martedì 30 dicembre 2025

"Sussurri", Ashley Audrain

 

Città mai menzionata del Nord America, settembre 2018. Negli anni Sessanta la zona di Harlow Street era un insediamento portoghese, giovani famiglie con molti sogni e poco denaro. Di quell'epoca solo Mara e Alberto sono sopravvissuti alla riqualificazione del quartiere, facendo di loro la coppia più anziana e della loro casa l'unica a non essere stata ristrutturata. Quella più lussuosa è senza dubbio la villa dei Loverly. Ed è nel loro bel giardino che Whitney ha organizzato una festicciola invitando amici e vicini di casa. Tutto risulta accurato e impeccabile, in perfetto stile Whitney, fino a quando il suo brutale "TIRATI SU, DEFICIENTE!" gridato a Xavier, il figlio maggiore, fa calare il silenzio.
Giugno 2019. Sono le cinque e mezza del mattino quando il bambino cade dalla finestra della sua cameretta al secondo piano della villa. Tre giorni di coma per lui durante i quali verranno messe a nudo le vite di sua madre, di Rebecca, di Blair e di Mara.
E nulla sarà piacevole.

Tranciante

Le mie letture del 2025 si chiudono ottimamente con il secondo romanzo della canadese Audrain e farei fatica a dire quale mi sia piaciuto di più fra questo e "La spinta", letto nel 2021.

Un thriller psicologico dove la maternità è di nuovo il tema portante, ma non c'è nulla di già letto. Qui abbiamo tre madri molto diverse fra loro e una donna che vorrebbe tanto esserlo senza riuscirci. Cinque figli in totale. E poi quattro mariti. Degli otto personaggi adulti di positivi ce ne sono soltanto due.

Una costruzione ben riuscita in cui la festicciola di settembre diventa in fretta il passato lasciando tutto lo spazio al presente, quei tre giorni di giugno dove un turbinio di eventi porterà alla luce i meccanismi marci che muovono, o hanno mosso, questi quattro nuclei familiari.

E, come nel romanzo di esordio dell'autrice, un altro finale (inteso come proprio come frase finale) che è un capolavoro.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Tombola: un libro con il titolo formato da una sola parola

sabato 27 dicembre 2025

"Non tutto si dimentica", Wendy Walker

 

Fairview, Connecticut, fine maggio di un anno non precisato. Jenny Kramer aspettava quella serata con tutta la trepidazione che può provare una quindicenne invitata a una festa dal ragazzino che le piace. Mandare giù vodka come se fosse acqua era stata la diretta conseguenza dell'averlo visto fare lo scemo con un'altra. Ritrovarsi a vomitare in bagno era stato l'effetto dell'alcool ingurgitato. Correre piangendo fuori dalla villa era stata la via di fuga più semplice per sottrarsi alle risate delle bulle della scuola.
Finire con l'essere brutalmente stuprata nel bosco sul retro della casa, invece, trascendeva da ogni possibile relazione fra causa ed effetto.
I ricordi di Jenny si interrompono al limitare del bosco perché in ospedale le hanno somministrato una terapia farmacologica capace di farle dimenticare il trauma subito. Trauma che secondo Alan Forrester, lo psichiatra che prende in cura Jenny quando otto mesi dopo lo stupro tenta il suicidio, bisogna recuperare per permettere alla ragazzina di ottenere le risposte di cui ha bisogno.

"Jenny non aveva ricordi dello stupro, ma il terrore vissuto continuava ad aggirarsi nel suo corpo"

Scritto nel 2016, non è il romanzo di esordio di Wendy Walker, autrice statunitense, nonché avvocato, specializzata in diritto della famiglia: ne ha scritto altri due, nel 2008 e nel 2009, questo è
 semplicemente il primo a essere stato tradotto in italiano (e dopo hanno tradotto i due successivi e basta, ignorando i quattro scritti fra il 2020 e il 2025).

La sinossi dice anche che Jenny non sa dello stupro, altra cosa non vera: sa cosa le è successo, ma non ne ha ricordo. La trama del libro, naturalmente, ruota attorno alla ricostruzione dei fatti accaduti quella sera, ma lo fa in modo inusuale attraverso la voce narrante, il dottor Forrester, lo psichiatra non solo di Jenny, ma anche dei suoi genitori che affrontano e reagiscono allo stupro in modo molto diverso.

La professione di Forrester genera approfondimenti su neuroni, cellule cerebrali, sinapsi, terapie, eccetera, eccessivi per un thriller che, per quanto psicologico, non è certo un saggio.

Un personaggio, questo Forrester, odioso nella sua ridondanza, che non esita a definirsi geniale sentendosi superiore intellettualmente alla moglie, al figlio, al detective che segue il caso, a chiunque.

Attraverso lui la Walker usa un 
meccanismo narrativo in principio accattivante, ma che diventa presto esasperante: butta lì un dettaglio sulla vicenda, di solito un qualcosa di importante che può essere la rivelazione di un tassello o una svolta nelle indagini, e poi passa a infinite digressioni che riguardano lo psichiatra e non il caso (come ha conosciuto la moglie, perché presta servizio di volontariato in un carcere, eccetera), con molteplici "vi ho già parlato" o "spiegato" o "detto" o "raccontato" o "accennato" che portano a inutili ripetizioni, ma è proprio il modo di raccontare a rendere il libro particolare e immagino fosse quello che l'autrice voleva ottenere. A me non ha convinta perché gli aspetti fastidiosi offuscano la storia.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Tombola: un libro con una donna protagonista


martedì 23 dicembre 2025

"Mariani e il secondo colpo", Maria Masella

 

Genova, lunedì 8 giugno 2015. Al commissario Mariani non piacciono i privilegiati. Meno che mai diventare una loro pedina. Ma la gerarchia non gli permette di rifiutare quando il questore gli chiede a titolo di favore personale di parlare con Alberta Scianni, amica di sua moglie. La donna è preoccupata, nella tasca di una giacca ha trovato una lettera di minacce indirizzata al marito, Claudio Corani, noto imprenditore genovese al momento irraggiungibile. Non potendo rivolgersi a lui, Mariani parla con Stefania Costanzi, la sua segretaria alla C&C, di cui Corani è unico proprietario. Da lei scopre che quella è l'ottava lettera ricevuta dal suo capo e il favore al questore diventa un caso vero e proprio quando due giorni dopo Corani viene trovato morto: la ferita mortale lo ha colpito alla nuca, ma l'autopsia rivela un secondo, inspiegabile colpo, inflitto da venti a trentasei ore dopo la morte.

Ramificato

Venticinquesima puntata (scritta nel 2022) della serie che ho iniziato a leggere subito dopo aver finito "Tempesta su Mariani" quattro giorni fa: e la tentazione di andare avanti così anche con gli ultimi tre titoli che mi mancano per mettermi in pari è grande, ma so che poi mi mancherebbero sia i personaggi sia le atmosfere genovesi (e sampierdarenesi) e preferisco lasciarmeli per il prossimo anno.

Questa è una delle vicende più ingarbugliate scritte dalla Masella, che scava nel passato di Corani, ma che riprende anche eventi dei libri precedenti (uno in particolare) rendendo - come sempre - necessario aver seguito l'ordine cronologico per riuscire a capire tutto.

Attraverso Anna Traverso (bel personaggio, ruvido e concreto, molto genovese) la Masella ricorda come non serva un titolo di studio per avere una cultura.

E, come in "Mariani e le giuste scelte", l'autrice parla del ponte Morandi, crollato tre anni dopo rispetto all'ambientazione della storia.

"La vista si apre verso la valle del Polcevera, vista tagliata dal ponte autostradale, sospeso e retto da piloni. Quando soffia la tramontana, percorrerlo è inquietante, si ha sempre la sensazione di precipitare giù, su palazzi che non sono stati costruiti sotto il viadotto, è quest’ultimo a essere stato tirato su dove era possibile, con i piloni fra l’abitato. Qui, da noi, lo spazio limitato non consente tante scelte."

Reading Challenge 2026, traccia di dicembre cascata di lettere: renne, rende

venerdì 19 dicembre 2025

"Tempesta su Mariani", Maria Masella

 

Genova, sabato 14 marzo 2015. Il corpo di Valeria Cottini, 26 anni, viene recuperato in mare. L'autopsia rivela che è stata uccisa alcuni giorni prima, squartata dalla gola all'inguine. Come le altre due: il 1° marzo il corpo di Beatriz Romero, ballerina ed entraîneuse in un night, ma nota anche come prostituta occasionale, era stato ritrovato a Sampierdarena, mentre dieci giorni dopo a Marassi il cadavere di Akame Liang era stato abbandonato vicino ai cassonetti della spazzatura. La donna lavorava in uno di quei centri per massaggi che sono solo una copertura per i bordelli orientali.
L'arma per i tre omicidi sembra essere la stessa, identico lo squarcio e la stampa ha già soprannominato l'assassino "killer delle prostitute", anche se la
 Cottini lavorava all'università come ricercatrice. Un errore di chi ha ucciso o era proprio lei la vittima prescelta e le altre due solo un modo per depistare le indagini?

Paterno

Ventiquattresima puntata della serie del commissario Antonio Mariani, pubblicata nel 2021: questa volta, oltre alla moglie Francesca, entra in gioco anche Manu, la primogenita (nata a serie già avviata e che qui diventa maggiorenne), che da personaggio di contorno finisce col fornire al padre l'indizio decisivo per la risoluzione del caso, rischiando grosso e dando così grande rilievo all'Antonio Mariani padre.

Le solite improbabili coincidenze di Maria Masella non solo portano la figlia a incrociare la strada della vittima del caso su cui lui poi si trova a indagare: nel momento del bisogno Manu viene soccorsa da un'infermiera che aveva conosciuto Mariani quando alcuni mesi prima era stato ricoverato nell'ospedale dove la donna lavora!
Ogni volta, leggendo questi intrecci, mi chiedo se in realtà Genova non sia una delle città italiane con la più alta densità di popolazione, ma un piccolo paesino dove tutti si conoscono, cosa che ovviamente non è, ma - chiudendo un occhio su questa reiterazione - anche questo è un bel giallo che cattura e trascina.

Reading Challenge 2025, traccia stagionale Crucipuzzle, autunno: carte

mercoledì 17 dicembre 2025

"Due brave sorelle", Jean Potts

 

New York, inizio primavera primi anni Sessanta. Lucy e Marcia, sono due sorelle sulla trentina con ben poco in comune, a parte il cognome e l'amore per la casa di famiglia, un edificio a schiera di quattro piani in pietra arenaria che a pian terreno funge anche da studio medico del padre, il dottor Edwin S. Knapp. Un padre egoista e tirannico, che Marcia ha soprannominato Sua Altezza. Lui non sa che appoggiando un orecchio al muro del seminterrato si sente tutto quello che viene detto nel suo studio. Scoprono così che di lì a poco sposerà la sua giovane e provocante infermiera, intestandole la casa.
Lucy e Marcia capiscono che devono fare qualcosa, e in fretta. Uccidere Pam, questo è il pensiero di Marcia. No, meglio uccidere lui, dice - a sorpresa - Lucy.
Ma un incidente stradale risolve la questione prima che loro possano concretizzare il patricidio. La fine di un incubo, ma l'inizio di un altro.

"Siamo colpevoli di omicidio senza aver ucciso nessuno"

Jean Potts, nata in Nebraska nel 1910 e morta a New York nel 1999, dopo aver lavorato come giornalista divenne autrice di gialli, ne pubblicò quattordici, questo (il settimo, titolo originale "The Evil Wish") lo scrisse nel 1962, attualmente l'unico a essere stato tradotto in italiano all'inizio di quest'anno nella collana Vintage di una casa editrice che non conoscevo, Edizioni le Assassine, che pubblica esclusivamente gialli, noir e thriller di autrici straniere donne.

Le "Due brave sorelle", in questi mesi in cui sto leggendo quasi esclusivamente narrativa gialla, si è distinto da tutti gli altri titoli per stile ed eleganza. Una storia che fino a dieci o quindici anni avrei giudicato antiquata, ma che adesso ho apprezzato tantissimo. Colpa/merito del mio invecchiamento, probabilmente, comunque un giallo garbato in cui la timida e insicura Lucy e la audace e autoritaria Marcia riescono a ingarbugliarsi al punto da finire col farsi ricattare per qualcosa che non hanno mai fatto, con un finale che avrei preferito diverso, ma sorprendente.

Reading Challenge 2025, traccia di dicembre: libri pubblicati in Italia nel 2025

lunedì 15 dicembre 2025

"La coppia della porta accanto", Shari Lapena

 

Cittadina nel nord dello Stato di New York, un venerdì sera di agosto di un anno non precisato. Anne Conti non ha nessuna voglia di andare a cena dai Stillwell. Da quando è nata Cora, sei mesi prima, non ha voglia di fare proprio nulla, solo di dormire e piangere. Soffre di una leggera depressione post-partum e ha paura che Marco, suo marito, si stanchi di lei e delle sue crisi continue. E' per questo che si è lasciata convincere ad andare dai vicini malgrado la baby-sitter abbia dato buca soltanto un'ora prima. In fondo Marco ha ragione, quello è un complesso di villette a schiera, la loro casa è attaccata a quella di Cynthia e Graham, avranno il baby monitor, non importa se lo schermo è rotto, se Cora piangerà la sentiranno. E poi andranno a controllarla alternandosi ogni mezz'ora. Alle undici ci va lei e resta a lungo con la bambina, tanto da rendere superfluo il controllo di Marco delle undici e mezza. A mezzanotte Anne torna in casa e la bimba dorme profondamente nella sua culla. Anche Marco la trova addormentata mezz'ora dopo. Ma quando rincasano all'una e venti la porta è socchiusa e la culla è vuota.

Consigliatissimo!

Scritto nel 2016, è il terzo degli undici thriller attualmente scritti da Shari Lapena (a luglio del prossimo anno è prevista l'uscita del dodicesimo), autrice canadese classe 1960. Soltanto quattro sono stati tradotti in italiano e, se sono tutti belli come questo, è davvero un peccato.


Anche qui, come
 ne "Le cose che non sai" letto il mese scorso, la narrazione viene fatta al presente in terza persona.

E' un thriller intenso, che a
ll'inizio sa un po' di già letto, ma che si rivela presto sorprendente grazie a una serie di colpi di scena ben innescati. Uno di quei libri da cui si fa fatica a staccarsi e se anche certi risvolti sono prevedibili il modo in cui vengono svelati mantiene vivo l'interesse in ogni pagina.

Reading Challege 2025, traccia annuale Tombola: un libro nella propria wish list



sabato 13 dicembre 2025

"Una brava ragazza è una ragazza morta", Holly Jackson

 

Little Kilton (Buckinghamshire), agosto 2018. Pippa Fiz-Amobi non sta bene. Dopo quello che è successo in primavera riesce a dormire solo assumendo lo Xanax e non sono mai sonni tranquilli, per non parlare di quella fastidiosa sensazione di avere ancora le mani sporche di sangue. E poi ci sono gli omini senza testa che qualcuno disegna col gesso nel giardino di casa sua. E i due poveri piccioni decapitati ritrovati in giardino. Secondo sua madre sono stati i bambini e il gatto dei vicini, ma lei non sa delle telefonate mute che Pippa riceve, né delle mail che arrivano all'indirizzo del sito del suo podcast:

"Chi cercherà te quando sarai tu a scomparire?"

Pippa ha un nuovo caso e questa volta è se stessa che deve salvare.

Implacabile

Scritto nel 2021, è il terzo e ultimo capitolo (mi manca solo il prequel, "Kill Joy", che finalmente sono riuscita a trovare) dopo "Come uccidono le brave ragazze" e "Brave ragazze, cattivo sangue", tre Young Adult capaci di calamitare anche una tardona come me.

Forse avrei fatto meglio a non leggerli senza interruzione perché in questo modo gli elementi e le dinamiche che si ripetono (e non sono poche) risultano più evidenti, ma va anche detto che più che una serie sembra un unico libro diviso in tre volumi.

Questo mi è piaciuto meno rispetto agli altri due, perché non amo i personaggi "giustizieri della notte" e qui l'improbabilità (se non l'impossibilità vera e propria) che una ragazzina riesca a fare tutto quello che fa Pippa aggiunge un carico negativo non indifferente.

Ma resta, come le due precedenti, una lettura scorrevole, intrigante, coinvolgente e leggera, nonostante i temi trattati.

Reading Challenge 2025, traccia di dicembre cascata di lettere: renne

martedì 9 dicembre 2025

"Vittime innocenti", Angela Marsons

 

Black Country, fine marzo 2017. Heatcrest Accademy è un istituto privato che segue i suoi studenti dai cinque anni fino all'università, ragazzi ricchi e privilegiati che spesso si trovano lì seguendo lo stesso percorso dei genitori o addirittura dei nonni. E' il caso di Saffie e Sadie Winters, di 16 e 13 anni, due sorelle che sembrano avere in comune soltanto il cognome: carismatica e dominante la prima, solitaria e riservata la seconda.
Quando la detective Kim Stone si trova a dover indagare sulla morte della minore sospetta subito che non si tratti di un suicidio, come sembrerebbe. E, ovviamente, il suo intuito non sbaglia.

Dinamico

Scritto nel 2018, 
"Dying Truthè l'ottava puntata della serie con protagonista la detective Kim Stone. Al momento le traduzioni italiane arrivano solo al quattordicesimo romanzo, mentre è già stato pubblicato il ventiquattresimo, ma sono certa che verranno recuperati visto il (meritato) successo.

Questo mi è piaciuto più degli altri, presenta una
 Kim Stone sorprendentemente compassionevole, ma soprattutto offre un ritmo serrato grazie a una storia che nel presente si sviluppa nell'arco di pochi giorni e in un ambiente ristretto, questo prestigioso istituto scolastico privato dove imperano le spietate (per me incomprensibili e intollerabili) leggi delle confraternite formate da persone che, in virtù del loro denaro e del loro potere, pensano di essere al di sopra della legge. Regole che qui non si fermano neppure di fronte ai legami e agli affetti familiari e che portano a fatti accaduti venticinque anni prima.

Le costanti scoperte fatte da 
Kim e dalla sua squadra sono continui piccoli colpi di scena che, concatenandosi, tengono sempre viva l'attenzione.

Il triste epilogo fa venire voglia di leggere subito il titolo successivo, peccato che da qui a fine anno abbia già una scaletta fin troppo piena.

Reading Challenge 2025, traccia annuale serie TV, Dexter: un libro con almeno un paio di omicidi


sabato 6 dicembre 2025

"Brave ragazze, cattivo sangue", Holly Jackson

 

"Benvenuti alla seconda stagione di Come uccidono le brave ragazze,
La scomparsa di Jamie Reynolds"

Little Kilton (Buckinghamshire), aprile 2018. Nonostante sia già trascorso un anno, 
Pippa non è ancora riuscita ad accettare del tutto quello che le sue indagini hanno portato alla luce riguardo alla morte di Andie Bell e di Sal Singh. La storia è diventata un podcast che, su suggerimento di Ravi, ha intitolato "Come uccidono le brave ragazze", sei puntate che hanno raccolto ampli consensi da parte degli ascoltatori che ora vorrebbero una seconda stagione. Cosa che Pippa esclude categoricamente: la sua carriera come investigatrice è iniziata e finita con quel caso. Sarà vero?

Consecutivo

Domenica scorsa, subito dopo aver finito di leggere "Come uccidono le brave ragazze", ho iniziato la seconda puntata (scritta nel 2020) e lo stesso farò stasera con la terza: ho troppe serie avviate e questa, essendo breve, voglio concluderla in fretta. 

Un tomo ancor più corposo del precedente (540 pagine) che nell'edizione cartacea deve avere un font molto grande (oltre alle parti con i disegni che riproducono chat su WhatsApp, pagine di agenda, eccetera) perché per i miei ritmi l'ho letto davvero in fretta.

E' comunque un'altra storia che scorre veloce, u
n seguito che ricalca un po' troppo trama e struttura del primo romanzo, risultando per questo meno sorprendente, ma creando validi collegamenti (in particolare uno scambio a cui Pippa assiste nel primo libro e che lì sembra essere un dettaglio di poco conto, qui viene ricordato perché ai fini di questo nuovo caso diventa estremamente rilevante) e lasciando aperte alcune porte che, immagino, verranno riprese nel romanzo di chiusura.

Mi è anche piaciuto, una volta arrivata alla fine, capire che una frasetta buttata lì, a circa metà storia, era in realtà un indizio importante, che non avevo colto.

E ora sono molto curiosa di scoprire se nel terzo capitolo Pippa dovrà venire a capo di un'altra scomparsa...

Reading Challenge 2025, traccia rebus di dicembre: albero e casa

lunedì 1 dicembre 2025

Reading Challenge: tracce di dicembre

            



Tracce generiche:
  • libri pubblicati in Italia nel 2025
    Due brave sorelle, Jean Potts (2 punti)
  • libri ambientati a Natale

Traccia cascata di lettere: 
  • Renne: Una brava ragazza è una ragazza morta, Holly Jackson (5 punti)
  • Rende: Mariani e il secondo colpo, Maria Masella (3 punti)

Traccia rebus:
  • Brave ragazze, cattivo sangue, Holly Jackson (5 punti)

Traccia dadi: 60 - 99 - 177


Traccia stagionale crucipuzzle, autunno: 
  • Le cose che non sai, Joann Chaney (4 punti)
  • Una strada tranquilla, Seraphina Nova Glass (3 punti)
  • Tempesta su Mariani, Maria Masella (3 punti)

Traccia annuale Serie TV: da tre a dieci libri (16 punti)
  • Grey's Anatomy, protagonista in ospedale come paziente
    Cosa si prova, Sophie Kinsella
  • Alias, protagonista si traveste
  • 2 Broke Girls, amicizia tra donne:
    Le amiche di sempre, Sue Hincenbergs
  • One Tree Hill, ambientato in una scuola:
    Come uccidono le brave ragazze, Holly Jackson
  • The Big Bang Theory, protagonista nerd
  • Streghe, presenza di magia
  • Beverly Hils 90210, ambientato in California
  • Dexter, almeno un paio di omicidi:
    Vittime innocenti, Angela Marsons
  • Brooklyn, poliziesco:
    Mariani e le ferite del passato, Maria Masella
  • Flashforward, almeno due salti temporali

12. Tombola: da due a sette libri (10 punti)
  • 8 dicembre: protagonista donna
    Non tutto si dimentica, Wendy Walker
  • 13 dicembre: dolce in copertina
  • 24 dicembre: libro nella propria whis list
    La coppia della porta accanto, Shari Lapena
  • 25 dicembre: libro ricevuto in regalo
  • 31 dicembre: fuochi d'artificio, orologio o calice di spumante in copertina
  • 1° gennaio: "anno" nel titolo o titolo di una sola parola o primo libro di una serie
    Sussurri, Ashley Audrain
  • 6 gennaio: calze, scopa o carbone in copertina

I miei punti di dicembre: 51



domenica 30 novembre 2025

"Come uccidono le brave ragazze", Holly Jackson

 

"Cosa successe davvero a Andie Bell il 20 aprile 2012? E se Salil “Sal” Singh non è colpevole, allora chi la uccise?"

Little Kilton (Buckinghamshire), luglio 2017. Sono queste le domande cruciali alla base della scelta di Pippa Fitz-Amobi di proporre alla commissione scolastica il caso di Andie Bell per il suo progetto di fine anno. All'epoca dei fatti aveva soltanto dodici anni, ma nella cittadina tutti sanno cosa accadde quella primavera. O meglio, tutti credono di saperlo: Andie era stata uccisa da Sal, che quattro giorni dopo si era suicidato. Aveva il cellulare della ragazza, tracce del suo sangue sotto alle unghie e prima di uccidersi aveva mandato un messaggio di scuse al padre. Poco importa se il corpo di Andie non è mai stato ritrovato. E' stata sicuramente uccisa da Sal, ci credono tutti. Tutti tranne Pippa.

Pimpante

A differenza de "La festa delle brave ragazze", questo è un eccellente Young Adult.

Primo titolo della trilogia omonima (c'è anche il prequel, "Kill Joy", introvabile in cartaceo e non disponibile in formato digitale), è anche il romanzo di esordio (2019) di Holly Jackson, autrice inglese classe 1992. Un libro corposo - 464 pagine divise in tre parti, quarantanove capitoli e svariati sottocapitoli - che si fa leggere facilmente grazie allo stile semplice (ma non povero né banale), a una costruzione dinamica, a un ritmo sostenuto, a una perfetta successione di scoperte con relativi incastri e a una protagonista frizzante e positiva.

Pippa è la figlia, sorella, amica, compagna di scuola e fidanzatina che tutti vorrebbero avere e poco importa se una ragazzina di 17 anni risolve un cold case con abilità superiori a investigatori professionisti. Anzi, è proprio grazie alla sua età e ai rapporti conseguenti se è in possesso, oppure ottiene, informazioni sfuggite cinque anni prima a chi aveva indagato. Che poi riesca a risolvere il caso con il solo aiuto di Ravi, il fratello minore di Sal, è chiaramente qualcosa che può accadere solo nella finzione letteraria, ma la Jackson ha saputo rendere la storia più credibile di tanti thriller con protagonisti adulti.

E facendo di Sal e Ravi due ragazzi di colore, oltre a dare a Pippa una famiglia multietnica, ha potuto inserire anche la tematica del razzismo, senza approfondirla più di tanto, ma offrendo comunque validi spunti di riflessione, importanti soprattutto in considerazione del target a cui si rivolge il libro.

"Fin da piccola suo padre le aveva sempre fatto notare le loro diverse esperienze del mondo, spiegandole le cose ogni volta che accadevano: ogni volta che qualcuno lo seguiva dentro a un negozio, ogni volta che qualcuno lo interrogava perché era da solo con una bambina bianca, ogni volta che qualcuno dava per scontato lavorasse nel suo ufficio come guardia di sicurezza e non come socio dell’azienda. Pip era cresciuta con la volontà di non essere mai cieca a tutto questo né all’invisibile progresso per il quale non aveva mai dovuto lottare."

Libro mi ha lasciato molta voglia di proseguire con gli altri due e, naturalmente, di recuperare la serie TV.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Serie TV: un libro ambientato in una scuola

venerdì 28 novembre 2025

"L'informatore", John Grisham

 

Tallahassee (Florida), estate 2011. Lacy Stoltz ha 36 anni, una laurea in giurisprudenza e un tranquillo lavoro alla CDG, la Commissione Disciplinare Giudiziaria incaricata di valutare l'operato dei giudici contro cui viene sporta denuncia. E' la metà di luglio quando sulla sua scrivania arriva il caso più grosso della sua quasi decennale carriera: Greg Myers, avvocato radiato dall'albo sei anni prima e riabilitato da uno, sostiene che il suo cliente ha le prove per inchiodare il giudice che, a detta sua, "ha rubato più soldi di tutti i giudici corrotti d’America messi insieme". Un giudice che ha alle spalle la cosiddetta mafia della palude e non ci vuole molto prima che il caso più grosso di Lacy diventi anche il più pericoloso.

Adrenalinico

"Ho di nuovo lasciato passare due anni dall'ultimo romanzo letto di Grisham. Ormai è una barzelletta: ne leggo uno, mi rendo conto di quanto mi fosse mancato, mi riprometto di leggerne almeno uno a bimestre (e non sarebbe male considerato che dopo questo del 2015 ne ha scritto ben altri undici, quindi ne ho tanti da recuperare...) e immancabilmente i due mesi diventano due anni."

Così scrivevo il 25 gennaio 2023 dopo aver letto "L'avvocato canaglia" e, nonostante i buoni propositi, sono riuscita a far passare non due, ma quasi tre anni e i libri da leggere dopo questo nel frattempo sono diventati quattordici!

"L'informatore" è stato scritto nel 2016, quindi non troppo tempo fa, ma è un thriller d'azione vecchio stampo (mi ha fatto provare le stesse sensazioni de "L'uomo della pioggia"), per gran parte forse prevedibile e con il fratello della protagonista che ricorda un po' troppo Indiana Jones, ma è in grado di catturare grazie a un ritmo che si fa via via sempre più serrato.

Grisham descrive un'America che pensa solo a combattere i jihadisti, veri o presunti, mettendo da parte ogni altro genere di criminalità, organizzata o meno. Pochi sembrano davvero interessati a smascherare un giudice corrotto sul libro paga della 
mafia locale, mafia che ha finanziato un casinò costruito sulle terre dei nativi americani.

"L’espressione nativo americano è un’invenzione politicamente corretta dei bianchi sprovveduti per mettersi la coscienza a posto, quando in realtà i nativi americani si autodefiniscono “indiani” e ridono sotto i baffi di noi che non lo facciamo."

Nella storia di Grisham ci sono indiani onesti e indiani disonesti, ma attraverso i suoi personaggi mi ha fatto scoprire particolari che ignoravo della solo storia e, soprattutto, della loro organizzazione.

Preferisco i suoi legal thriller, più che altro perché fughe e inseguimenti mi mettono tanta ansia (e qui fra mafiosi e FBI in quasi ogni capitolo c'è qualcuno che rischia di essere stanato), ma per tematiche e ambientazioni il libro avrebbe meritato di diventare anche un film.

"Nel mio mondo, nel nostro mondo, ci sono troppe armi e succedono troppe cose brutte per colpa loro"

Reading Challenge 2025, traccia di novembre cascata di lettere: lupo, cupo


mercoledì 26 novembre 2025

"Cosa si prova", Sophie Kinsella

 


Nell'aprile 2022, Madeleine Sophie Wickham, alias Sophie Kinsella, annunciava sui social di avere un cancro al cervello. Glioblastoma, il tumore cerebrale più aggressivo che colpisce per lo più fra i 45 e i 65 anni lasciando ben poche speranze di diventare anziani. Occorre un intervento chirurgico invasivo con lo scopo di asportare quanta più massa possibile e poi chemioterapia, radioterapia e scongiuri (o preghiere, a seconda del gusto personale), nella speranza di evitare una recidiva, cosa molto comune con questo tipo di cancro.

Due anni e mezzo dopo (ottobre 2024) l'autrice ha pubblicato "What Does It Feel Like?".

Commovente

Autobiografia romanzata dove Eve Monroe, moglie di Nick e madre di cinque figli, scrittrice di successo grazie alla fortunata serie "Ehi spendacciona", un giorno si risveglia in ospedale senza ricordare di esserci entrata. Ha subito un intervento di otto ore alla testa, ma lei ha dimenticato la terribile diagnosi. Deve reimparare a parlare e a camminare, ha bisogno di assistenza e ha enormi problemi con la memoria a breve termine.

Un libro breve, soltanto 132 pagine che si leggono in un paio d'ore scarse, dove la Kinsella cerca anche di strappare qualche sorriso con quell'umorismo che ha reso inconfondibili le protagoniste dei suoi libri. Solo che questa volta c'è poco da ridere, Eve non è un personaggio di fantasia che fa dello shopping il centro della sua esistenza: quello che descrive è ciò che l'autrice ha davvero sperimentato, un libro che finisce solo sulla carta, mentre nella realtà immagino che la battaglia sia ancora in corso e, da quel poco che ho letto sulla patologia, è difficile essere ottimisti.

Edit 10 dicembre: ciao Sophie ♥

Reading Challenge 2025, traccia annuale Serie TV, Grey's Anatomy: un libro in cui il/la protagonista finisce in ospedale come paziente

lunedì 24 novembre 2025

"La festa delle brave ragazze", Shannon Hollinger

 

Waverly (Massachusetts), anni Ottanta. Le prime a conoscersi erano state Liz e Sami, erano al parco giochi e avevano quattro anni. Nello stesso parco poco dopo al duo si erano aggiunte Amy e Mo, cugine identiche nell'aspetto e opposte nel carattere. Il legame che le univa si era rafforzato anno dopo anno, compagne di scuola, amiche, sorelle: sempre insieme, sempre pronte a fare fronte unico e a compensare quello che non ricevevano dalle famiglie.
Fino alla notte del 22 maggio 1999, una serata su cui fantasticavano da anni, quella del ballo di fine anno, un evento su cui avevano grandi aspettative, ma di certo nessuna poteva immaginare che avrebbe cambiato le loro vite, non in quel modo.

Adolescenziale

Un altro thriller da cui avrei preteso meno se fosse stato classificato come Young Adult.

Shannon Hollinger, nata in Florida nel 1981, negli ultimi due anni ha pubblicato a raffica: una serie da cinque libri, un'altra da due e quattro romanzi autoconclusivi, come questo (al momento l'unico a essere stato tradotto in italiano insieme a "Come sorelle"). Viene da pensare che un editore nel 2023 abbia aperto il cassetto dove conservava tutti i suoi manoscritti.

Il libro ha un titolo originale che non mi spiego: "The Slumber Party", un pigiama party citato anche nella sinossi italiana che nel testo non esiste. L'evento clou riguarda il ballo scolastico di fine anno, è da lì - nel prologo - che inizia la storia per poi procedere con gli abituali salti temporali, con le quattro protagoniste (tutte voci narranti) che si alternano nei vari capitoli ricostruendo il passato, da quando erano piccole fino a quella notte, e descrivendo ciò che accade nel presente, quindici anni dopo, quindi nel 2014.

La storia regge all'inizio (nonostante la banalità dei dialoghi che non migliorano nelle parti in cui le ragazzine sono ormai donne adulte), ma presto sembra che le idee dell'autrice si siano esaurite, per lo meno quelle con un minimo di logica e tutto quello che segue risulta poco credibile sotto vari aspetti, mal costruito e mal spiegato.

Quello che ho amato è l'oggetto libro: font meraviglioso (grande e ben inchiostrato), bella interlinea e apertura a 180° (quasi) senza aiuto.

Reading Challenge 2025, traccia di novembre: cartacei con un prezzo di copertina inferiore ai 20€


sabato 22 novembre 2025

"Le amiche di sempre", Sue Hincenbergs

 

Costa orientale degli Stati Uniti, giorni nostri. Pam e Hank, Shalisa e Andre, Nancy e Larry, Marlene e Dave: quattro coppie di amici over 60, matrimoni che durano da più di trent'anni, come la loro amicizia. Un sogno comune, quello di arrivare alla pensione e andare ad abitare in quattro case vicine e in riva al mare. Sogno che i quattro mariti hanno mandato in fumo cinque anni prima quando, senza nemmeno consultarle, hanno investito tutti i loro risparmi in un fondo rivelatosi poi fallimentare. Addio casette al mare, addio spiaggia assolata, addio aperitivi bevuti al tramonto sulla terrazza di una coppia o dell'altra. Un duro colpo per i quattro amori, ma un consolidamento delle amicizie, quelle maschili da una parte e quelle femminili dall'altra. Però qualcosa di buono i mariti lo hanno fatto: un'assicurazione sulla vita a sei zeri.
E alle mogli adesso serve solo una cosa: un bravo sicario!

Confortante

Che Sue Hincenbergs prima di mettersi a scrivere facesse la produttrice televisiva (canadese) è quasi impresso su ognuna delle 416 pagine di questo che è il suo primo romanzo (uscito quest'anno): "The Retirement Plan" è un cozy crime di facile lettura davvero piacevole che vedrei benissimo anche sul piccolo schermo, una storia di amicizia, amore e rapporti umani che diverte e, a suo modo, emoziona, riuscendo anche a insegnare qualcosa.

Avrei magari evitato di dare ai personaggi sgradevoli la nazionalità indiana (soprattutto avrei fatto a meno delle atmosfere stile Bollywood sognate da una di essi), ma tutto sommato si prestano bene per l'infinita gara fra equivoci e fraintendimenti che permettono alla storia di funzionare.

Invecchiando mi trovo sempre più a mio agio con protagonisti attempati, questi hanno solo una decina di anni scarsa più di me e anche al mio matrimonio manca poco per arrivare alle nozze di perla (grazie a Google che dà tutte le risposte che si cercano!): con queste quattro "ragazze" non mi sono sentita esclusa come mi succede leggendo la Rooney (tanto per fare un nome), in particolare mi sono ritrovata in Pam, con il suo amore per Elmer, il suo adorabile meticcio, per il motivo che fa scattare in lei l'istinto omicida verso il marito e per la sua preveggenza:

"Pam leccò il sale del Margarita rimasto sulle sue labbra, osservò le persone sedute a tavola nel suo giardino, e si chiese quale dei suoi amici sarebbe morto prima"

Dopo appena due giorni avrà la risposta ^^ 

Reading Challenge, 2025, traccia annuale Serie TV, 2Broke Girls: un libro con amicizia fra donne


mercoledì 19 novembre 2025

"Il silenzio dell'amore", Clare Empson

 

Inghilterra, fine 2016. Catherine Elliott, 34 anni, da quasi quattro mesi ha smesso di parlare. Lo psichiatra della clinica dove è ricoverata le ha diagnosticato una forma di mutismo selettivo: l'impedimento non è fisico, ma psicologico. Non è riuscita a elaborare il trauma che l'ha travolta alla fine dell'estate.

"Non parlare è la sua difesa"

E la terapia del medico consiste nell'essere lui a farlo, ricostruendo per lei le sue sofferenze risalenti a quindici anni prima: il lutto per la morte della madre e la rottura con Lucien Wilkes, il grande amore della sua vita.

Giallo solo per daltonici

Clare Empson, ex giornalista inglese, ha all'attivo soltanto due romanzi. Questo è il primo, 
titolo originale "Him", pubblicato nel 2018 (il secondo, "Mine", uscito l'anno successivo, al momento non è stato ancora tradotto in italiano).
Un romance 
(anche parecchio melenso) che cerca di ricreare la suspense di un thriller girando attorno al mistero principale (cos'è successo o cos'ha visto Catherine per ritrovarsi a non riuscire più a parlare?) e portando (con estrema lentezza) chi legge a ricostruire i fatti del passato.

Se l'atto finale è abbastanza sorprendente, tutto il resto è palese per chiunque, tranne che per la protagonista che per quindici anni si strugge nel rimorso e nella vergogna.

Le 333 pagine del romanzo sono divise in 74 brevi capitoli con Catherine voce narrante del presente e del passato, quello del 2001 e quello della fine dell'estate. Ma i fatti di questo passato recente vengono raccontati anche da Lucien nei capitoli che lo riguardano, cosa che a volte funziona (stesso episodio descritto da due punti di vista diversi) e a volte crea ripetizioni inutili.

Il libro ha raccolto poche recensioni, ma molte stelline sia su Amazon che su IBS: io lo stronco per l'inganno, non mi piace comprare un giallo/thriller e trovarmi a leggere una (brutta) storia di amore, con la protagonista di una "bellezza sovrannaturale", il protagonista di una "bellezza sfacciata" (per poi leggere che ha la stessa bocca di Mike Jagger!!), l'antagonista "scandalosamente bello", storia in gran parte raccontata abusando del passato remoto e con la presenza di diminutivi urticanti ("confezioncina"), con più della metà dei personaggi che sono ereditieri nullafacenti (uno anche aristocratico) con una vita fatta di vizi, alcoolici, droghe e divertimenti in magioni miliardarie.

E due grandi sconfitti: uno è Sam, il marito di Catherine, il padre dei suoi figli, consapevole che lei non ha mai smesso di amare l'altro.

E poi il primo coniglio ucciso da Lucien quando da bambino andava a caccia col padre, un suo "dolce" ricordo:

"Al crepuscolo c’eravamo soltanto io e lui, vestiti come soldati, distesi a pancia in giù, gli occhi socchiusi, in attesa. Mi ricordo esattamente di come il cuore iniziò a battermi quando spuntò la prima famiglia di conigli. Sapevo di non dover parlare, di non dover quasi respirare, mentre guardavo attraverso il mirino, osservando, osservando, aspettando, aspettando, premendo lentamente il grilletto proprio come mi aveva mostrato lui, per poi fermarmi e sparare. Bang. La mia prima preda in assoluto, un colpo dritto alla testa che aveva fatto gridare di gioia mio padre: bravissimo, figliolo! Bravissimo!

Certo dispiace sapere che di lì a poco il padre si sarebbe suicidato... quando si dice: fare buon uso delle armi (anche se troppo tardi)!

Reading Challenge 2025, traccia di novembre cascata di lettere: lupo


domenica 16 novembre 2025

"Mariani e le ferite del passato", Maria Masella

 

Genova, 15 gennaio 2015. Sono passati esattamente due mesi da quando l'auto del commissario Mariani è stata travolta dall'esondazione del Cerusa a Voltri. La frattura dello sterno è guarita, ma la paura per il rischio di infarto causato dall'incidente non ha abbandonato né lui né la moglie Francesca. Non avendo ancora ripreso servizio ha tutto il tempo per dedicarsi a un episodio che gli racconta sua madre e che risale a settant'anni prima, quando Emma era una staffetta partigiana nel Monferrato. E' lì che era nata la sua amicizia - durata tutta la vita - con una coetanea ebrea, Noemi, che si nascondeva in campagna con la sua famiglia. Noemi è morta da un mese ed Emma ha aperto la busta gialla che le aveva lasciato, pregandola di far leggere il contenuto ad Antonio perché qualcuno a lei caro potrebbe avere bisogno dell'aiuto di un commissario di polizia.

Coincidenze ad ampio spettro

Ventitreesimo episodio della serie, di cui alla fine di ottobre è uscita una nuova puntata, cosa che mi ha fatto proprio piacere perché, leggendone uno o due al mese, non me ne restano molti da recuperare.

A non farmi piacere, invece, sono state le coincidenze su cui (anche questa volta) si basano gli intrecci della storia: se in altri autori mi risultano insopportabili, con la Masella mi sono ormai rassegnata a doverle accettare come un suo tratto distintivo, ma proprio non riesco a non criticarle.
Qui abbiamo personaggi le cui vite si incrociano anche più volte per caso in città diverse e a distanza di molti anni, casualità che innescano eventi che poi si rivelano determinanti. Situazioni del tutto improbabili, senza le quali si avrebbe un giallo più lineare, più convincente e più credibile.

Ed è un peccato soprattutto perché spesso sono meccanismi che non arricchiscono la storia, ma la complicano inutilmente, questa volta più che in altri casi precedenti a causa dell'esigenza di creare un collegamento fra un episodio accaduto nel 1944 e un duplice, atroce omicidio del presente: una giovane madre e il suo bambino di tre anni sgozzati senza pietà.

Un'ambientazione che tocca Nizza Monferrato, Torino, Alessandria, Biella e Piacenza, ma dove Genova resta la protagonista assoluta.

"Città strana la nostra, amata soltanto da chi la conosce. E soltanto amandola si riesce a conoscerla: qui ci teniamo dentro gioie e dolori, sconfitte e vittorie. Rocciosi come montanari e avventurosi come naviganti.

Reading Challenge 2025, traccia annuale Serie TV, Brooklyn: un poliziesco

mercoledì 12 novembre 2025

"Una strada tranquilla", Seraphina Nova Glass

 

"A Brighton Hills non succede mai niente.
Non alla luce del sole."

Costa dell'Oregon, giorni nostri. Il buio della sera è reso ancora più fitto dalla pioggia battente e dai rami degli alberi. Caleb è in preda al panico, bagnato fradicio, urla le sue scuse alla persona seduta in macchina. Un attimo dopo l'auto gli finisce addosso, l'urto lo fa volare in alto e ricadere pesantemente a terra. La testa sbatte sull'asfalto, ma è ancora vivo. Una voce femminile che si avvicina gli dà speranza, vuole chiamare i soccorsi. Un'altra voce, maschile, dice che non possono farsi trovare lì. Caleb li vede andare via. La disperazione viene mitigata dal suono delle sirene in avvicinamento, ma quando arrivano lui è già morto.

Wisteria Lane 2.0

Ho raccontato il breve prologo di questo bel thriller domestico caratterizzato da un'ambientazione e da tre personaggi femminili che, pagina dopo pagina, mi hanno fatto immaginare di essere sul set di "Desperate Housewives".

Seraphina Nova Glass, dopo un primo thriller scritto nel 2014, dal 2020 nel ha pubblicati altri sei e tre usciranno nel 2026. Questo, del 2022, per ora è l'unico a essere stato tradotto in italiano, ma spero che non verrà dimenticata da Fazi perché mi piacerebbe molto leggerla ancora.

La strada tranquilla (o presunta tale) si trova nel comprensorio di Brighton Hills, formato da lussuose ville immerse in un parco idilliaco. E' lì che Caleb Moretti ha vissuto per i 22 anni della sua breve esistenza, insieme ai suoi genitori. Ed è lì che continua a vivere Paige, la madre, che nell'anno trascorso è riuscita ad andare avanti solo grazie alla volontà di scoprire chi è stato a ucciderle il figlio. E' convinta che si tratti di uno degli altri residenti e per questo li spia tutti. E spiando ne ha scoperte tante di cose sui suoi vicini. Ad esempio che Cora, l'unica amica che le è rimasta, forse non è una pazza visionaria come sostiene il marito, accusato continuamente di esserle infedele. E che Georgia, la giovane moglie del giudice Kinney, non sembra stare benissimo...

Paige, Cora e Georgia: sono loro le tre "casalinghe disperate" di questa storia. Un thriller drammatico con spunti tragicomici che punta sulle differenti personalità delle tre protagoniste, all'inizio detestabili, ma con cui si finisce per empatizzare lasciandosi trasportare dalle loro vicende.

Perché Paige merita giustizia, perché Cora merita rispetto e perché Georgia ha bisogno di aiuto.

Reading Challenge 2025, traccia stagionale Crucipuzzle, autunno: ghirlanda


lunedì 10 novembre 2025

"Le cose che non sai", Joann Chaney

 

Denver (Colorado), dicembre 2008. Dopo settimane di appostamenti i detective Paul Hoskins e Ralph Loren sono finalmente riusciti a ottenere un mandato di perquisizione per la villa di Jacky Seever, gioviale e insospettabile ristoratore molto noto in città. Una telefonata anonima ha indirizzato l'attenzione della polizia su di lui e la successiva denuncia di una ragazza ha aperto loro le porte, ma non erano preparati a ciò che avrebbero scoperto: trentun cadaveri in vario stato di decomposizione nascosti nel vespaio sotto alla casa!
Se è il tribunale a condannare Seever, l'opinione pubblica fa altrettanto con la moglie Gloria, non credendo alla sua versione dei fatti, quella di non essersi mai accorta di nulla perché ha obbedito al marito che le aveva vietato di entrare nel garage.
Novembre 2015. Manca un anno all'esecuzione di Seever quando gli omicidi ricominciano, con le stesse modalità. Compreso un particolare di cui pochissime persone erano a conoscenza.

"Non finirà mai"

Primo romanzo scritto dalla statunitense Joann Chaney nel 2017 (
un altro scritto due anni dopo, "As long as we both shall live", non è ancora stato tradotto in italiano), un thriller che sicuramente avrei apprezzato di più se i pareri entusiastici raccolti non avessero alzato tantissimo le mie aspettative, che alla fine sono state deluse.

Un discreto thriller, reso particolare dalla scrittura che racconta la storia in terza persona con una narrazione al presente, stile che ho trovato raramente nei libri e che, forse anche per questo, non mi è dispiaciuto affatto.

Sono, invece, penalizzanti ritmo e personaggi, anacronistici per un romanzo scritto meno di dieci anni fa e ambientato in epoca altrettanto recente. Hoskins sembra uscito da un film noir in bianco e nero, ma è Loren quello meno credibile, vestendosi, pettinandosi e assumendo le movenze di Seever, cosa che fa sempre quando è a caccia di un colpevole, un vezzo inutile e inverosimile, che si trascina per tutto il libro ridicolizzandolo.

Decisamente più interessanti i due personaggi femminili, Gloria Seever e Sammie Peterson, la giornalista che nel 2008 aveva fatto carriera al Post grazie ai suoi articoli sul caso e che sette anni dopo ha, suo malgrado, smesso di scrivere e lavora nella profumeria di un centro commerciale andando avanti grazie agli antidepressivi.

In un libro dove ci sono più morti che vivi i possibili colpevoli sono davvero pochi e diminuiscono man mano che si procede. Quando ne sono rimasti due ho puntato su quello sbagliato, ma gli indizi forniti potevano adattarsi ad entrambi e anche questo non mi è piaciuto.

La cosa peggiore, però, è che dopo questo libro davanti a un piatto di spaghetti non riuscirò più a pensare a loro due...


...ma a uno dei personaggi, che "si riempie la bocca di spaghetti e li succhia, facendoli scomparire come capelli nello scarico di una doccia"!

Reading Challenge 2025, traccia stagionale Crucipuzzle, autunno: giostra



martedì 4 novembre 2025

"Pineapple Street", Jenny Jackson

 

New York, quartiere di Brooklyn Heights, giorni nostri. Sasha ha 35 anni, un lavoro che ama e un marito, Cord, che ama ancora di più. Quello che Sasha non ama sono le sue due cognate e, in generale, la famiglia del marito. A dirla tutta lei potrebbe anche affezionarsi a loro, se non si sentisse sempre e costantemente respinta. Perché gli Stockton sono ricchi, immensamente ricchi. Così ricchi da far parte di quell'1% della popolazione mondiale che possiede quasi la metà della ricchezza globale totale. Ed è impossibile per loro considerare di famiglia qualcuno che non appartiene alla loro élite.

Parenti serpenti

Scritto nel 2023, è il romanzo di esordio di Jenny Jackson, vicepresidente e direttore editoriale della casa editrice newyorkese Knopf  (l'uscita del secondo, "The Shampoo Effect", è prevista negli Stati Uniti a giugno del prossimo anno).

Com'è facile intuire dal titolo, "Pineapple Street" ha il suo fulcro nella grande casa di famiglia, una lussuosa villa sul lungofiume che i genitori di Cord hanno voluto lasciare al figlio maschio per trasferirsi in un posto più adatto a due anziani, ma che non hanno mai smesso di considerare come loro, portando via soltanto vestiti e accessori, lasciandoci invece la quantità infinita di mobili e arredi acquistati o ereditati nel corso della vita. Tutto di grande valore, tutto intoccabile.

Soprattutto per Sasha, o CD (Cacciatrice di Dote), come la chiamano di nascosto le cognate, Darley e Georgiana.

Sono loro tre le protagoniste del romanzo, una storia che in principio mi ha creato non pochi malumori prendendola per una favoletta con personaggi ricchi e privilegiati inconsapevoli di esserlo.

Ma poi le vicende delle tre donne diventano il pretesto per puntare il dito proprio su quello che è il male peggiore del nostro povero mondo.

"La disuguaglianza di reddito è la questione più vergognosa dei nostri tempi. Sono preoccupato che i miei figli un giorno si guardino intorno rendendosi conto di vivere in un Paese che ha abbandonato ogni sorta di principio morale e che lascia che le persone muoiano di fame, mentre i ricchi godono di migliaia di agevolazioni fiscali."

Un messaggio che è bello trovare in un libro senza pretese.

"C’è una linea di demarcazione abbastanza netta tra la stabilità finanziaria e una ricchezza oscena." 

Reading Challenge 2025, traccia rebus di novembre: sedia e riccio


sabato 1 novembre 2025

Reading Challenge: tracce di novembre

           



Tracce generiche:
  • libri con una busta in copertina
  • libri cartacei che costa meno di 20€
    La festa delle brave ragazze, Shannon Hollinger (3 punti)

Traccia cascata di lettere:
  • Lupo: Il silenzio dell'amore, Clare Empson (3 punti)
  • Cupo: L'informatore, John Grisham (3 punti)

Traccia rebus:
  • Pineapple Street, Jenny Jackson (3 punti)

Traccia dadi: 18 - 40 - 66



I miei punti di novembre: 12



giovedì 30 ottobre 2025

"Sulle rive dello Jonio", George Gissing

 

Breve (123 pagine) diario di viaggio scritto da George Gissing (di cui questo mese ho letto anche "Racconti americani") nel 1897 (e pubblicato quattro anni dopo) al termine della sua seconda esperienza italiana, viaggio intrapreso in un epoca in cui il Sud era considerato selvaggio, pericoloso, e la Calabria "un paradiso abitato da diavoli": così la descrisse l'ufficiale francese Duret de Tavel.

A settembre ho trascorso due settimane sulla Costa degli Aranci (quindi proprio in alcune zone descritte dall'autore) e ci ho trovato soltanto il paradiso.

Domenico Nunnari nella prefazione anticipa come Gissing si lasciasse stregare dagli scenari naturali: la mia Liguria mi ha regalato un'intera esistenza fra mare e monti, ma Genova è anche una delle città più cementificate d'Italia, imparagonabile ai paesini costieri - liguri e calabresi in egual misura - e sicuramente Gissing ha visto una Calabria ancora più lussureggiante con 
aranci, ulivi e piante di fico d'india che, salendo, lasciano il posto a querce e faggi, e Nunnari ricorda come "con il suo amore per il Meridione compensò la negatività con cui tanti lo giudicavano".

Il testo ha una divisione in capitoli che si presenta come un viaggio a tappe. Un viaggio non semplice, a cominciare dall'obbligo di pagare il dazio e venire controllati all'ingresso di ogni città, cittadina o paese (Gissing racconta di essere stato additato come commesso viaggiatore per via dei tanti libri che aveva con sé nel baule, faticando a far capire che li aveva portati per leggerli, non per venderli).

Da Napoli (per la quale non ha buone parole, constatandone il decadimento rispetto alla precedente visita fatta dieci anni prima) si imbarca alla volta di Paola come unico passeggero per arrivare a Cosenza dove fa tappa per rendere omaggio alla tomba di Alarico nel letto del Busento e dove lo sconforto generato dal trovarsi ad alloggiare in un albergo squallido e sporco viene compensato dalle libagioni. Bella la descrizione del centro storico e dell'imponente Sila.

"Vidi con piacere che trattavano bene gli animali e che i muli erano lustri e avevano un'aria soddisfatta. C'è molta differenza fra questa popolazione e quella napoletana; gli abitanti di Cosenza non sembrano amare il chiasso; parlano con una certa lentezza e lasciano girare tra loro i forestieri senza molestarli né importunarli."

Da Cosenza si sposta a Taranto per iniziare quella che è la vera meta del suo viaggio, la costa ionica che vuole percorrere da Taranto, appunto, a Reggio Calabria.

Transitando per Sibari (dove si augura che vengano fatti degli scavi archeologici , cosa accaduta solo fra il 1969 e il 1974) arriva a Metaponto e quindi a Crotone ed è lì che emerge come fatichi a considerare interessante tutto ciò che ha soppiantato le vestigia della Magna Grecia criticando "la smania di costruire che ha quasi sfigurato e rovinato l'Italia", includendovi modernità quali le squallide stazioni ferroviarie e gli orribili viadotti, ma non risparmiando nemmeno quelle che per me sono meraviglie medievali.

Crotone lo delude, il maltempo e la febbre gli impediscono di avvicinarsi alla colonna dorica, unico frammento rimasto del tempio di Era, e penso sia stato quel rammarico a renderlo impietoso verso la Cattedrale ("un brutto edificio privo di interesse artistico dentro come fuori") e nel giudizio di un quadro rappresentante Cristo piagato ("uno dei quadri più repulsivi che abbia mai visto").

Strano personaggio, Gissing, prima ci giudica con severità ("È un paese stanco e pieno di rimpianti, che guarda sempre indietro, verso le cose del passato; banale nella vita presente e incapace di sperare sinceramente nel futuro"), poi sembra volerci rabbonire ("Tutte le colpe degli italiani sono perdonate appena la loro musica risuona sotto il loro cielo").

Il suo umore migliora quando guarisce e riesce finalmente a proseguire il viaggio arrivando a Marina di Catanzaro.


E da lì sale alla "città della montagna". Di Catanzaro
 gli piace tutto, a cominciare dal clima: "Catanzaro deve essere una delle città più salubri dell'Italia Meridionale: forse, sotto questo riguardo, non ha rivali, a sud di Roma". Ma ne sottolinea anche l'incompiutezza: "Non ho  mai visto una città così scombinata dal lato edilizio".

Io a Catanzaro ho trascorso soltanto una giornata e mi ha piacevolmente stupita per la bellezza, la pulizia e la tranquillità.


Anche Gissing l'ha lasciata a malincuore dirigendosi a Squillace da cui resta profondamente deluso, arrivando a definirla "un'offesa alla vista e all'odorato". Decide quindi di tornare immediatamente sulla costa, facendo una tappa intermedia dove ai tempi si pensava che Cassiodoro avesse fatto costruire il monastero Vivarium (le ricerche sono state riprese proprio a luglio di quest'anno).


E a Cassiodoro - vita e opere - dedica un intero capitolo, è lui ad aver ispirato l'intero viaggio. In particolare è ossessionato dalla ricerca delle grotte che Cassiodoro usava come vivaio per i pesci: le cerca, ma non è sicuro di averle trovate, esattamente come è successo a me e a mio marito in quella che è stata la nuotata più lunga e faticosa della nostra vita (al ritorno ho più volte temuto di aver esaurito le forze), ma - a differenza di Gissing - noi alla grotta di San Gregorio all'estremità di Caminia ci siamo arrivati.






Lui ha concluso il suo viaggio a Reggio Calabria (dove noi eravamo stati nel 1996) trovandola piacevole e pulita, esaltandone l'aria mista di montagna e mare e il panorama sulla Sicilia con la cima dell'Etna innevato.

Gissing non tornò più in Calabria, morì soltanto sei anni dopo. Spero di avere più fortuna perché sulla riva dello Jonio ci ho lasciato il cuore ♥


"In ogni paese e in ogni tempo quelli che parlano di più sono quelli che hanno meno cose interessanti da dire"

Reading Challenge 2025, traccia annuale Editori: Rubbettino