“Oh, donne, se soltanto potessi farvi alzare la testa solo oggi, solo domani, solo per quelle ore in cui gli uomini in Parlamento deliberano su di voi e sui vostri diritti!”
Stoccolma, primo decennio del secolo scorso. "Pennino" è il soprannome con cui tutti conoscono Barbro Magnus, giovane giornalista schierata in prima linea per la lotta al diritto di voto per le donne. Al suo fianco altre figure femminili, come la dottoressa Ester Henning, che durante un viaggio in treno conosce e recluta Cecilia Bech, insegnante di lingue per niente interessata alla causa e che verrà travolta, come tanti, dall'impetuosità di Pennino.
“Il diritto di voto ti vede”
Terzo romanzo scritto da Elin Wagner di cui due anni fa avevo già letto il secondo (e primo a essere stato tradotto in italiano), "Ragazze di città", e che avevo nettamente preferito a questo per un unico motivo: mi sono mancati i riferimenti all'ecologismo e alla causa animalista, temi altrettanto cari all'autrice al pari del suffragio universale femminile, che qui è il protagonista assoluto.
Tralasciando la mia personale aspettativa, il testo è davvero notevole e quello che sorprende è la data di pubblicazione - 1910 - che lo ha portato a precedere di nove anni l'ottenimento per le donne del diritto di voto nelle elezioni nazionali svedesi e di undici le elezioni in cui poterono sia votare, sia essere elette.
Con uno stile che non dimostra affatto il suoi 115 anni, il libro ha una protagonista coraggiosa e modernissima, che se ne infischia delle apparenze convivendo con l'uomo che ama senza essere sposata; che non teme il confronto con baroni e uomini di rango; che deve scontrarsi anche con il disinteresse delle donne stesse verso la parità dei diritti.
"Ma, signorina, lei non ha la minima idea di cosa sia l’opera delle suffragiste? Mi sta davvero dicendo che lei, una donna moderna e indipendente, vive a Stoccolma del tutto al di fuori di qualcosa di così magnifico e di così importante come la lotta delle donne per il diritto di voto?"
Non c'è da stupirsi che "Il pennino" sia diventato una sorta di manifesto per il movimento.