sabato 30 agosto 2025

"Il pennino", Elin Wagner

 

Oh, donne, se soltanto potessi farvi alzare la testa solo oggi, solo domani, solo per quelle ore in cui gli uomini in Parlamento deliberano su di voi e sui vostri diritti!

Stoccolma, primo decennio del secolo scorso. "Pennino" è il soprannome con cui tutti conoscono 
Barbro Magnus, giovane giornalista schierata in prima linea per la lotta al diritto di voto per le donne. Al suo fianco altre figure femminili, come la dottoressa Ester Henning, che durante un viaggio in treno conosce e recluta Cecilia Bech, insegnante di lingue per niente interessata alla causa e che verrà travolta, come tanti, dall'impetuosità di Pennino.

Il diritto di voto ti vede

Terzo romanzo scritto da Elin Wagner di cui due anni fa avevo già letto il secondo (e primo a essere stato tradotto in italiano), 
"Ragazze di città", e che avevo nettamente preferito a questo per un unico motivo: mi sono mancati i riferimenti all'ecologismo e alla causa animalista, temi altrettanto cari all'autrice al pari del suffragio universale femminile, che qui è il protagonista assoluto.

Tralasciando la mia personale aspettativa, il testo è davvero notevole e quello che sorprende è la data di pubblicazione - 1910 - che lo ha portato a precedere di nove anni l'ottenimento per le donne del diritto di voto nelle elezioni nazionali svedesi e di undici le elezioni in cui poterono sia votare, sia essere elette.

Con uno stile che non dimostra affatto il suoi 115 anni, il libro ha una protagonista coraggiosa e modernissima, che se ne infischia delle apparenze convivendo con l'uomo che ama senza essere sposata; che non teme il confronto con baroni e uomini di rango; che deve scontrarsi anche con il disinteresse delle donne stesse verso la parità dei diritti.

"Ma, signorina, lei non ha la minima idea di cosa sia l’opera delle suffragiste? Mi sta davvero dicendo che lei, una donna moderna e indipendente, vive a Stoccolma del tutto al di fuori di qualcosa di così magnifico e di così importante come la lotta delle donne per il diritto di voto?"

Non c'è da stupirsi che "Il pennino" sia diventato una sorta di manifesto per il movimento.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Detto, fatto, letto: gallina vecchia fa buon brodo, un classico


venerdì 29 agosto 2025

"La terza inquilina", C.L. Pattison

 

Londra, un anno recente non precisato. Da dodici anni Megan e Chloe sono legate da una profonda amicizia che ha resistito alla distanza geografica e al loro modo d'essere, scaltra e determinata la prima, influenzabile e svagata la seconda. Differenze caratteriali che hanno sempre saputo gestire e che sicuramente non creeranno problemi nella loro convivenza. Perché adesso che Megan si è trasferita a Londra possono andare a vivere insieme. Dopo sei settimane di ricerche infruttuose è Megan a scovare il posto perfetto, una deliziosa villetta in stile vittoriano, non molto centrale, ma con un fascino irresistibile. Purtroppo anche con un affitto troppo alto per loro. Soltanto seguendo il consiglio del proprietario di trasformare lo studio in camera da letto per dividere i costi con un'altra persona possono prendere possesso della casa di cui si sono innamorate. E la scelta della terza inquilina cade su Samantha, una giornalista di moda free lance loro coetanea che conquista subito Chloe e che è abbastanza convincente da spingere Megan a mettere da parte le sue titubanze.
E così inizia la convivenza.

Cattivi si nasce o si diventa?

Esordio letterario (del 2019) della Pattison che per vent'anni ha lavorato come giornalista di spettacolo per poi diventare agente di polizia nel Hampshire. Degli altri tre thriller pubblicati successivamente solo il terzo ("La fiorista") è già stato tradotto in italiano.

Era uno dei titoli che da più tempo giacevano nel mio Kindle e ora mi dispiace averlo ignorato per ben cinque anni perché è stato davvero una bella lettura.

Un thriller con tre voci narranti che si alternano nei quarantotto capitoli ambientati principalmente nel presente. Ma sono quelli in cui chi parla racconta la sua infanzia a essere i più inquietanti e coinvolgenti. Un finale che può sorprendere o meno, con così pochi personaggi anche le combinazioni si riducono e se si ha l'abitudine di ragionare sui meccanismi è facile intuire la verità prima che venga svelata nell'ultimo capitolo. Ed è una di quelle verità che porta a ripensare a tutto quello che si è letto con la nuova consapevolezza di quello che adesso si sa e che prima si ignorava.
Come ne "Il sesto senso", film che per me è un capolavoro. Il libro no, ma mi è piaciuto allo stesso modo.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Pizzeria: diavola, libro dove il protagonista commette o è vittima di un atto spregevole


mercoledì 27 agosto 2025

"Sono esaurita", Sophie Kinsella

 

Londra, febbraio di un anno non precisato. Sasha Worth ha 33 anni e da due ricopre il ruolo di responsabile delle offerte speciali di Zoose, app di viaggi super trendy, al pari del suo lavoro, super fico e super moderno. In teoria. Nella pratica un incubo. Già oberata da mail e riunioni, bombardata da notifiche di ogni tipo, Sasha crolla quando scopre che dallo staff già sotto organico si è appena licenziata un'altra persona. Che non verrà rimpiazzata: Asher, il capo del marketing, nonché fratello dell'ideatore di Zoose, pretenderà che chi è rimasto si spartisca anche il lavoro di chi è andato via.
Sasha sa di non potercela fare e scappa letteralmente dall'ufficio. Dopo aver cercato invano di farsi prendere nel convento di fronte all'azienda (una vita fatta di preghiere, inni e lavoretti per i bisognosi le sembra un vero paradiso, anche se lei non ci ha mai creduto), viene messa su un treno dalla madre e dalla sorella. Destinazione: Devon. Il delizioso villaggio balneare dove la famiglia trascorreva l'annuale vacanza estiva, prima che il padre si ammalasse e morisse. Poco importa se febbraio non è agosto. Il mare d'inverno ha un fascino anche maggiore e avrà la spiaggia tutta per sé per riflettere e godersi la pace di cui ha tanto bisogno.
Peccato che un certo Finn Birchall abbia avuto la sua stessa idea.

Burnout

E' questo il titolo originale dell'ultimo romanzo lieve pubblicato dall'autrice (nel 2023) prima di annunciare di avere un tumore al cervello. La consapevolezza di ciò ha caricato la lettura di una tristezza che mal si adatta alle sue storie e alle sue protagoniste.

E Sasha è una protagonista simile a tutte le altre con una storia che sfrutta i soliti schemi e l'incapacità dei personaggi di chiarirsi quando sarebbe semplicissimo farlo, cosa che porta a situazioni improbabili, imbarazzanti, divertenti che trascinano verso l'inevitabile lieto fine.

Un chick lit in piena regola che si regge su quell'esaurimento causato dal lavoro che non deve essere per niente piacevole né gestibile e la Kinsella ha reso comprensibile quel genere di pressione anche a chi, come me, non l'ha mai sperimentata.

Non contenta ha aggiunto l'Alzheimer come tematica di contorno, con Terry, un tempo istruttore di surf amatissimo da tutti i ragazzini che imparavano a prendere le onde grazie ai suoi insegnamenti e che nel presente è solo un fragile vecchio senza memoria.
Ma nessuno ha dimenticato le sue perle di saggezza.

"Nessuno ricorda le cadute. Tutti ricordano i trionfi"

Reading Challenge 2025, traccia annuale Detto, fatto, letto: restare di sasso, libro di un genere che non leggi spesso


domenica 24 agosto 2025

"Un'estate alla grande", Jennifer Weiner


Truro (Cape Cod, Massachusetts), giugno 2018. Se sei settimane prima qualcuno avesse detto a Daphne che avrebbe preso parte al matrimonio dell'anno avrebbe pensato a uno scherzo. Soprattutto avrebbe ritenuto impossibile una sua riconciliazione con Drue, migliore amica dalla prima media fino ai terribili anni del liceo, ma anche la persona che l'aveva più ferita e umiliata nel corso della sua intera esistenza. E a causa del sovrappeso Daphne è un'esperta di umiliazioni! Invece Drue aveva abbattuto facilmente il muro fra loro, quindi eccola lì, nel ruolo di damigella d'onore, ad alloggiare in una villa da sogno e a partecipare alla festa sulla spiaggia organizzata alla vigilia del matrimonio fra la sua ricchissima amica e il bellissimo Steward, diventato famoso per aver partecipato a uno stupido, ma seguitissimo, programma televisivo.
Quella sera tutto è glamour, tutto è perfetto, tutto è instagrammabile. E Daphne, da influencer curvy quale è, sa bene come approfittarne. Ma la bolla scoppia all'alba, quando il cadavere di Drue viene trovato nella vasca idromassaggio sulla terrazza condivisa con la stanza di Daphne. Chi, invece, non si trova è l'uomo che Daphne ha conosciuto alla festa e con cui ha trascorso la notte più passionale della sua vita. L'uomo che è anche il suo alibi per l'omicidio.

"Solo perché sembra bello, non significa che lo sia davvero"

Jennifer Weiner è stata chiaramente dimenticata dall'editoria italiana: dei dieci romanzi scritti negli ultimi undici anni ne hanno tradotto solo due e questo (scritto nel 2020) è l'ultimo che mi era rimasto da leggere.

Direi il meno bello, una protagonista che manca di originalità perché troppo simile a Cannie Shapiro del primo romanzo dell'autrice ("Brava a letto"), cosa che porta a trattare le stesse tematiche legate all'obesità con l'aggiunta della svolta gialla che vede Daphne e altri due personaggi vestire i panni di detective amatoriali con risvolti (non volutamente) ridicoli.

Di diverso c'è anche (e soprattutto) l'adeguamento epocale, con la dipendenza dai social - Instagram in particolare - che diventa a sua volta tematica.

"Era molto faticoso essere sempre online, a leggere, rispondere e mettere like, fare il possibile perché gli algoritmi notassero la mia presenza costante e mettessero il mio feed tra i primi visibili all’apertura della app, così da avere più follower e guadagnare di più da ogni post.
Like, like, commenta; commenta, like."

Un mondo fatto di hashtag, di eventi e di selfie molto lontano da me (in fondo appartengo alla Generazione X, c'è poco da fare...), ma non sono una di quelle persone di mezza età che denigrano a prescindere chi è riuscito a far diventare un lavoro l'attività social (anche se sentir parlare di community mi fa sempre un po' sorridere e trovo certi contenuti imbarazzanti).

La Weiner presenta il dietro le quinte del mondo
 degli influencer le cui vite sembrano sorreggersi sulle bugie, con le loro vite patinate, l'ostentazione di un benessere e di una serenità per lo più fasulli.

"Se pure le cose non migliorano, su Internet puoi sempre fingere che vadano benissimo"

Ma in fondo le esistenze falsamente felici le hanno inventate quelli del Mulino Bianco tanti anni fa. Adesso c'è solo un pubblico immenso a disposizione di chi lo voglia, e sappia, usare.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Pizzeria: quattro stagioni, libro con una stagione nel titolo


venerdì 22 agosto 2025

"Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani", Maria Masella

 

La sedicesima puntata della serie è una raccolta di sette racconti che vanno a inserirsi nella cronologia dei romanzi pubblicati dalla Masella fino a quel momento (2016). Un ottimo esercizio di memoria per le storie, per alcuni personaggi che ritornano e anche, come promesso dall'autrice nelle note, per riempire vuoti nella vita dei personaggi.

Integrativo

"Testimone"
Ad esempio il primo racconto è un prequel del prequel ("Primo"): Mariani ha 28 anni e fa il marinaio. L'uccisione della moglie di un collega lo costringe a una lunga attesa negli uffici della questura di Bari, seduto proprio di fronte al poster del bando di concorso per diventare commissario di polizia.

"In croce"
Mancano quattro settimane a Natale quando una prostituta di mezza età viene uccisa in un basso del centro storico. La donna fino a quattro anni prima lavorava come infermiera in una clinica privata gestita da suore. L'assassino ha infierito su di lei con nove coltellate a simulare la crocifissione, lasciandola poi morire dissanguata.

"Aspetto"
Manu ha sei anni e Mariani sta vivendo uno dei tanti tira e molla con la moglie Francesca. Emilia, un'anziana donna conosciuta in estate durante le vacanze montanare con la figlia, gli scrive chiedendogli aiuto. La visita lo porterà alla confessione di un cold case.

"Sangue del mio sangue"
Un uomo viene ritrovato morto legato a una sedia, barbaramente ucciso da molteplici coltellate. Era appena stato scarcerato dopo una condanna per omissione di soccorso. Il padre del bambino che aveva investito al processo aveva gridato che lo avrebbe ucciso appena fosse tornato in libertà. Caso chiuso? Non per Mariani.

"Rolfo"
Un incontro casuale porta Mariani a rispolverare un caso avvenuto due anni prima, proprio il giorno dell'uccisione di Giuliani al G8 di Genova. Poco distante un'anziana donna era morta cadendo dal ballatoio, pratica archiviata come caduta accidentale, forse troppo frettolosamente.

"In collina"
La collina è quella di Sant'Ilario, un tempo campagna povera, poi zona per ricchi industriali e calciatori. Una donna di 35 anni è stata affogata nella sua piscina. Sarà Renata Cerri, giornalista ed ex amante di Mariani, a dargli l'imbeccata che poi lo porterà a risolvere il caso.

"L’uomo dei capperi"
Nelle prime ore di una mattinata di luglio un uomo anziano viene investito e ucciso mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali. Non è stato un incidente: l'automobilista dopo il primo impatto ha ingranato la retromarcia ripassando sul corpo per poi ripartire schiacciandolo un'altra volta. Quando l'auto viene ritrovata all'interno ci sono due bottiglie di birra e le impronte portano a un pregiudicato romeno. Per il questore il caso è chiuso, ma non per Mariani.

Un paio di racconti sono sbrigativi, ma tutti gli altri - con uno sviluppo maggiore - avrebbero potuto diventare dei bei romanzi. Soprattutto "In croce", secondo me il migliore.

E la Masella ha mantenuto la promessa, con una serie così avanzata, quando si è affezionati al protagonista e ai  vari personaggi, ci si intenerisce di fronte alla descrizione di certi momenti, come quello in cui Francesca annuncia a Mariani la loro prima gravidanza o per l'ingresso di Iachino nella squadra del commissario.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Detto, fatto, letto: prendere il toro per le corna, libro di almeno 300 pagine di cui rimandi la lettura da troppo tempo


mercoledì 20 agosto 2025

"I fantasmi di Ashburn House", Darcy Coates

 

Ipson è un paesino idilliaco immerso nel verde. Quello che la giovane Adrienne vede transitando sulla via principale le piace moltissimo e si bea della clamorosa fortuna che le ha fatto ereditare un'intera casa proprio quando il suo conto corrente è in rosso. L'entusiasmo cala quando il taxi che la sta portando a destinazione arriva in fondo a Ipson e viaggia ancora per venti minuti prima di affrontare uno sterrato inospitale per poi fermarsi davanti a una grande casa cupa e fatiscente, oltre che isolata. La corsa le lascia solo una banconota da venti dollari nel portafoglio che lei e Wolfgang, il suo adorato soriano, dovranno farsi bastare finché non arriveranno i compensi per gli ultimi due lavori da free lance realizzati. Adrienne vuole essere ottimista: senza un affitto da pagare le sue entrate saranno più che sufficienti e la casa una volta pulita risulterà sicuramente più accogliente. Ma già dalla prima notte sarà evidente che non saranno i soldi il problema più urgente da affrontare...

Prevedibile

Esistono libri sulle case infestate capaci di offrire spunti originali? Non questo.

Pubblicato nel 2016 da Darcy Coates, autrice australiana molto prolifica (ma in italiano hanno tradotto soltanto questo e "Dove non può trovarti"), racconta - in uno stile molto semplice - situazioni da horror dozzinale, dove tutto sa di già letto (soprattutto l'inizio, del tutto simile all'incipit di "A casa prima di sera", che però è stato scritto quattro anni dopo, quindi se qualcuno ha copiato l'idea è stato Sager, non lei), facendo dell'ambientazione il suo punto di forza e ripetendo più volte le stesse dinamiche senza dare nuova linfa al genere cui appartiene.

Ma - sorvolando su una protagonista da cartone animato, su un gatto che scodinzola per manifestare gioia (ma dai!!) e sulle ossa scricchiolanti di chi infesta la casa - riesce anche a dare quello che si cerca quando si affronta la lettura di un horror (che negli specchi trovano sempre grandi alleati), al punto da non renderlo piacevole come lettura serale.

Pessimi i titoli dei capitoli che spoilerano quello che si sta per leggere! 

Reading Challenge 2025, traccia annuale Editori: Fanucci


domenica 17 agosto 2025

"Il dilemma", B.A. Paris

 

Sobborgo alla periferia di Londra, sabato 8 giugno di un anno non precisato. Finalmente il grande giorno di Livia è arrivato, quello della festa per i suoi quarant'anni! Una festa a cui pensa da più di venti - sognandola, immaginandola e programmandola - che andrà a compensare quella che non ha potuto avere per il suo matrimonio perché aveva soltanto 17 anni ed era incinta. I genitori, rabbiosi, le avevano concesso solo un cerimonia breve e anonima, ma adesso avrà tutto, un vestito meraviglioso, un centinaio di invitati, un banchetto da favola e i suoi affetti più cari accanto. A eccezione di Marnie, la sua secondogenita, bloccata ad Hong Kong, dove studia da nove mesi. Una mancanza che le avrebbe rovinato la giornata se sei settimane prima non avesse scoperto qualcosa di brutto che riguarda Marnie, qualcosa che non ha ancora avuto il coraggio di raccontare a suo marito.
Adam vive per quella ragazza e sarà lei il più bel regalo che farà a sua moglie: Livia non lo sa, ma Marnie è riuscita a incastrare gli esami ritagliandosi i quattro giorni che le permetteranno di volare fino a Londra arrivando proprio nel pieno della festa.

Familiare

Può definirsi thriller un libro dove non avviene nessun crimine e dove non ci sono indagini?
Se basta la suspense per definirlo tale allora sì perché ne "Il dilemma" la tensione si avverte subito e non abbandona mai il lettore, se non nell'epilogo (che - non solo per questo motivo - sembra un'appendice estranea al romanzo).

Scritto nel 2020, è il quinto romanzo pubblicato dalla Paris, pseudonimo di Bernadette MacDougall, autrice inglese classe 1958. 

Era passato parecchio tempo da quando avevo letto i tre precedenti titoli tradotti in italiano (uno ce lo siamo perso): otto anni da "La coppia perfetta" (che non mi aveva convinta) e cinque da "La moglie imperfetta" (nettamente il migliore dei tre) e "Non dimenticare" (deludente). 

E cinque anni mi sono sembrati un buon intervallo per soddisfare la traccia della Challenge che prevedeva la lettura di un libro di cui si rimanda da troppo tempo la lettura.

"Il dilemma" meritava di essere letto prima. E' un drammone familiare (non riesco proprio a definirlo thriller) che si svolge nell'arco di ventiquattro ore scarse, con i capitoli che alternano le due voci narranti, quelle di Adam e di Livia, raccontando quello che sta succedendo nel presente, ma ricostruendo anche il passato: l'inizio della storia fra i due, qualche ricordo dei ventitré anni insieme e il passato più recente (e più importante).

Anche questa volta i personaggi della Paris mi hanno provocato molti nervosismi con i loro comportamenti e le loro reazioni così diversi da quelli che avrei avuto io. E se certe situazioni bisogna viverle prima di sapere cosa faremmo, è però vero che se ci conosciamo sappiamo cosa saremmo capaci di fare o di non fare. E fingere che sia tutto a posto è appena appena lontano da ciò che caratterialmente sono in grado di fare...

La fiction dà modo alla Paris di esagerare, portando certe situazioni all'estremo, ma è riuscita a trasmettere al lettore l'inferno delle quattordici ore vissute dalla coppia. Cadendo in quell'epilogo troppo semplice e rilassato, troppo diverso da tutto resto.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Detto, fatto, letto: un libro di almeno 300 pagine di cui rimandi la lettura da troppo tempo


mercoledì 13 agosto 2025

"Il peso dei segreti", Aki Shimazaki

 

"Nonna, perché gli americani hanno sganciato due bombe atomiche sul Giappone?"
"Perché ne avevano solo due"

Sono le 11.02 del 9 agosto 1945 quando gli Stati Uniti - tre giorni dopo aver annientato Hiroshima e 140.000 persone con la prima bomba atomica - sganciano la seconda su Nagasaki, causando altre 74.000 vittime e chiudendo di fatto la Seconda Guerra mondiale.

Leggere questo libro in concomitanza con l'80° anniversario non è stato casuale e per questo, esclusivamente dal punto di vista storico, è stato parzialmente deludente: il volume ha una struttura particolare,
 è una sorta di raccolta che racchiude i primi cinque romanzi (brevi) pubblicati dall'autrice (nata in Giappone nel 1954 e trasferitasi in Canada più di quarant'anni fa) fra il 1999 e il 2005; ognuno svela la storia di uno dei personaggi e sono proprio loro a raccontare le loro vite in prima persona, facendo - non solo della guerra e delle atomiche, ma anche della colonizzazione della Corea avvenuta nel 1910 e del devastante terremoto che colpì il Giappone nel 1923 - un contorno alle vicende personali, mentre un narratore esterno avrebbe permesso approfondimenti maggiori.

La bomba si ridurrebbe all'incipit (comunque di grande impatto: una donna morta da tre settimane ha lasciato una lettera alla figlia nella quale confessa che tre ore prima dello scoppio della bomba aveva ucciso il padre avvelenandolo) se non fosse per le descrizioni del fungo atomico e della situazione al suolo subito dopo l'impatto.

Di sicuro mi aspettavo una maggiore condanna verso gli americani: solo dopo aver descritto le atrocità compiute dai militari giapponesi nelle colonie asiatiche viene detto che "tutto questo non giustifica il ricorso alle bombe atomiche. Non era affatto necessario. Gli americani avrebbero potuto evitare quella catastrofe".
Un po' poco. 
C'è maggior biasimo per gli eccidi dei giapponesi in Corea e in Manciuria, per la discriminazione contro i coreani, per il loro massacro avvenuto dopo il terremoto.

Ma, nonostante il focus si sia rivelato diverso da quello che mi aspettavo, questo è un bellissimo libro.

La ricostruzione delle vite dei personaggi viene fatta avanzando con la lettura e copre diverse generazioni. I dettagli ricordano più che mai le tessere di un puzzle, a volte solo dopo diverse pagine si capisce che la persona che sta raccontando è quella già comparsa in un episodio precedente, non come protagonista, ma come semplice personaggio. Si costruiscono i legami, familiari e non, si forma la giusta cronologia degli eventi. E ci si immerge in una cultura molto diversa dalla nostra attraverso una narrazione piacevole e appagante.

Reading Challenge 2025, traccia stagionale crucipuzzle, estate: estate

lunedì 11 agosto 2025

"Mariani e le porte chiuse", Maria Masella

 

Genova, domenica 7 aprile di un anno non precisato. Il commissario Mariani è uscito malconcio dall'incidente in cui era rimasto coinvolto quattro mesi prima mentre percorreva la tangenziale di Milano. Fratture multiple agli arti inferiori e, scongiurato il pericolo di non poter più camminare, una lunga fase riabilitativa ancora in corso che lo ha reso l'ombra di se stesso. Fisicamente, ma soprattutto interiormente. La moglie Francesca mette in atto un estremo ricatto: "Se non ricominci a vivere, ti lascio". E la ripresa deve necessariamente partire da un'indagine personale per arrivare a capire se Lorenza Petri, l'ispettrice della sua squadra ormai smembrata, abbia davvero ucciso Attilio Salvago, persona in vista della Genova bene, che lei riteneva responsabile di aver ridotto in schiavitù una giovane senegalese, scaricandone poi il corpo davanti al Pronto Soccorso di San Martino come se fosse stata un oggetto ormai inutile perché rotto.

O cû e i dinê no se mostran a nisciun

Quindicesima puntata, scritta nel 2016, della serie con protagonista il commissario Antonio Mariani.

Un'altra lettura per me piacevole, anche molto, ma che ha messo a durissima prova la mia (scarsa) capacità di sorvolare sulle coincidenze e, questa volta, perfino sulla ripetitività: anche "Mariani e il caso irrisolto" vedeva il commissario indagare in via ufficiosa perché non operativo. In quel caso faceva tutto dal letto di ospedale, questa volta è già stato dimesso e sta completando la riabilitazione da casa, ma - seppur affrontando fatti criminali diversi - le dinamiche sono le stesse e un intervallo di cinque libri (che corrispondono a soltanto un paio d'anni di vita del personaggio) l'ho trovato esiguo.

Il vero tasto dolente sono le coincidenze: nella vita reale incappare sulle stesse persone a distanze temporali e geografiche sostanziali accade meno che raramente mentre questa storia si basa su tanti, decisamente troppi, intrecci di questo tipo.

Ma, come succede con le serie, a ogni nuova puntata si prova quel piacere simile a un ritorno a casa. In questo caso per me ancora di più grazie all'ambientazione genovese.

Ed ecco una foto scattata da mio marito a Campopisano, la piazza (di fatto, ma non di nome) della copertina e del sottotitolo:



Reading Challenge 2025, traccia di agosto: libri ambientati in città di mare


sabato 9 agosto 2025

"Ti ricordi di Sarah Leroy?", Marie Vareille

 

Bouville-sur-Mer (Normandia), primavera 2021. Fanny Courtin - figlia, moglie, madre, matrigna e giornalista - ambisce a diventare direttrice editoriale della versione web di “Mesdames”, l'importante rivista per cui lavora. Ruolo che le è stato promesso a patto che scriva una serie di articoli su Sarah Leroy, la quindicenne scomparsa vent'anni prima proprio dal suo villaggio natale, uno di quei casi capaci di sconvolgere un'intera nazione senza essere mai dimenticati.
E di sicuro Fanny non ha dimenticato nulla: Sarah era stata la migliore amica di sua sorella Angélique dall'infanzia fino a due anni prima della scomparsa. Nonostante il divario sociale fra le rispettive famiglie le due erano inseparabili, legate da quella complicità infantile, prima, e adolescenziale, poi, capace di escludere tutto il resto del mondo. Finché all'improvviso erano diventate nemiche, con tanto di rissa all'uscita da scuola.
Poi era arrivato il 3 settembre del 2001, quando Sarah era svanita nel nulla. Anche senza il ritrovamento del corpo c'erano stati un processo e una condanna.
Ma un'altra cosa che Fanny non ha dimenticato è lo strano comportamento di Angélique quella mattina di settembre.

Un gira pagina

Scritto nel 2022 e pubblicato in Italia a gennaio di quest'anno, titolo originale "Désenchantées", è un romanzo di cui ho sentito parlare tanto e sempre con entusiasmo, anche da parte di chi non ama particolarmente leggere gialli. Io sì ed è probabilmente per questo che gli ho trovato alcuni difetti (non troppi) che ora avrei piacere di elencare se solo potessi fregarmene degli spoiler.

Mi limito a dire che stile, trama e ingranaggi sono molto più vicini a uno Young Adult che a un giallo vero e proprio o forse mi faccio condizionare dalle copertine viste su Amazon France della decina di titoli precedentemente pubblicati da Marie Vareille (autrice nata nel 1985 in una deliziosa cittadina della Borgogna, Montbard) che sembrano appartenere a quel genere, come lo è "Se punti alla luna", l'unico suo lavoro a essere stato tradotto in italiano oltre a questo.

Anche l'età della maggior parte dei personaggi è da YA: se nel passato ci sono Sarah, Angélique e diversi altri ragazzini, nel presente c'è Lilou, la figliastra di Fanny, caparbia e risoluta, con tante fragilità interiori. Sarà lei a imbastire una nuova indagine amatoriale sul caso Sarah Leroy azionando una serie di meccanismi spesso inverosimili, ma magnetici: giovedì pomeriggio ero circa a metà e mi sono ritrovata a rimandare tutto quello che avevo in programma di fare (ovviamente non c'era nulla di urgente) finché non sono arrivata alla fine perché non riuscivo a interrompere la lettura. Sarebbe ingiusto pretendere di più da un'opera di puro intrattenimento, che comunque tratta tematiche importanti parlando di ingiustizie e iniquità, di amicizia e di solidarietà.

Un consiglio: non fate quello che ho fatto io, lasciate perdere la curiosità di vedere il numero dei capitoli perché sono anche titolati!

Reading Challenge 2025, traccia rebus di agosto: spiaggia e telo mare


mercoledì 6 agosto 2025

"La donna del faro", Ragnar Jonasson

 

Kálfshamarsnes (Islanda), 20 dicembre 2012. Ásta Káradóttir torna sulla penisola di Skagi dopo moltissimi anni: ne aveva soltanto sette quando il padre l'aveva mandata via, affidandola alla zia. Era successo dopo che la sorellina minore era morta precipitando dall'imponente scogliera, la stessa sorte che due anni prima era toccata anche alla loro mamma.
Due buoni motivi per decidere di non tornare mai più in quella inospitale lingua di terra. E, invece, eccola lì, circondata dal ghiaccio e dalle sole quattro persone ancora in vita fra quelle presenti ai tempi delle due tragedie. C'è un motivo se ha preso questa decisione, ma quando due giorni dopo il suo corpo viene rinvenuto alla base della scogliera sembra logico pensare che la donna sia tornata per farla finita allo stesso modo della madre e della sorella. Una deduzione che, però, non collima con i segni ritrovati sul collo di Ásta né con le tracce di sangue rilevate dalla scientifica all'interno del faro.

Positivamente ambiguo

Il giallo, scritto nel 2013, titolo originale "Andköf" (ansimare), è la quarta
 puntata della serie Misteri d'Islanda che segue a "L'angelo di neve", "I giorni del vulcano" e "Fuori dal mondo". 

Una serie pacata, ma coinvolgente, vicende che riescono sempre ad appassionarmi nonostante non ami la letteratura nordica.

Un protagonista, Ari Þór, a cui Jonasson ha dato molte insicurezze, aspetto che lo rende più vero (e piacevole) di quelli che sembrano usciti dai fumetti dei supereroi.

Un'Islanda dicembrina coperta da ghiaccio e neve dove però qualcuno dorme con la finestra aperta apprezzando
 "l'aria fresca" e dove qualcun altro nuota in mare anche in quella stagione.

Una storia ben costruita, che si sviluppa fra passato e presente, con un buon colpo di scena finale, non facilissimo da imbastire quando i personaggi si contano sulle dita della mano.

In conclusione un bel libro che ruota attorno al faro
 più brutto che abbia mai visto!



Reading Challenge 2025, traccia Pizzeria: frutti di mare, libro con il mare nel titolo o in copertina

lunedì 4 agosto 2025

"Violeta", Isabel Allende

 

Santa Clara (Cile), settembre 2020. Violeta del Valle è consapevole di non avere più molto futuro davanti ed è altrettanto riconoscente per il lungo passato che si lascia alle spalle. In pochi arrivano ai cent'anni e pochissimi di questi lo fanno mantenendo la lucidità necessaria per raccontare la propria vita a qualcuno.
E quello che fa Violeta, ricostruendo la sua intera esistenza in una lunga lettera per Camilo, il suo affetto più grande.
Una vita iniziata un venerdì sera di tempesta del 1920, quando il mondo contava le vittime della spagnola, fino ad arrivare a nuova, inattesa pandemia.

Suggestivo

Una settimana dopo aver finito "Il vento conosce il mio nome" mi mancavano la scrittura precisa e sempre godibile della Allende, così come il turbinio dei suoi personaggi. Sono quindi tornata subito da lei e al romanzo che ha scritto prima di quello (nel 2022).

Anche "Violeta" mi è piaciuto, ma meno rispetto ad altri suoi titoli. La vita (troppo) lunga della protagonista porta all'inserimento di un'enorme quantità di eventi e di tematiche etiche e sociali e 368 pagine sono poche per dare il giusto spazio a tutto.

Due pandemie, crisi economiche, una guerra mondiale, la guerra fredda.

I rovesciamenti di Stato in Cile, in Argentina, a Cuba. 

"Per tre anni la propaganda dell’opposizione aveva pronosticato il terrore di una dittatura comunista; ora sperimentavamo il terrore di quella di destra.
Diminuì molto la criminalità. I crimini li commetteva lo Stato, ma si poteva girare per le strade e dormire tranquilli senza essere rapinati dai delinquenti comuni."

L'ingerenza degli Stati Uniti nell'America Centrale e Meridionale. Quella degli europei in Africa.

Ma anche terremoti e cambiamento climatico. Femminismo e suffragio universale. 
Patriarcato e preti pedofili. La mafia.

Un secolo di grandi cambiamenti, ma leggere solo una frase su alcuni di questi macro argomenti l'ho trovato troppo riduttivo.

Prevalgono le questioni familiari, i legami, gli amori e le intolleranze. 

Violeta non mi è entrata nel cuore come le altre protagoniste della Allende e non per il realismo magico (d
el resto è nipote di Nívea - nonna materna - e di Clara - zia - de "La casa degli spiriti", non ci si può stupire per l'apparizione di qualche fantasma...), bensì perché è una borghese che per gran parte della vita trascura la politica per disinteresse e per convenienza.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Pizzeria: margherita, un libro con almeno un fiore in copertina

venerdì 1 agosto 2025

Reading Challenge: tracce di agosto

        



Tracce generiche:
  • libri ambientati in città di mare
    Mariani e le porte chiuse, Maria Masella (2 punti)
  • libri con un protagonista minorenne

Traccia cascata di lettere:
  • Vaso

Traccia rebus:
  • Ti ricordi di Sarah Leroy? Marie Vareille (3 punti)

Traccia dadi: 11 - 50 - 209


Traccia stagionale crucipuzzle, estate: 
  • Un colpo di vento, Ferdinand von Schirach (2 punti)
  • Demon Copperhead, Barbara Kingsolver (6 punti)
  • Il peso dei segreti, Aki Shimazaki (4 punti)

Traccia annuale Detto, fatto... letto: da cinque a dieci libri (19 punti)
  • fare di ogni erba un fascio, libro con un prato, delle piante o dei fiori in copertina
  • essere al verde, libro acquistato a prezzo scontato oppure usato o preso in prestito:
    Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani, Maria Masella
  • non tutte le ciambelle escono col buco, libro di un autore che ti ha deluso e a cui vuoi dare un'altra possibilità:
    Veleno, Kanae Minato
  • avere il prosciutto sugli occhi, libro con in copertina un volto di profilo o con elementi che lo nascondono:
    Come l'arancio amaro, Milena Palminteri
  • non tutte le strade portano a Roma, libro ambientato in una città italiana diversa da quella in cui vivi
  • restare di sasso, libro di un genere che non leggi spesso:
    Sono esaurita, Sophie Kinsella
  • essere alla frutta, l'ultimo libro di una saga o di una serie
  • prendere il toro per le corna, libro di almeno 300 pagine che avresti sempre voluto leggere, ma di cui rimandi la lettura da troppo tempo:
    Il dilemma, B.A.Paris
  • non vedere l'ora, una nuova uscita che aspetti da tempo
  • gallina vecchia fa buon brodo, un classico:
    Il pennino, Elin Wagner

Traccia annuale Pizzeria: da cinque a dieci libri (19 punti)
  • Focaccia, libro con la copertina bianca
  • Margherita, libro con almeno un fiore in copertina:
    Violeta, Isabel Allende
  • Marinara, libro con la copertina rossa
  • Frutti di mare, libro con mare nel titolo o in copertina:
    La donna del faro, Ragnar Jonasson
  • Viennese, libro ambientato in Austria o in Germania
  • Boscaiola, libro con un bosco o una foresta in copertina
  • Tricolore, libro di un autore italiano:
    La bocca del lupo, Remigio Zena
  • Diavola, libro dove il protagonista commette o è vittima di un atto spregevole:
    La terza inquilina, C.L. Pattison
  • Quattro stagioni, libro con una stagione nel titolo:
    Un'estate alla grande, Jennifer Weiner
  • Nutella, libro del proprio genere preferito:
    La prima bugia vince, Ashley Elston

I miei punti di agosto: 55



mercoledì 30 luglio 2025

"La figlia scomparsa", Jenny Quintana

 

Villaggio della campagna inglese, autunno 1982. E' un giovedì quando le sorelle Flores si salutano all'uscita da scuola. Gabriella, 15 anni, dice ad Anna, 12, che deve vedere qualcuno e le dà appuntamento più tardi al negozio del padre. Anna aspetta, ma Gabriella non arriva. Ad arrivare a casa loro quando è già sera è l'agente Atkins, chiamato dai genitori allarmati dal mancato rientro della figlia maggiore. Il poliziotto rivolge molte domande ad Anna che non ha risposte, davvero non sa dove sia finita sua sorella, ma non dice che doveva incontrare qualcuno, come non dice che pochi giorni prima durante la fiera ha visto Gabriella allontanarsi con un uomo, né della lettera che aveva in mano. Tace perché da giorni in casa Flores c'era tensione, continue discussioni fra i genitori e Gabriella, da cui lei veniva sistematicamente tagliata fuori. La madre le aveva anche chiesto di avvisarla se avesse visto Gabriella parlare con qualche sconosciuto e Anna aveva promesso, ma senza nessuna intenzione di fare la spia: non tradirà Gabriella che quando tornerà sarà grata per la sua lealtà.
Ma Gabriella non torna.
A tornare, invece, è Anna: trent'anni dopo la morte della madre la costringe a rimettere piede nel villaggio e le basta trovare un ritratto della sorella per riprendere quelle indagini personali che non erano servite alla bambina che era per ritrovarla, ma che forse adesso la porteranno a capire cosa le sia successo.

Introspettivo

Romanzo d'esordio dell'inglese Jenny Quintana. Scritto nel 2018, fatico moltissimo a considerarlo un thriller, genere in cui è stato inserito: sebbene tutto ruoti attorno alla scomparsa di Gabriella, quello che si legge è un dramma familiare e, più ancora, personale.
I trentun capitoli (più prologo ed epilogo) alternano gli accadimenti del 1982 con quelli del presente.

Anna è la voce narrante di entrambi i piani temporali e l'autrice è stata molto brava nel differenziare ragionamenti, reazioni e pensieri della bambina da quelli dell'adulta; eccezionale nel trasmettere i dubbi, le paure, ma soprattutto il senso di esclusione dalla famiglia provato dalla Anna dodicenne, un'età che le permette di capire la gravità di quanto è successo, ma che la preclude dai discorsi dei grandi che, travolti dalla disperazione, finiscono per dimenticarsi di lei.
Così Anna inizia una tenera investigazione privata alla ricerca di Gabriella nel villaggio, una ricerca che non porterà a nulla, né lei né chi legge perché - avendo solo Anna come unica fonte - anche al lettore mancano tutte le risposte dei "non detto" degli adulti.

Sono capitoli molto lenti (ed è più una caratteristica che un difetto) per questo libro il cui titolo perfetto sarebbe stato quello di "La sorella scomparsa" (quello originale è 
"The Missing Girl").

Nei capitoli del presente il ritmo è solo leggermente più incalzante, la Anna adulta riesce a incastrare tasselli fondamentali e la vicenda, che gli anni hanno trasformato in un cold case, regala maggiore suspense, specialmente nelle battute finali, continuando però a non rispecchiare ciò che personalmente intendo per thriller.

Un tipo di narrazione che mi ha ricordato moltissimo quello di Gillian Flynn, di cui ho letto soltanto il primo romanzo, "Sulla pelle - Sharp objects", ormai ben otto anni fa, ed è il ricordo di quelle tinte dark così forti a non avermi ancora spinta a leggere altro di suo.
La Quintata, forse, ha smosso dentro di me qualcosa in quella direzione.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Travestimenti: giaccone

domenica 27 luglio 2025

"Mariani e le mezze verità", Maria Masella

 

Genova, 15 novembre di un anno non precisato. La conyza è un arbusto caratterizzato da piccoli fiori gialli. In genovese la pianta si chiama nasca e sulle alture del levante cittadino ne crescono talmente tante che la zona già dal medioevo ha preso il nome di Nasche. Ed è lì che viene ritrovato il corpo di un uomo privo di documenti: sulla cinquantina - dall'aspetto curato, vestito con abiti costosi, compresa la cravatta di seta che gli è stata annodata attorno al collo come un cappio - è chiaramente stato ucciso altrove e poi scaricato in quel luogo isolato. Il commissario Mariani segue la procedura e cercando fra le denunce di scomparsa arriva a uno studio notarile della Genova bene: Alberto Percile, 52 anni, dall'inizio del mese non si è più presentato al lavoro. La segretaria riconosce il morto dalle foto che le vengono mostrate, ma non si tratta del suo capo, bensì di un imprenditore di Lecco che ha visto alcune volte nello studio di Percile.

Zoppicante

Quattordicesima puntata della serie del commissario Antonio Mariani, scritta nel 2014, che inizia tre mesi dopo quella precedente abbracciando un periodo di circa quattro settimane.

Una storia con diversi riferimenti ad alcune vicende passate, questa è una serie che va assolutamente letta seguendo l'ordine cronologico dei titoli (ma c'è chi legge i libri seriali andando a caso?!?).

Durante la lettura - che mi ha presa moltissimo, anche per tutti i ricordi personali che la Masella riesce sempre a risvegliare (questa volta, oltre all'ospedale dove sono nata e al cimitero dove è sepolta mia madre, compare anche l'istituto Casaregis, la mia scuola delle superiori) - pensavo compiaciuta al miglioramento degli intrecci gialli degli ultimi libri letti rispetto ai primi.
E fino a tre quarti la storia funziona benissimo, avvince e coinvolge. Il genere di reato su cui Mariani si trova a indagare è particolarmente odioso, dettaglio che innesca stati d'animo intensi, pena per chi è vittima e disgusto per gli artefici. Ma sul finale, quando vengono svelati i vari passaggi, ci si trova a dover fare i conti con una coincidenza gigantesca usata per spiegare il legame fra i personaggi, davvero troppo inverosimile e quindi fastidiosa.
Peccato, soprattutto perché sarebbe bastato modificare un piccolo dettaglio cronologico per rendere tutto credibile.

Reading Challenge 2025, traccia rebus di luglio: onda e fotografia

mercoledì 23 luglio 2025

"Il vento conosce il mio nome", Isabel Allende

 

Samuel ha solo sei anni quando la madre lo mette su un treno separandosi da lui per mandarlo in Inghilterra. E' il novembre del 1938 e l'Austria è diventata un pericolo per loro che sono ebrei.
Leticia ne ha solo sette quando entra negli Stati Uniti aggrappata alle spalle del padre attraversando di notte il Rio Grande. E' il gennaio 1982 e il mese prima tutte le persone del loro villaggio in El Salvador sono state massacrate.
Anche Anita ha solo sette anni quando si ritrova da sola negli Stati Uniti, in un centro di accoglienza al confine con il Messico. E' il dicembre 2019 ed è stata separata dalla madre a causa delle nuove politiche anti immigrazione americane.
Tre bambini costretti a scappare per salvarsi, terrorizzati, senza risposte, ma anche senza domande perché sono ancora troppo piccoli per capire i meccanismi dell'odio razziale.

Lacerante

Scritto nel 2023 è, al momento, il penultimo romanzo dell'autrice, un altro lavoro perfetto, con molta sostanza, dove i personaggi di finzione vivono fatti reali accaduti a molti anni di distanza fra loro e in continenti diversi. Un libro così bello da non farmi pesare neppure le sfumature di realismo magico presenti.

Si parte dalla sera del 9 novembre 1938: quella che passerà alla storia come la Notte dei Cristalli, quando i nazisti austriaci - con il pretesto dell'uccisione di un diplomatico tedesco 
avvenuta a Parigi per mano di un ebreo polacco - misero in atto un porta a porta per vandalizzare e distruggere le proprietà degli ebrei, massacrandoli e imprigionandoli.
Quando si parla di nazismo si pensa immediatamente alla Germania, dimenticando - a torto - l'Austria (una buona lettura in merito è il breve saggio di Eric Vuillard, "L'ordine del giorno").

Come d'abitudine la Allende inserisce nel romanzo persone realmente esistite, come l'olandese Geertruida Wijsmuller-Meijer, che grazie al Kindertransport salvò più di diecimila bambini ebrei.

Qualcuno dei loro discendenti starà facendo qualcosa per salvare i bambini palestinesi?

Il secondo orrore descritto è quello del
 massacro di El Mozete, avvenuto il 10 dicembre del 1981.

"Molti anni dopo, Leticia si ripropose di scoprire tutto il possibile su quel terribile dicembre del 1981 che aveva cambiato il corso della sua vita. Ci sarebbe voluto più di un decennio perché la verità iniziasse lentamente a emergere, visto che né al governo del Salvador né a 
quello degli Stati Uniti conveniva che si conoscessero i dettagli di ciò che era accaduto a El Mozote e in altri villaggi della zona. Negarono il massacro, vietarono le indagini e garantirono l’impunità agli assassini. Si era trattato di un’orgia di sangue perpetrata durante un’operazione di militari addestrati dalla Cia nella famigerata Escuela de las Américas a Panama, per combattere i rivoltosi del Frente Farabundo Martí. L’ingerenza degli americani, in difesa dei loro interessi politici ed economici, agevolò la sanguinosa repressione che vi fu nel paese per anni."

E si arriva ai giorni nostri e alla crudeltà messa in atto da Trump lungo il confine con il Messico, una politica approvata da molti (non solo negli USA). E lo hanno anche rieletto.

"Separare i bambini dai genitori è orribile, è una cosa assolutamente antiamericana.”
“Si sbaglia, è più americana di quel che pensa. Agli schiavi strappavano i figli per venderli. Alle tribù americane venivano sottratti i bambini perché fossero ‘civilizzati’ in orribili orfanotrofi gestiti dallo stato. Migliaia di questi bambini morirono di malattie contagiose o per denutrizione, e non ci sono nemmeno le tombe con i loro nomi.”
“Ha ragione. Qui i bambini sono sacri solo quando sono bianchi.

Molto comodo essere miopi su quanto gli Stati Uniti siano responsabili di certe realtà nel Centro e Sud America.

Gli americani hanno causato gran parte del disastro di quei paesi. Per far fuori i movimenti di sinistra, hanno armato, indottrinato e addestrato i militari e finanziato la repressione. La giustificazione era esportare la democrazia, ma abbiamo fatto esattamente il contrario: abbiamo rovesciato democrazie e imposto dittature brutali per difendere gli interessi commerciali delle aziende americane.

Reading Challenge 2025, traccia di luglio: libri con una farfalla in copertina


lunedì 21 luglio 2025

"Veleno", Kanae Minato

 

La traccia annuale della Reading Challenge "un libro di un autore che ti ha deluso e a cui vuoi dare una seconda possibilità" mi ha dato la giusta spinta per riprendere in mano Kanae Minato tre mesi dopo aver letto "Confessioni".

Il giallo è soprattutto in copertina

Con "Veleno" l'esperienza di lettura è stata leggermente migliore (ma non abbastanza da farmi mantenere il nome dell'autrice in wish list), principalmente perché trattandosi di una raccolta di sei racconti (pubblicata nel 2016) ho potuto intervallarli con altre letture avvertendo meno quel senso di oppressione che lo stile della Minato anche questa volta mi ha trasmesso.

"My Dearest"
Toshiko racconta a un poliziotto di non sapere perché sua sorella Arisa quella sera era uscita, di non essersi neppure accorta che non era in casa. E di come, proprio quando era scesa al piano terra mettendosi a cercarla, fosse arrivata la funesta telefonata della polizia.

"Best Friends"
Dopo anni di partecipazione a concorsi per sceneggiatori televisivi, un lavoro di
 Suzuka finalmente arriva fra i tre finalisti, ma a vincere è l'altra donna del terzetto, Mamiuda. Suzuka riuscirà a superare lo smacco o si farà trascinare dall'odio e dall'invidia?

"La colpevole"
Yukina va a parlare con l'investigatore che si occupa di un caso di accoltellamento per raccontargli cosa avvenne quando lei aveva dieci anni e il sospettato cinque.

"Una brava persona"
Asumi è stata cresciuta dalla madre con un imperativo: essere gentile, sempre, con chiunque. E lei lo è sempre stata, ma adesso le viene imputato l'omicidio di un collega. Possibile che Asumi non sia una brava persona, ma un demone, come sostiene la madre del ragazzo morto?

"Poison Daughter"
L'invito a una riunione di ex studenti porta Yumika, attrice affermata, a rivangare il rapporto fra lei e la madre, a suo dire tossico. 

"Holy Mother"
Racconto che è il seguito di quello precedente. Attraverso un incontro fra Yumika e Riho - migliori amiche da bambine e da adolescenti - il rapporto madre-figlia viene descritto da un altro punto di vista.

Sei protagoniste, e altri personaggi nella quasi totalità femminili, che raccontano le loro storie al centro delle quali ci sono rapporti complessi fra madri e figlie, tutti condizionati da intromissioni intollerabili che spesso sfociano in vere e proprie oppressioni.

Con nessuna ho sperimentato la "t
otale immedesimazione con le narratrici" di cui parla Eleonora Ala nella sua bella postfazione, nella quale spiega (anche) le questioni al centro della battaglie femministe in Giappone, il tipo di educazione riservata alle donne, gli ostacoli subiti da chi vorrebbe proseguire negli studi, le difficoltà nel fare carriera, eccetera, barriere che mirano a limitare il ruolo delle donne nella società a quelli di moglie e madre.

In pratica quello che molti vorrebbero anche per noi italiane!

Reading Challenge 2025, traccia annale Detto, fatto, letto: un libro di un autore che ti ha deluso e a cui vuoi dare un'altra possibilità



venerdì 18 luglio 2025

"Demon Copperhead", Barbara Kingsolver



Lee County (Virginia), a cavallo del nuovo millennio. Demon Fields - poi soprannominato Copperhead per via della sua folta chioma color rame - nasce un mercoledì, partorito da una madre appena maggiorenne che all'ospedale ha preferito la casa mobile in cui vive, rinunciando così alle varie opzioni antidolorifiche che avrebbero potuto somministrarle i sanitari, sostituendole con alcool e droghe. Demon non conoscerà mai suo padre, morto qualche mese prima della sua nascita. Una partenza sfortunata. Difficile affermarsi nel mondo senza mezzi e con pochi affetti. Probabilmente andrà male. Ma potrebbe anche andare malissimo.

Retelling puro

Un'esperienza molto diversa rispetto all'unica rivisitazione letta in precedenza: la "Biancaneve" di Barthelme - vestita di latex e aperta a qualunque tipo di eccesso - ha ben poco in comune con la principessa disneyana (e immagino anche con quella dei fratelli Grimm). Era stata una lettura tragica, non per le stravaganze raccontate, ma per il modo di scrivere dell'autore, troppo sperimentale per me. 

Questa volta è successo l'opposto: ho amato a dismisura lo stile della Kingsolver, ma - pur apprezzando la grandissima capacità del far rivivere il romanzo di Dickens in chiave moderna - mi ha lasciata perplessa come la storia nuova ricalchi in tutto e per tutto quella vecchia. 

"David Copperfield" lo avevo letto a luglio dell'anno scorso mentre ero in vacanza, seguendo poi il consiglio di chi mi aveva detto di non passare subito a questo per evitare la sensazione di "già letto".
 Un anno mi è sembrato il giusto intervallo di tempo per non rischiare di perdere i molteplici riferimenti e in effetti li ho trovati tutti, anche troppi.

Cambiano nazione ed epoca, ma il percorso di Demon segue passo passo quello di David, suscitando sensazioni analoghe, specialmente nella prima parte: impossibile non provare pena e angoscia per quei poveri bambini sfortunati e non affezionarsi a loro man mano che le angherie patite si succedono.

"Se devi reggerti in piedi in un mucchietto di merda e batterti perché è l'unico posto che hai, ci puoi scommettere che ti batti con le unghie e con i denti"

Dalla Kingsolver però - avendo letto del suo impegno a favore delle persone disagiate che vivono sugli Appalachi (lei è nata nel Maryland, nel 1955), senza dimenticare il suo attivismo nelle campagne pacifiste - mi aspettavo una maggior critica sociale: descrivere le condizioni di vita di certe categorie (come si limita a fare lei) spesso non basta per far capire ai più che per giudicare bisogna sperimentare e nella vita reale ben pochi si affezionerebbero a un Demon in carne e ossa, un tossico alto quasi due metri!

Dickens, quasi due secoli prima, aveva fatto qualcosa di più 
rendendo degni di stima personaggi dei bassifondi, ad esempio c'è un abisso fra la sua prostituta e quella della Kingsolver: tre quarti del Premio Pulitzer del 2023 lo ha vinto lui.

"Ma i cattivi ragionano in un altro modo. Tutto il male che fanno sono stupidaggini di poco conto. Quello che viene fatto a loro invece vale doppio"

Reading Challenge 2025, traccia stagionale crucipuzzle, estate: rugiada

 

mercoledì 16 luglio 2025

"La prima bugia vince", Ashley Elston

 

Lake Forbing (Louisiana), 2024. Lei è brava nel suo lavoro e sa di esserlo. Ma l'ultimo caso di cui si è occupata non è andato a buon fine, quindi sa anche che adesso Mr Smith pretenderà la perfezione assoluta. Non può fallire e non fallirà. Però le dispiacerà dover abbandonare il ruolo di Evie perché con Ryan sta sperimentando tutto quello che ha sempre desiderato: la vita di coppia, una casa con giardino, l'amore, la passione. Ma lei è una professionista, abituata a dover lavorare sotto copertura, e quando avrà trovato le prove dei loschi traffici di Ryan sparirà nel nulla, come ha sempre fatto, pronta per un nuovo incarico, con il sogno di poter un giorno tornare a essere se stessa, Lucca Marino.
Un nome particolare, unico. Finché una sera un vecchio amico di Ryan presentando a entrambi la donna che gli è accanto dice senza esitazioni: "Ryan, Evie, questa è Lucca Marino".

Imperfetto

Ashley Elston, autrice
 statunitense classe 1973, fino allo scorso anno aveva pubblicato solo Young Adult: questo è il suo primo thriller ed è anche il primo romanzo tradotto in italiano.

La trama è abbastanza originale, con una protagonista che non è né la vittima di un crimine, né l'investigatrice infallibile: Lucca ha 27 anni e una predisposizione naturale per la menzogna, caratteristica che l'ha messa nei guai, ma che poi è diventata la prerogativa principale per il suo (illegale) mestiere.
Invece non è originale l'uso dei salti temporali attraverso i quali viene raccontato il presente e viene ricostruito il passato di Lucca a partire dai suoi 17 anni, ma è un sistema che funziona sempre nei thriller e che qui è indispensabile per costruire e poi svelare i vari ingranaggi.

Nell'ultimo terzo l
a storia accelera, ma lo fa perdendo credibilità rendendo quindi il libro meno convincente, scatenando però una sensazione strana: non si vuole interrompere la lettura per scoprire come si sono svolti davvero i fatti, ma procedendo l'entusiasmo cala con l'aumentare di eccessi sempre più improbabili.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Pizzeria: nutella, libro del proprio genere preferito

lunedì 7 luglio 2025

"Un colpo di vento", Ferdinand von Schirach

 

Ferdinand von Schirach, avvocato e scrittore tedesco (Monaco, 1964), ha dichiaratamente preso le distanze dalla sua famiglia nazista.
Di suo nel 2012 avevo letto "Il caso Collini", bellissimo, e anche questa raccolta di undici racconti pubblicata da Longanesi nel 2010 mi ha pienamente soddisfatta.

Giuridico

Il filo conduttore è la voce narrante, un avvocato che descrive casi di cui si è occupato, ricostruendo i crimini e descrivendone l'epilogo, che non sempre arriva in un tribunale. 
Quasi tutte le vicende sono ambientate a Berlino, un paio sono banali, altre non risparmiano dettagli splatter e un titolo spoilera il finale, ma sono tutte storie interessanti per gli amanti dei legal thriller. Racconti che avrebbero potuto diventare tranquillamente romanzi, mi affascinano sempre gli scrittori che non temono di bruciare idee valide in poche pagine.

"Fähner "

Fähner è il cognome di Iriedhelm, medico di base della bellissima Rottweil, e questo è il racconto del suo lunghissimo matrimonio con Ingrid e del suo triste epilogo, un'unione di cui si salvò solo l'inizio.

"La tazza di tè di Tanata"

Una tazza del 1581 viene rubata e rivenduta per trenta euro da tre balordi che ne ignorano il valore. Tanata non si farà scrupoli per tornarne in possesso.

"Il violoncello"

Theresa e Leonhard Tackler, due fratelli rimasti orfani di madre da bambini e cresciuti senza affetto e senza alcun privilegio dall'autoritario e ricchissimo padre. Arrivati ai vent'anni tagliano il cordone ombelicale e per i tre successivi viaggiano per l'Europa. In Sicilia succederà qualcosa che cambierà drasticamente le cose.

Viene citato il borgo di Tornano sulle colline del Chianti, con il suo castello:


"Il riccio
"

Gli Abu Fataris sono otto fratelli libanesi, Karim è il più giovane. Si presenta al processo contro uno degli altri, Walid, accusato di rapina a un banco dei pegni. Testimonierà che in realtà erano a casa insieme, a guardare la televisione. Gli alibi forniti dai familiari non hanno valore, ma Karim viene ascoltato lo stesso. Tutti lo hanno sempre considerato scemo, ma lo sarà davvero?

"Fortuna"

Irina ha vent'anni ed è arrivata in Germania da uno, scappata dal suo Paese dell'Est dopo che la guerra si era presa tutto di lei. Si prostituisce per vivere, ma un giorno a un cliente viene un infarto fatale proprio quando è nel suo letto.

"Summertime"

Consuela lavora come cameriera a ore in un lussuoso albergo. Deve pulire la suite 239 e poi per quel giorno avrà finito, ma appena entrata si trova di fronte a una scena che le farà ritardare il ritorno a casa: il cadavere di una giovane donna con la testa sfondata da una pesante lampada di ghisa. Chi ha ucciso Stefanie Becker e perché?

"Legittima difesa"

In una stazione della metropolitana due skinhead cattivi prendono di mira la persona sbagliata, un uomo all'apparenza timoroso e che invece li fa fuori con due mosse fulminee.

"Verde"

Philipp, il figlio diciannovenne del conte di Nordeck, prende di mira le pecore: le uccide con diciotto colpi e cava loro gli occhi. Gli allevatori portano le carcasse al conte che paga il doppio del loro prezzo. Finché non scompare una ragazza di 16 anni, Sabine, la figlia del maestro. Doveva andare a Monaco da un'amica ed è stato proprio Philipp ad accompagnarla in stazione.

"La spina"

Feldmayer viene assunto come guardiano di sala nei Musei Civici. Per la svista di un'impiegata il suo nome non viene inserito nella turnazione. Cosa succede alla mente di un uomo che per ventitré anni si trova a fissare ogni giorno, per ore, una statua?

"Amore"

Patrik ferisce alla schiena la ragazza che frequenta da due anni, Nicole, con il coltellino svizzero con cui aveva appena tagliato la mela che avevano condiviso. I genitori assumono l'avvocato voce narrante e solo a lui Patrik spiega il perché di quel gesto.

"L'etiope"

Un uomo viene arrestato - o si lascia arrestare - dopo un colpo in banca. Si chiama Frank Xaver Michalka e ha rubato perché non sapeva come fare per tornare in Etiopia, dalla sua donna, dalla sua bambina e nel loro villaggio.
Il racconto più toccante.

Reading Challenge 2025, traccia stagionale crucipuzzle, estate: montagna