sabato 28 dicembre 2019

"Un buon posto per l'inverno", Nicoletta Coppo


Torino, giorni nostri. Olimpia Oggenda ha tante cose: quasi 50 anni, un ex marito, un ex amante, una gatta, una cavia peruviana, una laurea in architettura, un negozio di arredamento vintage, una socia-amica, un vecchio amico, un antiquario di fiducia e una famiglia di origine composta da madre, padre, fratello e sorella minori, ma soprattutto da una zia, Graziella. Si può dire che sia stata lei a crescerla, in vece di quella madre distaccata, più interessata ad ostentare la sua vita borghese che a prendersi cura dei figli, per lo meno di quella maggiore.
E sarà la zia a coinvolgerla in una faccenda più grande di loro: la casa di riposo dove entrambe svolgono volontariato è finita nel mirino di un manipolo di cittadini della Torino bene, ricchi quanto bastardi, intenzionati a mettere le mani sulla proprietà e sui lasciti dei passati degenti…

La vicenda di Villa Paradiso rappresenta solo un piccolo contorno a quella che è la storia principale: la vita di Olimpia e di tutti i personaggi che, ruotandole attorno, l’hanno condizionata, nel bene e nel male.

Una lettura piacevole, non ricordo come questo titolo sia finito nella mia wish list, forse per il micio in copertina o più facilmente perché scritto da una torinese e ambientato a Torino, una città che da adulta ho imparato ad amare molto. E c’è tanta Torino nel libro, forse ci sono un po’ troppi riferimenti all’occultismo, ma c’è anche la Torino elegante e viva che conosco e apprezzo.

Lo stile della Coppo ricorda moltissimo quello della Oggero e della Bertola (con qualche fronzolo e divagazione di troppo), un po’ meno serio rispetto alla prima e un po’ di più rispetto alla seconda: o a Torino tutti si raccontano così oppure deve essersi ispirata moltissimo alle sue concittadine, cosa che non mi dispiace affatto.

E’ stata molto brava a trattare in maniera leggera temi pesanti, non solo il difficile rapporto con la madre e le non semplici questioni familiari, ma anche i pensieri decisamente non belli che spingono noi cinquantenni a riflettere su cos’è stata la nostra vita fino ad ora, con la consapevolezza che la strada che abbiamo davanti è più corta di quella che abbiamo già percorso e che sarà giorno per giorno sempre più breve.

Reading Challenge 2019: collegamento a cascata con la traccia di dicembre. Lo collego a "Oltre d'inverno" per la parola inverno nel titolo