sabato 10 agosto 2019

"Dopo"


New York, 2010. Sarah Farber ha 31 anni e da dieci non esce dal suo appartamento a Manhattan: dopo la laurea ha trovato un lavoro che può svolgere da casa e l'unica persona che incontra oltre a Ben, il portinaio del palazzo che le consegna i pasti take-away, è la dottoressa Simmons, la terapeuta che la segue da dieci anni, appunto, cioè da quando Sarah è riuscita a scappare da un'isolata casa di montagna dove era stata rinchiusa per tre lunghi anni.
In quel tetro scantinato non era sola: al suo arrivo, incatenate al muro, c'erano anche Christine McMasters e Tracy Elwes, seviziate e torturate da più di due anni. E Sarah era stata rapita insieme a Jennifer, la sua migliore amica, l'unica a non essere sopravvissuta.
Il loro aguzzino è stato arrestato e da allora si trova in un carcere federale, da cui però potrebbe uscire entro breve in libertà condizionata. Perchè lui è stato condannato solo per sequestro di persona. Sarah si rende conto che è indispensabile riuscire a trovare il cadavere di Jennifer per dimostrare che è anche un assassino.

Avevo aspettative altissime su questo thriller, che invece è stato una delusione colossale. Coinvolgente fino a poco più del 30%, per poi perdere ogni credibilità. E' del tutto surreale che una persona con patologie come quelle di Sarah, che non riesce neppure a stringere la mano alla dottoressa e a cui basta un niente per precipitare in invalidanti attacchi di panico, all'improvviso esca di casa, prenda aerei, contatti estranei e si vesta di latex per andare di notte in un locale BDSM!

Il coinvolgimento delle altre due ragazze mi ha fatto pensare a delle Charlie's Angels improvvisate, con Sarah che a distanza di dieci anni elabora piani e trova riscontri ignorati a suo tempo dall'FBI, nonostante il Federal Bureau avesse "affidato il caso ai suoi agenti migliori".

Personaggi deboli (non se ne salva uno), con dialoghi e ragionamenti che mi hanno catapultata in continuazione dentro a uno di quei b-movie che hanno il solo pregio di farti spegnere la tv dopo cinque minuti pensando che è più costruttivo leggersi un buon libro: certamente non questo.
 
Reading Challenge 2019: questo testo risponde alla Traccia di agosto "un libro che soddisfi una traccia casata dei mesi scorsi" (ho scelto: un libro con un titolo al massimo di quattro caratteri)

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