sabato 29 aprile 2023

"Non sposate quella donna!", Jenny Colgan



Londra, novembre di un anno alla fine del secolo scorso. Melanie, Francesca e Amanda hanno tutte 26 anni e si conoscono da quando ne avevano quattro. Mentre le prime due sono arrivate all'età adulta continuando a essere amiche per la pelle, il rapporto fra loro e Amanda è sempre stato caratterizzato da invidie, gelosie, dispetti e rancori. Se Mel si mantiene correggendo annunci pubblicitari e Fran continua a rincorrere il sogno di diventare un'attrice, Amanda vive nel glamour assoluto grazie al suo lavoro da PR. E il 21 dicembre si sposa! E non sposa un uomo qualunque, ma Fraser McConnald, un lord scozzese! Così Amanda avrà presto un marito, un titolo e perfino un castello. Poco importa se in realtà si tratta di un rudere, otterrà comunque quello che vuole, come sempre. A meno che qualcuno non boicotti quel matrimonio...

Quando inizio un rosa metto sempre in conto l'elevato rischio di leggere una scemata, ma questa storia va ben oltre.

Scritto nel 2000, titolo originale "Amanda's wedding", è l'opera prima di questa autrice di cui due anni fa avevo già letto "Appuntamento al Cupcake Café". La cosa imbarazzante è che prima di leggerlo avevo già comprato tutti i suoi libri tradotti in italiano, per cui tolti questi due me ne restano altri quattro ancora da leggere!

Gli undici anni trascorsi fra la pubblicazione di "Non sposate quella donna!" e "Appuntamento al Cupcake Café" hanno solo portato qualche miglioria nella scrittura, ma a livello di contenuti ogni situazione fa precipitare in un baratro.

La protagonista assoluta e voce narrante è Mel, uno dei personaggi più cretini e immaturi in cui mi sia mai imbattuta, ma la Colgan è stata equa elargendo idiozia a ognuno dei suoi personaggi. Ha abbinato le donne zerbino agli uomini soverchiatori e gli uomini sottomessi alle donne dittatrici in una profusione di infantilismo e malignità a cui si aggiunge l'abuso di alcool, immancabile in questi romanzetti, soprattutto se partoriti nel Regno Unito.

Il primo terzo abbondante è zeppo di refusi, che normalmente mi indispongono, ma che qui diventano un difetto molto relativo perché il problema è proprio alla base. La trama è così brutta da avermi fatto rimpiangere quelle storie melense che tante volte ho criticato. Le dinamiche sono demenziali. I dialoghi deliranti e spesso fuori contesto. Gli atteggiamenti adolescenziali. E a ciò si aggiunge un bullismo reiterato da parte di tutti nei confronti della coinquilina della protagonista vissuto come fonte di divertimento. 

L'opera prima di Isabel Allende è stato quel capolavoro de "La casa degli spiriti": ma Jenny Colgan non poteva pensarci quando sognava di fare la scrittrice e decidere di lasciare perdere?

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