
"Noi ci siamo rifiutate di mostrarci calorose. Non è dalla dolcezza che siamo nate ma dalla rabbia, e ce la sentivamo nelle ossa."
Romanzo d'esordio scritto nel 2023 da Dizz Tate, nata a Londra nel 1993, ma cresciuta a Orlando.
Ed è in Florida che ambienta questa storia, nell'immaginaria Falls Landing, cittadina paludosa attorniata da parchi a tema abbandonati, una realtà ben diversa dalla Florida patinata a cui si tende a pensare: qui tutto è decadente, gente che vive alla giornata, madri che sognano per i figli la partecipazione al talent show di turno, figli che sognano tutti la medesima cosa:
La partenza è stata buona, con queste ragazzine (un femminile in cui includo anche Christian) che ricordano quelle della Oates in "Foxfire", lo stesso spirito di sorellanza, la stessa rabbia adolescenziale, gli stessi nuclei familiari disgregati, con padri assenti ("Non ce ne fregava niente di loro, praticamente avremmo potuto farli schiattare senza che nessuna piangesse") e madri ignoranti, una vita quotidiana che si trascina fra sporcizia e corruzione, con il fantomatico mostro del lago che loro giurano di aver visto e di cui hanno il terrore.
E poi il mistero della scomparsa di Sammy e una narrazione particolare che usa la prima persona plurale.
Ma ben presto mi sono trovata in mano uno dei libri più brutti che abbia mai letto, via via sempre più sconclusionato e con uno stile di scrittura caratterizzato da ciò che più detesto, quelle frasi a cui non riesco a dare un senso, scollegate dal contesto, messe lì solo per boria autoriale.
Senza quelle due cose il libro non mi sarebbe piaciuto lo stesso, ma almeno non lo avrei trovato demenziale.
Per chi volesse leggere un "Bestie" bello consiglio il romanzo di Magnus Mills.
Reading Challenge 2026, traccia Scopa volante di gennaio: libri ambientati in Florida





















