provate con "Io sono Helen Driscoll" e con "Io sono leggenda": Matheson ha uno stile semplice che rende facile la lettura, ma tratta generi decisamente lontani dal mio gusto, ancor più dei romanzi d'amore e questo rende l'idea del mio disagio nel leggerlo.

A ciò si aggiunge la datazione: non ho dubbi che per gli amanti dei classici del genere questi possano essere dei piccoli capolavori,
così come sono propensa a pensare che gli horror attuali non siano migliori, anzi (credo che horror sia spesso sinonimo di splatter dove dubito si possa ritrovare tutta la poesia di Matheson in descrizioni come "Capì dai rumori che Edith si stava sentendo male"), ma non subendone il fascino mi resta solo la sensazione di letture vecchie.

Per cui ho deciso di cancellare gli altri due suoi titoli che avevo in wish list ("Tre millimetri al giorno" e "The box e altri racconti") e di non leggere altro di suo.

Ieri sera, come ultimo tributo, ho guardato "Dopo la vita", il film del 1973 tratto da "La casa d'inferno": speravo in un po' di adrenalina horror, invece nulla. Il libro è migliore del film.
 
Reading Challenge 2021: questo testo risponde alla traccia compleanno di febbraio (l'autore è nato il 20 febbraio 1926)