giovedì 7 novembre 2019

"Heather, più di tutto"


New York, giorni nostri. Heather Breakstone e Robert (Bobby) Klasky hanno poco più di dieci anni di differenza ed esistenze opposte.
Lei è un’adolescente figlia di una ricca coppia borghese arrivata al matrimonio quando ormai entrambi erano prossimi ai 40 e sentivano l’urgenza di sposarsi. Passati dall’accontentarsi (soprattutto la donna) allo stare bene insieme, finendo con l’amarsi, anche con passione, per poi perdersi, anziché unirsi, vivendo in modo ossessivo (prima la donna e poi l’uomo) l’amore verso questa figlia capolavoro, bella, intelligente e buona.
Lui un giovane uomo nato e cresciuto nella periferia più degradata del New Jersey da una madre tossicodipendente, con una prospettiva di vita disastrosa da cui non è riuscito, né ha provato, a sottrarsi e con già un passato da galeotto quando la sua strada si incrocia con quella di Heather.
Ma non è una storia d’amore…

Matthew Weiner è il creatore e produttore di Mad Men, serie tv che non ho visto, nonché autore e produttore de I soprano, che non è stata la mia serie preferita in assoluto, ma che ho seguito con piacere.
Ero quindi curiosa di leggere questo suo primo romanzo e non sono rimasta delusa. Una storia che è commedia per un’abbondante prima metà e che poi si trasforma in un interessante noir.

Uno stile particolare, molto scorrevole nonostante anche i dialoghi vengano raccontati. Il punto debole sono i personaggi eccessivamente stereotipati: i due Breakstone adulti inconsapevoli di essere dei privilegiati e mai contenti del tanto che hanno e Bobby sbandato e delinquente senza possibilità di riscatto.

Uno scontro fra universi opposti che avrebbe meritato uno sviluppo più approfondito, ma forse Weiner voleva limitarsi a scrivere un romanzo breve.
Oppure nel suo di universo i Breakstone rappresentano una “famiglia come tante”, com’è scritto nella sinossi, mentre per lui è un assioma che uno nato povero con madre tossica debba essere per forza cattivo?

Reading Challenge 2019: collegamento a cascata con la traccia di novembre. Lo collego a "Brother" perchè entrambi gli autori sono nordamericani

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